Integratori alimentari
27 Gennaio 2024 L’integrazione con zenzero potrebbe avere un ruolo nel controllare l’infiammazione nelle persone che convivono con una malattia autoimmune, incluse lupus eritematoso, sindrome antifosfolipidica e artrite reumatoide

L’integrazione con zenzero potrebbe avere un ruolo nel controllare l’infiammazione nelle persone che convivono con una malattia autoimmune. È quanto ha mostrato, su JCI Insight, un team guidato da Ramadan Ali, dell’Università del Michigan di Ann Arbor, negli USA. Lo studio si è focalizzato sull’impatto degli integratori a base di zenzero sui neutrofili, un tipo di globuli bianchi, in particolare sulla formazione della cosiddetta neutrophil extracellular trap (NET), una struttura microscopica simile alla tela di un ragno, che alimenta infiammazione e formazione di coaguli contribuendo, in ultimo, a molte malattie autoimmuni inclusi lupus eritematoso, sindrome antifosfolipidica e artrite reumatoide.
Le premesse alla ricerca
Secondo gli autori, diversi prodotti naturali con proprietà antinfiammatorie sono potenzialmente fonti non sfruttate di sostanze che contrastano la NETosi, la formazione delle NET. Lo stesso team aveva precedentemente riportato che una preparazione di 6-gingerolo, il composto fitochimico bioattivo più abbondante nello zenzero, era in grado di inibire l’attività della fosfodiesterasi nei neutrofili, aumentando i livelli di AMP ciclico intracellulare e contrastando, così, l’attività di questo prodotto sui neutrofili, in modelli animali. Per comprendere al meglio i potenziali benefici dello zenzero, tuttavia, il prodotto doveva essere testato per via orale.
Le prove su volontari sani
I primi test condotti dal gruppo americano hanno preso in considerazione nove volontari sani che hanno assunto, ogni giorno per sette giorni, integratori a base di zenzero alla dose di 100 mg, corrispondenti a 20 mg di gingeroli. Da questo studio, i ricercatori hanno osservato che nei volontari sani si poteva osservare un potenziamento dell’AMP ciclico (cAMP) all’interno dei neutrofili. Questi elevati livelli di cAMP andrebbero, poi, a inibire la NETosi che si attiva in risposta a diversi stimoli. A partire da questi risultati, i ricercatori puntano, ora, ad avviare un trial clinico specifico sull’assunzione di zenzero nei pazienti con malattie autoimmuni e infiammatorie, in cui i neutrofili sono iperattivi.
Fonte:
Ali R. A. et al., Ginger intake suppresses neutrophil extracellular trap formation in autoimmune mice and healthy humans. JCI Insight (2023) – doi: 10.1172/jci.insight.172011
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