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23 Settembre 2021

Mal di testa nei bambini, la dieta può essere la causa. Gli alimenti incriminati


Qual è il legame fra emicrania e alimentazione in età pediatrica? Secondo un lavoro dell'Ospedale Bambin Gesù di Roma molti miti sono da sfatare, mentre fondamentale pare essere il controllo del peso attraverso stili alimentari corretti e il fatto che alcuni nutraceutici potrebbero giocare in futuro un ruolo in chiave terapeutica.

Comportamento alimentare, stile di vita e nutrienti

Il legame tra emicrania e alimentazione può essere esplorato da diversi punti di vista. Per quanto riguarda il disturbo in età pediatrica, i medici dell'Ospedale Bambin Gesù di Roma lo hanno fatto revisionando una serie di studi per definire gli aspetti più importanti che legano questo fenomeno al comportamento alimentare, allo stile di vita e a certi nutrienti, in particolare per il loro possibile ruolo terapeutico. Lo scopo del lavoro, recentemente pubblicato su Nutrients, è stato anche quello di sfatare miti e credenze che tendono ad attribuire a certi alimenti una responsabilità nell'insorgenza del mal di testa nei bambini e adolescenti. L'emicrania è un disturbo multifattoriale, alla cui base ci sono meccanismi neuronali, vascolari e genetici. È una condizione che può essere altamente debilitante in età pediatrica sia per l'intensità sia per la frequenza con cui il fenomeno può presentarsi. Fra i fattori ambientali più discussi che possono influenzare il corso della malattia c'è la nutrizione.

Gli alimenti incriminati

Mentre la dieta può avere un impatto importante, soprattutto inteso come stile alimentare o strumento di controllo del peso, minori (o assenti) invece sono le evidenze per quanto riguarda il ruolo di singoli alimenti nello scatenare gli attacchi in età giovanile. Fra gli alimenti incriminati, ci sono il cioccolato, la caffeina, l'alcol, i dolcificanti (aspartame), il glutammato monosodico e i nitriti. In generale, chiarisce l'articolo, ad oggi non è chiaro come e se questi cibi possano essere considerati una causa scatenante di emicrania nei bambini: le evidenze scientifiche sono assenti (mentre gli studi maggiori e qualche evidenza c'è per gli adulti).
Si è visto infatti che non tutti questi alimenti causano attacchi nei pazienti che ne soffrono. Inoltre, studi di popolazione e prospettici (con o senza intervento dietetico) sono stati fatti solo su popolazione adulta. Il cioccolato, per esempio, alimenta molte credenze. In una serie di casi osservazionali prospettici volti a valutare l'effetto dell'esclusione di alimenti di consumo frequente in una coorte di bambini con mal di testa, il cioccolato è risultato essere un fattore scatenante nel 22% dei bambini.
I meccanismi fisiologici sottostanti tra cioccolato ed emicrania però non sono chiari. Inoltre, gli studi di provocazione che sono stati fatti non hanno confermato questo ruolo. Secondo il lavoro del Bambin Gesù quindi non ci sono evidenze che permettano di classificare il cioccolato come fattore scatenante. La prima raccomandazione - valida per il cioccolato e per tutti gli altri alimenti citati per i quali sarebbero necessari studi specifici a riprova del loro ruolo di agente scatenante, nelle età più giovani - è quella di evitare che i pazienti escludano questi cibi e di verificare la stretta relazione causa-effetto prima apportare modifiche dietetiche restrittive.


Prevenzione del sovrappeso e dell'obesità

Alcuni dati invece suggeriscono che un certo stile dietetico a prevenzione del sovrappeso e dell'obesità è associato ad un'evoluzione favorevole dell'emicrania. L'obesità può avere un impatto sulla gravità dell'emicrania favorendo la comorbilità psicologiche ad essa associate.
I bambini obesi, infatti, si è visto che hanno fenotipi più gravi di emicrania (con attacchi intensi e alta frequenza). Un'attenzione particolare nello studio è stata data alla dieta chetogenica, capace di contrastare i fenomeni implicati nella patogenesi dell'emicrania. Si tratta di un regime dietetico caratterizzato da una importante riduzione dell'assunzione di carboidrati, con relativo aumento del consumo di grassi, che porta il metabolismo ad ottenere energia dai lipidi attraverso l'ossidazione degli acidi grassi e la formazione di corpi chetonici.
È una terapia sicura e ben tollerata per diversi disturbi metabolici e neurologici, compresa l'epilessia, anche durante l'infanzia. Il suo potenziale terapeutico sull'emicrania, però, è stato poco esplorato, soprattutto in età pediatrica. Infine, alcuni nutraceutici vengono studiati per il loro possibile ruolo terapeutico. I più utilizzati per il trattamento dell'emicrania sono magnesio, riboflavina, coenzima Q10 e acidi grassi polinsaturi. Ci sono però pochi dati controllati sulla loro efficacia nel trattamento dell'emicrania pediatrica. Anche se mostrano un buon profilo di tollerabilità, mancano solide basi scientifiche per un impiego sicuro nei bambini. Sono strumenti terapeutici promettenti per i pazienti più giovani o dove si temono gli effetti collaterali dei farmaci tradizionali, ma è da sconsigliare l'uso per i bambini - concludono gli Autori - senza una adeguata supervisione medica.

Francesca De Vecchi

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