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22 Maggio 2023

Farmaci antidepressivi: nuovi dati sull’efficacia nella gestione del dolore cronico


Una recente metanalisi, realizzata da Cochrane, ha esaminato 176 studi su un totale di 25 diversi antidepressivi. Ci sono prove efficacia "da moderata ad alta" per l'uso di duloxetina

Una recente revisione della letteratura scientifica ha rivelato che ci sono prove efficacia "da moderata ad alta" per l'uso di duloxetina, un inibitore della ricaptazione della serotonina-noradrenalina, nella gestione del dolore cronico. La metanalisi, realizzata da Cochrane, ha esaminato 176 studi su un totale di 25 diversi antidepressivi. Nel dolore cronico si utilizzano spesso gli antidepressivi perché i neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione dell'umore sono molte volte gli stessi che regolano il dolore. La duloxetina, infatti, viene usata anche per trattare il dolore neuropatico diabetico periferico.


Duloxetina e milnacipran i favoriti dallo studio

La dose standard di duloxetina (60 mg) ha dimostrato di ridurre in modo significativo il sollievo dal dolore del 91% (95% CI da 1,69 a 2,17) e l'intensità continua del dolore con una differenza media standardizzata di -0,31 (CI del 95% da -0,39 a -0,24). Sono emerse prove promettenti anche per il milnacipran, sebbene la certezza fosse inferiore rispetto alla duloxetina. Gli studi hanno coinvolto pazienti affetti da diverse condizioni di dolore cronico, tra cui fibromialgia, dolore neuropatico e dolore muscoloscheletrico, con una durata media delle analisi di circa dieci settimane. I ricercatori hanno concluso che «l'unico antidepressivo per il trattamento del dolore cronico è la duloxetina», aggiungendo che «al momento non ci sono prove affidabili sull'efficacia a lungo termine di alcun antidepressivo, né prove affidabili sulla sicurezza degli antidepressivi per il dolore cronico».


Trattamento dolore cronico su lungo periodo

Emma Davies, farmacista specializzata nella gestione del dolore presso il Cwm Taf Morgannwg University Health Board, ha affermato che la revisione è stata utile poiché ha incluso una gamma molto più ampia di letteratura rispetto alle linee guida del National Institute for Health and Care Excellence (NICE). «Nella pratica - ha dichiarato la farmacista - dobbiamo essere cauti. È importante non utilizzare questi risultati come motivo per interrompere la somministrazione di questi farmaci senza una approfondita analisi o la dovuta attenzione. Occorre trovare un equilibrio adeguato fra danni e benefici».

Cathy Stannard, responsabile clinica delle linee guida NICE per il dolore cronico, ha affermato che i risultati della revisione aggiungono ulteriori prove che l'uso di farmaci per il trattamento del dolore a lungo termine è deludente: «Non sorprende che le prove migliori supportino l'uso della duloxetina - ha dichiarato Stannard- perché gli studi per questo nuovo farmaco, spesso finanziati dai produttori, sono stati necessariamente condotti in modo più rigoroso, vista la normativa attuale e la comprensione delle evidenze cliniche, rispetto a quelli per farmaci più vecchi come l'amitriptilina».

Cristoforo Zervos


Fonti

https://www.cochranelibrary.com/cdsr/doi/10.1002/14651858.CD014682.pub2/full
https://pharmaceutical-journal.com/article/news/no-antidepressant-found-to-be-effective-and-safe-for-chronic-pain-evidence-review-shows
https://www.gavazzeni.it/cure/fibromialgia-trattamento-medico/#:~:text=Perch%C3%A9%20gli%20antidepressivi%20nella%20cura,stessi%20che%20regolano%20il%20dolore
https://farmaci.agenziafarmaco.gov.it/aifa/servlet/PdfDownloadServlet?pdfFileName=footer_002753_043842_RCP.pdf&sys=m0b1l3

TAG: ANTIDEPRESSIVI, RICERCA, DOLORE CRONICO

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