Reazioni avverse ai farmaci: ridotte del 30% con trattamento basato su analisi genetica
Uno studio mostra che un'analisi genetica prima della terapia farmacologica potrebbe ridurre del 30% le reazioni avverse ai farmaci e i relativi costi sanitari
Uno studio pubblicato su The Lancet mostra che un'analisi genetica prima della terapia farmacologica potrebbe ridurre del 30% le reazioni avverse ai farmaci e i relativi costi sanitari. In tutto il mondo, il problema delle reazioni avverse è considerevole. In Europa causano fino a 128.000 morti all'anno e sono la causa del 9% di tutti i ricoveri ospedalieri, una cifra che raddoppia fino al 20% nelle persone di età superiore ai 70 anni. Tuttavia, queste incidenze potrebbero essere ridotte, adattando i farmaci ai geni di ciascun paziente.
Identificati 12 geni specifici per metabolismo ed effetti dei farmaci
Lo studio "PREPARE" (Preemptive Pharmacogenomic Testing for Preventing Adverse Drug Reactions) ha incluso quasi 7.000 pazienti provenienti da sette paesi (Austria, Grecia, Italia, Paesi Bassi, Slovenia, Spagna e Regno Unito), tra marzo 2017 e giugno 2020, tutti genotipizzati rispetto alle variazioni di dodici geni specifici significativi per il metabolismo, il trasporto e gli effetti collaterali dei farmaci. Tutti i partecipanti hanno quindi ricevuto i loro farmaci in modo convenzionale o con una modifica basata sul genotipo. Dodici settimane dopo l'inizio del loro regime farmacologico, i pazienti sono stati contattati in merito a qualsiasi reazione avversa sviluppata, come diarrea, dolore o perdita del gusto.
Meno reazioni avverse nei pazienti con trattamento basato sul genotipo
"I pazienti che hanno ricevuto un trattamento basato sul genotipo hanno avuto, in media, il 30% in meno di reazioni avverse rispetto ai controlli ", secondo il prof. Ingelman-Sundberg , esperto, con lunga esperienza nell'Agenzia Europea del farmaco (EMA). " I nostri risultati suggeriscono che una genotipizzazione iniziale dei pazienti genererà risparmi significativi per la società". "Il test deve essere fatto solo una volta per paziente e si può generare un "Dna pass" fondamentalmente una carta con una striscia magnetica contenente tutti i dati genetici importanti su un particolare paziente", spiega l'autore. "Quando la scheda di un paziente viene scansionata, medici e farmacisti potranno calcolare la dose ottimale di un farmaco per quel particolare individuo".
Paolo Levantino Farmacista clinico e giornalista scientifico
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A cura di Sabina Mastrangelo
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