contratto di lavoro farmacisti
17 Marzo 2026Nel rinnovo del Ccnl delle farmacie private i sindacati chiedono un aumento salariale per recuperare la perdita inflattiva, su valori comparabili a quelli accordati ai farmacisti della Gdo. Sul tavolo anche valorizzazione professionale, regolazione della farmacia dei servizi e sciopero del 13 aprile.

Il confronto con altri rinnovi del terziario, in particolare con i farmacisti della Gdo che hanno ottenuto incrementi più elevati, il nodo dell’obbligatorietà dei servizi e la gestione dello sciopero del 13 aprile sono alcuni dei temi toccati da Marianna Flauto, segretaria nazionale Uiltucs, in un’intervista a “Il Diario del Lavoro”. La dirigente fa il punto sui principali nodi a cui è giunta la trattativa e che hanno portato alla proclamazione della giornata di astensione.
Flauto ricorda i passaggi della trattativa e la richiesta sindacale “di 360 euro, calcolata sulla base dell’Ipca”. Un valore che, precisa, non copre integralmente la perdita di potere d’acquisto, ma rappresenta un punto di equilibrio: “L’importo di incremento che tiene conto del differenziale tra Ipca e incremento salariale ricevuto nel triennio 2021/2024 è 360 euro al primo livello”.
Nel precedente rinnovo, aggiunge, “eravamo sotto il periodo del Covid e venivamo da 8 anni senza rinnovare il contratto”, mentre oggi “l’aumento del costo della vita e la pressione inflattiva rendono necessari adeguamenti salariali più consistenti”.
Conasfa: proposta di aumento stipendio sotto standard di altri rinnovi
Il confronto si inserisce, inoltre, in un quadro più ampio di rinnovi nel terziario: “Abbiamo rinnovato circa 20 contratti collettivi – aggiunge Flauto - e siamo riusciti a contrattare in media 240 euro di aumento”, inoltre, “il farmacista delle parafarmacie della Gdo, profilo inserito con il rinnovo del contratto commercio 2023-24 al secondo livello di inquadramento ha avuto un incremento salariale di circa 350 euro lorde a regime. Abbiamo riconosciuto un incremento salariale molto più alto che non copre totalmente la perdita inflattiva ma è il frutto della mediazione possibile”.
Accanto al tema salariale, Flauto invita a “guardare all’interesse complessivo del settore” e a rafforzare il riconoscimento della professione, anche per contrastare le difficoltà di reclutamento di farmacisti: “Non è certo questo il modo di rendere attrattiva la professione del farmacista. Le iscrizioni alle facoltà sono in calo e loro stessi lamentano difficoltà a reclutare farmacisti. Non rendersi conto che in questo rinnovo è importante valorizzare la professione sotto il profilo economico e normativo significa non volere invertire un trend pericoloso per l’intero comparto”.
L’obiettivo del rinnovo, ribadisce, è duplice: “migliorare le condizioni normative e fare recuperare potere d’acquisto ai salari”, intervenendo su un quadro complessivo che riguarda non solo i farmacisti, ma tutte le figure che operano in farmacia.
Un altro nodo centrale è rappresentato dall’evoluzione della farmacia. “La farmacia si è evoluta rispetto a 20 anni fa, è completamente cambiata”, afferma Flauto, richiamando l’impatto della farmacia dei servizi. Secondo la dirigente Uiltucs, le farmacie “potrebbero diventare una sorta di poliambulatorio, una struttura sanitaria di prossimità”, con la possibilità di erogare prestazioni come analisi, vaccini, elettrocardiogrammi e screening.
Ed è sulla regolazione dei servizi che si apre un altro fronte di distanza tra le parti. “Per la Uiltucs la maggior parte delle attività dei servizi sono facoltative e deve essere il farmacista a decidere liberamente. Molti farmacisti non sono disponibili allo svolgimento di tutti i servizi sia per le maggiori responsabilità che per i maggiori rischi” precisa Flauto.
Da qui la richiesta sindacale di intervenire nel contratto per definire con chiarezza ambiti e tutele: “Dobbiamo stabilire al tavolo quali siano le attività che possiamo considerare parte integrante del lavoro del farmacista, come ad es. il CUP, la misurazione della pressione e altre attività amministrative e quali sono i servizi che, fermo restando la disponibilità del farmacista, vanno remunerati adeguatamente in aggiunta al salario”.
Sciopero farmacisti, i sindacati: legittimo e nel pieno rispetto delle norme
L’intervista si chiude sulle attività in vista dello sciopero del prossimo 13 aprile: “Stiamo pensando a presidi territoriali e a una manifestazione nazionale. Garantiremo certamente il servizio pubblico essenziale ma in assenza di Protocolli di settore specifici verranno applicati gli indirizzi e le norme già in uso nei precedenti scioperi” conclude Flauto ribadendo quanto comunicato nei giorni scorsi dalle OO.SS tramite un comunicato unitario.
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