Formazione
01 Aprile 2026Superare l’impianto sanzionatorio del sistema Ecm con meccanismi premiali è la proposta della Fofi in Commissione nazionale Ecm. Per Giovanni Zorgno il problema non è la preparazione dei professionisti, ma un sistema ormai poco attrattivo che non intercetta le modalità reali di aggiornamento

L’attuale sistema Ecm va riformato in modo strutturale, superando l’impianto sanzionatorio e introducendo meccanismi premiali, come avanzamenti di carriera e punteggi nei concorsi, oltre a valorizzare l’autoformazione sul campo attraverso un aumento della quota riconosciuta, così da rendere più attrattivo l’adempimento dell’obbligo formativo. È questa l’idea di riforma portata avanti dalla Fofi in sede di Commissione nazionale Ecm. Come spiega a Farmacista33 Giovanni Zorgno, componente della Commissione in rappresentanza della Federazione, il tema non è la preparazione dei professionisti sanitari, ma il fatto che molti di loro oggi si formano in altri modi, e pertanto risultano non certificabili dal sistema Ecm.
Zorgno sottolinea che il nodo non riguarda la qualità della preparazione dei professionisti, ma il funzionamento del sistema. "La linea della Fofi è sempre stata molto chiara: noi non siamo mai stati per questo sistema sanzionatorio, ma abbiamo sempre optato per un sistema premiale. Partendo da un assioma: il professionista sanitario italiano è preparato e aggiornato. Perché se così non fosse no icome farmacisti come avremmo potuto sopperire alle carenze sanitarie durante la pandemia? Non a caso è stato riconosciuto dal Presidente della Repubblica a tutte le professioni sanitarie con la medaglia d’oro. Questo vuol dire che eravamo preparati e siamo preparati e lo dimostriamo quotidianamente".
Il problema, aggiunge, è che "quindi non è la formazione. È evidente che il professionista sanitario semplicemente non è in regola con il sistema Ecm. Perché è un sistema che non va più bene così com’è, ormai è superato, ed è scarsamente attrattivo".
Da qui la proposta della Fofi di una revisione complessiva dell’impianto: "Va benissimo tutto quello che abbiamo fatto sino a oggi come gruppo di lavoro di riforma, ma non basta, non è sufficiente. Bisogna fare una riforma strutturale del sistema, perché il fatto anche che dobbiamo sempre ricadere su dei bonus, aumenti dei bonus, slittamenti dei termini di conclusione dei trienni, vuol dire che nonostante tutto il sistema non sta funzionando, non è attrattivo nei confronti dei processi sanitari che, ripeto, sono preparati e aggiornati, non in regola col sistema, semplicemente non in regola col sistema".
Sul fronte delle soluzioni, Zorgno indica la necessità di intervenire sia sui criteri di attribuzione dei crediti sia sul riconoscimento delle modalità di aggiornamento professionale già diffuse nella pratica quotidiana. "Se partiamo dall’assioma quindi che è formato, dobbiamo domandarci come si sta formando. E la risposta è che si sta formando al di fuori del sistema Ecm, leggendo e studiando le circolari e le linee guida che vengono emanate dalle Federazioni, dalle aziende sanitarie locali, da tutte le autorità competenti in materia, confrontandosi fra colleghi e condividendo le proprie esperienze, leggendo pubblicazioni, riviste eccetera eccetera. Si sta formando quindi autonomamente".
Da qui la proposta di rivedere i meccanismi di riconoscimento della formazione: "Per intanto dovremmo iniziare ad aumentare il credito a ora di base, perché ora è svilente e scarsamente attrattivo: è un credito".
Un secondo intervento riguarda l’autoformazione: "Va aumentato tutto ciò che è l’autoformazione, elevando il limite del 20%, come per tutte le altre formazioni individuali che sono al 60%, perché è lì che realmente il professionista sanitario, secondo noi, si sta formando. Si sta formando sul campo con le attività che svolge e con ciò che studia per poterle fare. Quindi bisogna potenziare assolutamente quella che è l’autoformazione che avviene sul campo".
Altro aspetto della riforma è il passaggio da un sistema sanzionatorio “che non ha prodotto i risultati attesi” a uno premiale.
"Il sistema sanzionatorio – spiega – non sta dando grandi frutti, abbiamo dovuto continuamente slittare la conclusione dei trienni. Anche questo slitterà al 2028. Per cui c’è un qualcosa che rallenta la certificabilità dei professionisti".
In questo contesto, osserva, "continuiamo a dare delle sanzioni a professionisti che a mio avviso sono già formati, aggiornati". Da qui la proposta di un cambio di paradigma: "Se diventa premiale, ad esempio la certificabilità può dare possibilità di avanzamenti di carriera, eventualmente nei concorsi un punteggio maggiore, diventerebbe più attrattivo". L’obiettivo, conclude, è "arrivare a un premiale e poi ovviamente dare un premio su tutto quello che fai veramente quotidianamente, su un’autoformazione o una formazione, chiamiamola, un’autoformazione sul campo, su quello che fai e quello che studi per farlo".
In prospettiva, aggiunge Zorgno, l’obiettivo è portare il tema della riforma all’attenzione della prossima Commissione, consolidando un orientamento condiviso anche con le altre professioni sanitarie. "Come Federazione degli Ordini dei Farmacisti e in sede di Commissione abbiamo richiesto anche che ci sia un’audizione anche con le altre Federazioni per vedere se è un sentimento comune, ma visto che dopo il mio intervento altre Federazioni sono venute dietro, direi che forse è l’ora di fare proprio una riforma strutturale della ECM". Un percorso che, precisa, guarda già alla fase successiva del lavoro istituzionale: "Abbiamo posto le basi per la prossima Commissione che si insedierà per chi verrà dopo, perché ormai non c’è più il margine per poter fare una riforma di questo genere. Però noi questo come Fofi l’abbiamo detto sin dall’inizio, dall’insediamento di questo gruppo di lavoro riforma di cui io faccio parte: abbiamo fatto presente subito che secondo noi doveva esserci una riforma strutturale del sistema". E conclude riconoscendo i passi avanti compiuti, ma sottolineando la necessità di interventi più incisivi: "Va benissimo quello che è stato fatto sino ad oggi, perché l’introduzione della simulazione, l’introduzione della formazione ibrida, indubbiamente avrà un impatto importantissimo sui processi sanitari, però non è sufficiente".
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