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carenza di farmacisti

20 Ottobre 2026

Carenza di farmacisti, sempre meno giovani scelgono la farmacia: ecco come invertire la rotta

Secondo i dati AlmaLaurea, la quota di laureati che lavora in farmacia territoriale a tre anni dal titolo è scesa al 48,1%, perdendo 18 punti tra il 2020 e il 2024. Fenagifar propone nelle università italiane riflessioni su condizioni di lavoro, riconoscimento professionale e orientamento. Al via un tour in undici università.

di Redazione Farmacista33


farmacista donna giovane

Nel 2024 il 48,1% dei laureati in Farmacia lavora in una farmacia territoriale a tre anni dal titolo, contro il 72,8% del 2010. Un calo che accelera: tra il 2020 e il 2024 si sono persi 18 punti percentuali, quasi 20 dei circa 25 persi in 15 anni. A riportare l’attenzione sui dati AlmaLaurea è Fenagifar, che evidenzia un paradosso: la farmacia territoriale attira meno giovani proprio mentre l’ampliamento dei servizi ne rafforza il ruolo sanitario. Per approfondire le ragioni della minore attrattività e raccogliere le aspettative degli studenti, la Federazione avvia “Il Farmacista che Verrà”, un tour in undici università italiane tra il 2026 e il 2027, con prima tappa il 21 ottobre alla Sapienza di Roma.

Laureati e occupazione: meno giovani scelgono la farmacia di comunità

Nel 2010 quasi tre laureati su quattro lavoravano in una farmacia territoriale a tre anni dalla laurea. Nel 2024 la quota è scesa sotto la metà, con una perdita concentrata soprattutto nell’ultimo quadriennio. La minore scelta del territorio si accompagna a un andamento dei laureati che, dopo il minimo storico di circa 4.000 nel 2023-24, sono tornati a salire, raggiungendo circa 4.600 nel 2025. Una ripresa alla quale, sottolinea Fenagifar, non corrisponde un analogo recupero della scelta della farmacia territoriale. Nel frattempo, secondo i dati Unioncamere richiamati dalla Federazione, il 77% delle aziende dichiara di faticare a trovare farmacisti, contro il 73% del 2023.
Per Fenagifar il risultato è un problema di ricambio generazionale: “Se meno neolaureati scelgono il territorio, la carenza arriva in ogni farmacia”.

Più servizi, ma restano i nodi del riconoscimento e delle condizioni di lavoro

Il calo arriva mentre la farmacia assume un ruolo sempre più centrale nel Servizio sanitario nazionale. Nella rete delle circa 20.000 farmacie italiane, le prestazioni di telemedicina sono state 1,16 milioni nel 2025, il 28,5% in più rispetto al 2024. Con la legge di Bilancio 2026 la farmacia dei servizi è diventata strutturale, con uno stanziamento di 50 milioni di euro l’anno.
Secondo Fenagifar, le ragioni dell’allontanamento dei giovani sono diverse e si sommano: i servizi cambiano da regione a regione, il ruolo clinico richiede una formazione continua e la burocrazia legata a ricette, carenze e rendicontazioni sottrae tempo al paziente. Restano inoltre aperti i temi del riconoscimento economico e organizzativo. Nelle aree interne, ricorda la Federazione, la farmacia rurale è spesso l’unico presidio sanitario del paese.

“È un paradosso che non possiamo più ignorare - dichiara Francesco Ferro Russo, presidente di Fenagifar. - La farmacia non è mai stata così centrale per la salute dei cittadini, eppure attira sempre meno giovani. Il problema è anche di conoscenza: molti studenti arrivano alla laurea senza sapere cosa sia oggi la farmacia territoriale. Per questo abbiamo scelto di andare noi da loro, nelle Università, prima che facciano le loro scelte.”

In un’intervista rilasciata al Sole 24 Ore, Russo richiama anche le condizioni di lavoro: “A pesare sono il carico di lavoro e la difficile conciliazione con la vita privata, la percezione di scarse possibilità di crescita professionale e l’attesa per l’adeguamento contrattuale”. Il riferimento si inserisce nel contesto della trattativa per il rinnovo del Ccnl delle farmacie private, scaduto il 31 agosto 2024 e ancora in stallo.

