Sars-CoV2, nessuno rischio dai prodotti di origine animale
Dall'inizio dell'epidemia di Sars-CoV2 ad oggi, molti passi avanti sono stati fatti nella conoscenza del virus, dei meccanismi di diffusione e di quelli di sviluppo della malattia. Quando i numeri del contagio salivano esponenzialmente, fra le molte paure c'era anche il timore di una diffusione dell'infezione attraverso gli alimenti. Preoccupazione dissipata abbastanza velocemente, va detto. Ma oltre agli argomenti usati allora, oggi abbiamo qualche prova in più del fatto che le gli alimenti (e le materie prime da cui derivano) di per sé non costituiscono un pericolo.
I dati delle sperimentazioni
I dati forniti da due sperimentazioni ci confermano che tutti gli animali ad interesse zootecnico non si ammalano di Covid-19; non hanno alcun ruolo epidemiologico nella propagazione dell'infezione nonostante si tratti di fatto di una zoonosi. Lo ha raccontato Sergio Rosati, del dipartimento di Scienze veterinarie dell'Università di Torino, nell'ambito di un incontro organizzato da Msd Animal health per parlare del futuro delle filiere alimentari. «Sono state realizzate in Cina alcune infezioni sperimentali, approcci di natura scientifica non sempre apprezzati, ma che ci consentono di accelerare il processo naturale». Nell'infezione sperimentale infatti viene deliberatamente inoculato un virus all'interno delle cavità nasali delle specie che si vogliono verificare, per capire se sono suscettibili o meno all'infezione. Mentre il gatto, tra le specie ipoteticamente suscettibili, può presentare delle forme lievi e il furetto forme respiratorie più gravi, né i suini né il pollame si sono infettati, stando ai risultati della sperimentazione. Questo virus quindi non riuscirebbe a replicarsi nelle loro cellule: sembra infatti si sia adattato solo alla mucosa delle cellule umane ed è questo il meccanismo con cui può essere trasmesso.
Le specie animali delle filiere alimentari non trasmettono il virus
Un secondo studio ha invece valutato se gli animali possono avere avuto contatti con questo virus e se il loro sistema immunitario può avere risposto anche in modo asintomatico a questa infezione. Sono stati cercati gli anticorpi, ma nessuna delle 35 specie animali considerate, tra cui quelle di interesse zootecnico, ne presentava. Le specie animali che interessano le filiere alimentari dunque non sono in grado di trasmettere il Sars-CoV2. Non si ammalano, né producono anticorpi. Come qualsiasi oggetto o al pari delle nostre mani, però gli alimenti possono diventare un veicolo di contagio se le norme igieniche nella manipolazione non vengono rispettate. Ed a questa protezione nei locali di produzione o anche di somministrazione e all'igiene delle mani che deve essere fornita la massima attenzione.
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A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
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