Salute benessere
15 Dicembre 2023 L’assunzione di alte dosi di integratori a base di semi di chia per oltre dieci settimane è stata associata a un significativo miglioramento della pressione

L’assunzione nel lungo periodo di integratori a base di semi di chia, alla dose di 25 milligrammi al giorno, sarebbe associata a un significativo miglioramento della pressione sistolica. È la conclusione cui è arrivata una review con meta analisi pubblicata sul Journal of Functional Food. La review è stata curata da un team iraniano, guidato da Golbon Sohrab, della Shahid Beheshti University di Tehran.
Composizione e proprietà dei semi di chia
La chia, scientificamente conosciuta come Salvia hispanica, è una pianta erbacea annuale che appartiene alla famiglia delle Lamiaceae. Questa pianta vanta un’elevata concentrazione di micronutrienti essenziali come polifenoli, carotenoidi, vitamine, minerali, flavonoidi, antociani e acidi grassi polinsaturi. Inoltre, i semi di chia sono noti come una delle principali fonti di acidi grassi omega-3, soprattutto acido alfa-linolenico, che costituisce circa il 60% di tutti gli acidi grassi contenuti. Vari studi negli anni hanno evidenziato che i semi di chia sono associati a un miglioramento della resistenza all’insulina, dei profili lipidici alterati, della tolleranza al glucosio e dell’obesità. Tuttavia, alcuni trials clinici non hanno mostrato effetti su indici antropometrici, livelli di glucosio a digiuno e di insulina, né sui profili lipidici. Una review del 2018, invece, pur non evidenziando effetti su parametri antropometrici e glicemici, ha consentito di osservare, attraverso un’analisi di sottogruppi, che elevate dosi di semi di chia erano significativamente associate a ridotti livelli di glucosio post prandiale.
Le evidenze dai dati pubblicati in letteratura
Per fare chiarezza sui dati raccolti ad oggi, la review iraniana ha preso in considerazione 14 studi clinici randomizzati che comprendevano, complessivamente, 729 partecipanti. Dall’analisi è emerso che i partecipanti che assumevano integratori a base di semi di chia andavano incontro a un significativo miglioramento di diversi fattori metabolici, inclusa la pressione sistolica e diastolica e il livelli di colesterolo totale, LDL e trigliceridi rispetto ai gruppi di controllo. Di contro, l’integratore non sembra avere un impatto significativo su misure antropometriche o sui marcatori dell’infiammazione. In particolare, poi, in un’analisi di sottogruppo, i semi di chia sono risultati più efficaci sulla pressione sistolica se assunti per oltre dieci settimane e alla dose di 25 milligrammi al giorno. “Utilizzata per un periodo prolungato, è possibile che gli effetti cumulativi dei composti bioattivi della chia, come gli acidi grassi omega-3 e le fibre, diventino più evidenti”, come hanno ipotizzato gli autori nella pubblicazione.
Fonte:
Nikpayam O. et al., Effect of chia product supplement on anthropometric measures, blood pressure, glycemic-related parameters, lipid profile and inflammatory indicators: A systematic and meta-analysis. Journal of Functional Food (2023) – doi: 10.1016/j.jff.2023.105867
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