contratto di lavoro farmacisti
24 Febbraio 2026Dopo i chiarimenti di federfarma sulla proposta economica, le sigle sindacali ne prendono atto e ribadiscono che gli aumenti restano insufficienti e chiedono aperture sul riconoscimento professionale, pur confermando la disponibilità a riprendere il confronto

Nell’ambito del negoziato per il rinnovo del contratto dei dipendenti di farmacia privata, al momento interrotta, prosegue lo scambio tra le Parti in merito a chiarimenti che riguardano la proposta di Federfarma portata al tavolo del 4 febbraio, dei quali le sigle confederali prendono atto ma ribadiscono l’insufficienza della proposta economica.
In seguito all’assemblea dei dipendenti che si è svolta il 17 febbraio, da cui tra le altre cose è emersa l’ipotesi di un possibile sciopero nella seconda metà di marzo, Federfarma ha inviato una nota (19 febbraio) per chiarire che per il personale farmacista al primo livello la proposta prevede un incremento complessivo pari a 220,00 mensili, di cui 200 euro di incremento salariale, da riparametrare per i livelli superiori secondo i parametri contrattuali, e 20 euro mensili quale elemento di garanzia, in attesa della sottoscrizione dell’accordo collettivo di secondo livello (regionale). E per chiarire che tale aumento “si applicherà a tutto il personale farmacista e non costituisce una indennità sanitaria, la quale non è stata mai menzionata durante l’incontro del 4 febbraio scorso da parte della delegazione di Federfarma”.
Rinnovo Ccnl. I chiarimenti sulla proposta economica e gli aumenti di stipendio
Ribadita anche la disponibilità a erogare una parte rilevante dell’aumento salariale con la prima tranche per consentire ai dipendenti di beneficiare dei vantaggi fiscali, con tassazione al 5%, previsti dalla legge di Bilancio per l’anno 2026, e a “proseguire il confronto negoziale in un clima di responsabilità e nel rispetto delle reciproche prerogative”.
Le sigle confederali hanno subito fatto sapere di prendere atto “della variazione degli elementi della proposta formulata in occasione dell'incontro del 4 febbraio”.
In una pec inviata alla controparte sottolineano che come già evidenziato nel corso del confronto del 4 febbraio e nell’incontro dell'11 febbraio, “convocato per l'esperimento del tentativo di raffreddamento e conciliazione” la proposta economica formulata “risulta ad oggi insufficiente per tutto il personale, sia sotto il profilo del necessario recupero del potere d'acquisto, sia con riferimento al pieno e adeguato riconoscimento della professionalità”.
Per Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs è “imprescindibile mantenere l'impianto contrattuale precedentemente convenuto al fine di valorizzare tutti i professionisti che quotidianamente operano all'interno delle farmacie con abnegazione, spirito di squadra e competenza” e esprimono la “loro completa disponibilità a riprendere il confronto nell'immediatezza lì dove, venissero superate le rigidità finora rappresentate e si registrasse un'effettiva apertura rispetto alle richieste avanzate dalle Scriventi, anche in riferimento al delicato tema del riconoscimento dei servizi al personale farmacista che se ne fa carico, con l'obiettivo di addivenire il prima possibile al rinnovo del contratto collettivo nazionale”.
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