Ipotiroidismo, biotina interferisce con esami sulla funzionalità tiroidea. Le indicazioni dell’Aifa
La biotina può interferire con gli esami di laboratorio che misurano i livelli di funzionalità tiroidea e che monitorano la terapia con farmaci. Le raccomandazioni Aifa
La biotina può interferire con gli esami di laboratorio che misurano i livelli di funzionalità tiroidea e che monitorano la terapia con farmaci: i risultati possono essere falsamente aumentati o falsamente ridotti, e se le dosi di biotina assunte sono elevate il rischio di interferenza aumenta, ma alcuni test sembrano essere molto sensibili a livelli inferiori di biotina. Lo segnalano le aziende titolari di prodotti medicinali contenenti levotiroxina Merck Serono S.p.A, IBSA Farmaceutici Italia srl, Teva Italia srl, I.B.N. Savio srl, Aristo Pharma GmBH, Abdi Farma GmbH, in accordo con l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA).
Test molto sensibili a livelli più bassi di biotina
Le aziende valutano continuamente la sicurezza dei farmaci "attraverso rapporti periodici di aggiornamento sulla sicurezza (PSUR) che sono condivisi e valutati dal comitato di valutazione dei rischi per la farmacovigilanza (PRAC) dell'EMA". Recentemente è stato riesaminato il rischio di interferenza della biotina con gli immunodosaggi tiroidei basati su un'interazione biotina/streptavidina, producendo risultati falsamente ridotti o falsamente aumentati. "Alte dosi di biotina - spiega la nota informativa - sono principalmente coinvolte nell'interferenza con gli esami di laboratorio della funzionalità tiroidea. Tuttavia, alcuni test sembrano essere molto sensibili a livelli inferiori di biotina e il tempo di prelievo del campione in relazione al tempo di assunzione di biotina ha dimostrato di avere un impatto sul valore di biotina determinato. Dato l'uso sempre più comune di integratori di biotina in dosi elevate e la prevalenza di ipotiroidismo, con dipendenza dalle misurazioni periodiche degli esami della funzionalità tiroidea per l'aggiustamento del dosaggio di tiroxina (T4), esiste un significativo rischio potenziale di una gestione clinica inappropriata di questi pazienti sulla base dei risultati fuorvianti degli esami di laboratorio". La stessa problematica, aggiunge la nota, "vale per i pazienti sottoposti a levotiroxina post-tiroidectomia o per i pazienti con iperfunzione tiroidea trattati con radioiodio o farmaci antitiroidei".
Prima di un esame accertare consumo di biotina
L'Aifa avverte, quindi che nelle per i pazienti che necessitano di "una titolazione più precisa del dosaggio di levotiroxina, come nelle donne in gravidanza, nei bambini, negli anziani e nei pazienti monitorati per carcinoma tiroideo residuo o recidivante" è particolarmente importante accertare se sia stata assunta biotina. Inoltre, anche "nell'interpretazione dei risultati degli esami di laboratorio, deve essere presa in considerazione una possibile interferenza con biotina, specialmente se si osserva una mancata coerenza con la presentazione clinica".
Aifa, quindi, raccomanda ai pazienti che assumono prodotti contenenti biotina, di informare il personale di laboratorio quando è richiesto un esame della funzionalità tiroidea e "se disponibili, devono essere utilizzati esami alternativi non sensibili a interferenze con biotina". Le informazioni di prodotto dei medicinali a base di levotiroxina saranno aggiornate per riflettere le informazioni su tale interferenza e con raccomandazioni per i medici e per i pazienti che assumono prodotti contenenti biotina e che si devono sottoporre a immunodosaggi tiroidei.
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A cura di Sabina Mastrangelo
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