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16 Febbraio 2024

Emicrania. Integratore di palmitoiletanolamide (PEA) riduce gravità sintomi, durata e ricorso a farmaci

Un nuovo studio, pubblicato su Pharmaceuticals, mostra che la palmitoiletanolamide può essere utile nel ridurre la gravita e la durata dell’emicrania   

di Paolo Levantino - Farmacista clinico


Emicrania. Integratore di palmitoiletanolamide (PEA) riduce gravità sintomi, durata e ricorso a farmaci

L'emicrania continua a essere una sfida clinica significativa, spingendo i pazienti alla ricerca di soluzioni efficaci per alleviare il dolore e migliorare la qualità della vita. Recentemente, la palmitoiletanolamide (PEA) ha attirato l'attenzione come un possibile trattamento grazie ai suoi effetti analgesici e antinfiammatori ben documentati.  

Un nuovo studio in doppio cieco, controllato con placebo, ha reclutato 64 adulti sani, affetti da emicrania. All'inizio dei sintomi, i partecipanti sono stati integrati con 300 mg di PEA o con un placebo (maltodestrina). Dopo l'integrazione, ai soggetti è stato chiesto di valutare il dolore emicranico (utilizzando la VAS) ogni 30 minuti per le successive 4 ore o fino alla risoluzione dell'emicrania. Se il dolore persisteva per 2 ore dopo l'insorgenza dell'emicrania, ai partecipanti veniva chiesto di assumere una dose aggiuntiva (due capsule) del loro prodotto, mentre se il dolore non si attenua entro 4 ore, si utilizzavano farmaci di salvataggio (p. es., ibuprofene o paracetamolo).   

PEA riduce dolore emicranico entro 2 ore e ricorso a farmaci
I risultati hanno evidenziato che l’integrazione con PEA porta ad una significativa riduzione del dolore emicranico entro 2 ore dall'assunzione, con un maggiore numero di emicranie risolte e un minor uso di farmaci di salvataggio rispetto al placebo. Questi risultati sono stati confermati anche nel periodo di 8 ore, mostrando un effetto persistente nel tempo.     

PEA modula il dolore interagendo con il sistema endocannabinoide
Nel contesto dell'attuale studio, gli autori hanno proposto che PEA moduli il dolore interagendo con il sistema endocannabinoide e riducendo l'infiammazione. Quando le cellule subiscono stress, PEA può essere reclutata nei siti di risposta, dove svolge un ruolo protettivo. Questo suggerisce che PEA, soprattutto in concentrazioni adeguate, potrebbe essere efficace nell’ alleviare il dolore e i sintomi dell’emicrania. Inoltre, PEA interagisce con il canale ionico specifico del nocicettore TRPV1 e con il fattore di trascrizione nucleare PPAR-α, riducendo la trascrizione dei geni pro infiammatori e di conseguenza l’infiammazione e il dolore.     

Da valutare utilizzo in profilassi e come trattamento
“Una delle principali differenze tra il presente studio e gli studi precedenti è che PEA è stato integrato come trattamento del dolore associato all’’emicrania (alla prima insorgenza), mentre gli studi precedenti lo hanno utilizzato in profilassi (tipicamente nell'arco di 3 mesi). Nonostante ciò, entrambe le modalità hanno dimostrato che PEA si è rivelata sicura e tollerabile tra i partecipanti ì sia come profilassi che come trattamento. Ulteriori studi clinici sono però necessari per confermare tali effetti e stabilire la sicurezza e l'efficacia dell'uso della PEA in questi contesti” concludono gli autori.

https://www.mdpi.com/1424-8247/17/2/145


TAG: EMICRANIA, INTEGRATORI ALIMENTARI, EMICRANIA CRONICA, EMICRANIA EPISODICA

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