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07 Settembre 2026Il nuovo White Paper della Fip propone principi comuni per valutare e riconoscere le competenze avanzate e specialistiche dei farmacisti, collegandole a ruoli, responsabilità, autonomia professionale, progressione di carriera e remunerazione.

Con l’ampliamento dei ruoli e delle responsabilità dei farmacisti le competenze avanzate e specialistiche acquisite con la formazione e l’esperienza devono poter essere valutate, certificate e riconosciute formalmente anche nei percorsi professionali e con criteri condivisi. È questa l’indicazione della International Pharmaceutical Federation (Fip), che nel nuovo White Paper “Credentialing and professional recognition in pharmacy” propone principi comuni per sviluppare sistemi di riconoscimento adattabili ai diversi contesti e modelli nazionali.
Per la Fip, il riconoscimento delle competenze dovrebbe trovare riscontro anche nel ruolo professionale, nelle responsabilità, nell’autonomia decisionale, nella progressione di carriera, nelle promozioni e nella remunerazione.
La premessa del White Paper è l’evoluzione della professione e la crescente assunzione da parte dei farmacisti di ruoli avanzati e specialistici nei sistemi sanitari nazionali. La trasformazione interessa tutti gli ambiti di esercizio della professione, dalla farmacia di comunità ai setting clinici, dall’educazione alla ricerca, dalle politiche sanitarie alla produzione farmaceutica.
In questo scenario, secondo la Fip, il credentialing è uno degli strumenti attraverso cui rendere verificabili le competenze raggiunte dal professionista. È definito come il “processo formale utilizzato per valutare e/o verificare qualifiche, esperienza, posizione professionale e altri attributi professionali rilevanti” al fine di esprimere una valutazione sulla competenza, sulle prestazioni e sull’idoneità professionale a fornire servizi sanitari sicuri e di qualità in specifici contesti organizzativi o assistenziali.
La Fip distingue inoltre la pratica avanzata dalla specializzazione. Il professionista avanzato dimostra conoscenze, competenze e comportamenti che vanno oltre il livello iniziale, con livelli crescenti di autonomia, leadership e impatto professionale. La specializzazione riguarda invece lo sviluppo di conoscenze e competenze approfondite in uno specifico ambito della pratica professionale e può essere acquisita attraverso formazione post-laurea, esperienza e valutazione delle competenze.
I sistemi utilizzati per attestare e riconoscere questi percorsi presentano tuttavia differenze tra i Paesi. Per questo la Fip non punta a individuare un unico modello da applicare a tutti i sistemi sanitari, ma propone una base comune di principi adattabile ai diversi contesti nazionali. Come sottolineato dalla co-presidente della task force Bronwyn Clark, “non esiste un unico modello di credentialing adatto a ogni sistema sanitario”, e auspica invece “una base condivisa di principi” che possa essere adattata alle circostanze nazionali mantenendo qualità, credibilità e trasparenza.
Il riconoscimento delle competenze, per la Fip, deve avere anche una ricaduta concreta nell’organizzazione del lavoro. Il credentialing viene indicato come uno “strumento strategico per lo sviluppo della forza lavoro, la sicurezza pubblica e il rafforzamento dei sistemi sanitari” e dovrebbe essere inserito nelle strategie nazionali per il supporto della forza lavoro e nella programmazione delle politiche sanitarie, con una “esplicita integrazione nelle politiche delle risorse umane”.
La Fip raccomanda in particolare di “rafforzare i collegamenti tra credentialing e benefici personali e professionali tangibili”, sostenendo che il conseguimento delle credenziali sia associato al riconoscimento “nei ruoli lavorativi, nell’ambito della pratica professionale, nelle responsabilità nell’erogazione dei servizi, nella progressione di carriera, nel processo decisionale professionale, nelle promozioni e nella remunerazione”.
Il confronto internazionale riportato nel White Paper mostra alcune possibili applicazioni di questo principio.
In Canada, tra le raccomandazioni figura quella di incentivare i datori di lavoro e collegare le credenziali alla retribuzione e all’avanzamento professionale in termini di carriera; per l’Egitto vengono indicati il collegamento ai livelli professionali e alle scale retributive. Negli Stati Uniti, tra le indicazioni figurano invece l’integrazione delle credenziali nei percorsi di carriera, comprendendo compensi e avanzamento, e un maggiore riconoscimento da parte dei datori di lavoro e dei soggetti che finanziano l’assistenza sanitaria.
Per costruire sistemi credibili e sostenibili, la Fip individua otto principi guida. I programmi dovrebbero innanzitutto avere finalità e risultati attesi chiaramente definiti e rispondere all’evoluzione delle priorità sanitarie e alle future esigenze della forza lavoro. Il loro sviluppo dovrebbe essere trasparente e coinvolgere professione, autorità regolatorie, formatori e professionisti. La governance dovrebbe garantire “responsabilità, equità, inclusività e trasparenza”, insieme alla possibilità di trasferire le credenziali tra diversi contesti. Servono inoltre risorse finanziarie e umane sostenibili, una chiara attribuzione delle responsabilità ai diversi soggetti coinvolti e sistemi di valutazione coerenti con l’ambito di attività e con le responsabilità professionali, prevedendo anche il mantenimento e il rinnovo delle credenziali. Completano il quadro un sistema di garanzia della qualità e un approccio regolatorio proporzionato, definito dalla Fip right-touch regulation, che deve tutelare la sicurezza e gli standard professionali “senza creare barriere non necessarie”.
Le indicazioni sono rivolte a un insieme ampio di soggetti: autorità regolatorie nazionali e regionali, organizzazioni professionali dei farmacisti, organismi di accreditamento e certificazione, enti di formazione, ministeri e decisori politici, datori di lavoro e responsabili della pianificazione della forza lavoro, finanziatori dei servizi sanitari e farmacisti.
Sul piano internazionale, infine, per la Fip è necessario favorire una terminologia condivisa e incoraggiare, dove gli accordi esistenti e i requisiti normativi lo consentano, il riconoscimento delle credenziali tra Paesi per sostenere la mobilità della forza lavoro. Allo stesso tempo, possono essere validi sia sistemi volontari sia sistemi formalizzati, lasciando ai diversi contesti nazionali la possibilità di adattare il modello alle proprie caratteristiche.
Fonte
FIP WHITE PAPER Credentialing and professional recognition in pharmacy
ph.cr.magnific
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