Attrarre e trattenere farmacisti in farmacia: cosa accade in Francia e Regno Unito

Fenagifar propone una analisi delle esperienze di altri Paesi europei e il caso più significativo è quello della Francia, dove, con l’accesso comune ai corsi sanitari, solo il 7% degli studenti indicava Farmacia come prima scelta, contro il 66% di Medicina. Nel 2022 i posti rimasti vacanti al secondo anno di Farmacia erano circa 1.100, su 3.500-3.800 disponibili. La risposta francese si è sviluppata su più fronti. Gli studenti di Farmacia hanno portato nelle facoltà un gioco-concorso di orientamento, con oltre 1.400 sfide in 24 atenei, mentre il Sindacato dei titolari e l’Ordine hanno promosso campagne informative. Sono state inoltre aperte “passerelle” per chi possiede già un altro titolo, che nel 2024 hanno consentito di coprire 247 posti. Dal 2027 una quota compresa tra il 10 e il 30% dei posti sarà riservata a Farmacia.
In tre anni i posti vacanti sono scesi a circa 200. Nello stesso periodo le farmacie francesi hanno ampliato i servizi: nella campagna 2025-26 hanno somministrato il 69% delle vaccinazioni antinfluenzali.

Il Regno Unito offre invece un avvertimento sulla necessità di accompagnare l’attrazione degli studenti con la permanenza dei professionisti sul territorio. Il ruolo clinico ha fatto crescere del 19% gli immatricolati a Farmacia, ma i farmacisti nelle farmacie di comunità inglesi sono diminuiti del 15%, assorbiti dalla medicina generale e dagli ospedali. Attrarre gli studenti, sottolinea la Federazione, non basta: bisogna anche trattenerli sul territorio.

Le proposte Fenagifar e il tour nelle università

Da questa analisi nascono tre proposte per l’Italia: raggiungere gli studenti nelle università e nelle scuole prima della scelta, portare più servizi, come vaccini e test, nei percorsi di studio e avviare una rilevazione annuale su prima scelta, iscritti e posti scoperti.
“Non vogliamo parlare dei giovani, ma con i giovani - ha sottolineato Francesca Saccà, vicepresidente Fenagifar. - Vogliamo ascoltare cosa si aspettano dall’università, dalla professione e dalle istituzioni e far conoscere una farmacia che oggi è molto diversa da quella che immaginano.”

Il tour “Il Farmacista che Verrà” rappresenta la prima applicazione concreta di questa strategia. Gli obiettivi sono fare cultura sulla farmacia territoriale, raccogliere le aspettative degli studenti e costruire un modello da portare in ogni università attraverso le Agifar territoriali.
La prima tappa avrà un focus sulle nuove competenze del farmacista e sul futuro del sistema salute. La seconda prevede un confronto interattivo con gli studenti su tre domande: che cosa si aspettano dall’università, dalla professione e dalle istituzioni.
Nel 2026 il calendario comprende Roma, il 21 ottobre alla Sapienza Università di Roma, alle 15:30, Bologna il 3 novembre, Milano il 13 novembre, Chieti il 18 novembre, Torino il 23 novembre e Bari il 30 novembre. Nel 2027 il tour raggiungerà Napoli, Verona, Camerino, Cosenza e Catania.
L’iniziativa ha il patrocinio della Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani, il contributo di Fondazione Enpaf e quello non condizionante di Haleon, azienda del settore Consumer Health.

Formazione, innovazione e tutele per il futuro della professione

“L’iniziativa di Fenagifar coglie una sfida decisiva: ascoltare i giovani e far conoscere loro le opportunità di una professione sempre più centrale nel SSN. È la direzione tracciata dalla Federazione nel 2006, con un percorso che ha trasformato il ruolo del farmacista attraverso l’ampliamento delle sue funzioni, il rinnovamento della formazione universitaria e l’impegno costante per favorire l’innovazione tecnologica, ridurre la burocrazia e rafforzare l’integrazione dei farmacisti nella rete dell’assistenza territoriale”, dichiara il presidente Fofi, Andrea Mandelli. “Dalla prevenzione alla telemedicina, dalla medicina personalizzata all’IA, oggi la sanità di prossimità dà al farmacista l’opportunità di mettere competenze e innovazione al servizio della salute. Ai giovani dobbiamo trasmettere questa consapevolezza: essere farmacisti significa poter fare ogni giorno la differenza nella vita delle persone e delle comunità, contribuendo a un Servizio sanitario nazionale più equo, sostenibile e vicino ai cittadini”.

“Il futuro della professione si costruisce partendo dai giovani. L'iniziativa di Fenagifar ha il merito di portare il confronto e l'ascolto direttamente nei luoghi della formazione, coinvolgendo gli studenti in una riflessione concreta sul ruolo del farmacista e sulle sfide che attendono la professione. Oggi il farmacista dispone di competenze e opportunità sempre più ampie e deve poter guardare al proprio percorso con consapevolezza, conoscendo non solo le opportunità di crescita, ma anche il sistema di tutele che lo accompagnerà nel corso della carriera. Offrire ai giovani questa visione d'insieme significa aiutarli a costruire fin dall'inizio un rapporto più solido e consapevole con la professione”, dichiara il presidente Enpaf, Maurizio Pace.

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TAG: FENAGIFAR, CARENZA DI FARMACISTI

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