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Integratori alimentari

18 Ottobre 2024

Dislipidemie. Integratori a base di omega-3 proteggono da ipercolesterolemia familiare

L’olio di pesce andrebbe a migliorare anche la capacità dell’organismo di mantenere livelli più elevati di colesterolo HDL, protettivo per il sistema cardiovascolare

di Sabina Mastrangelo


Dislipidemie. Integratori a base di omega-3 proteggono da ipercolesterolemia familiare

L’assunzione di integratori a base di omega-3 e di olio di pesce può contribuire a ridurre il rischio genetico di elevati livelli di colesterolo totale e LDL, la forma a bassa densità ovvero quella più pericolosa. A mostrarlo sono i risultati di una ricerca pubblicata sull’American Journal of Clinical Nutrition e condotta da un team dell’Università della Georgia di Athens (USA), coordinato da Yitang Sun. In particolare, dall’indagine è emerso che le persone che segnalano un’integrazione regolare di olio di pesce hanno livelli più bassi di colesterolo totale, LDL e trigliceridi nel sangue.

Le dislipidemie

L’alterazione del profilo lipidico nel sangue, nota come dislipidemia, è un importante fattore di rischio per le malattie cardiovascolari, che sono la principale causa di morte a livello globale. Alte concentrazioni di colesterolo totale, colesterolo LDL e trigliceridi determinano un aumento del rischio di eventi ischemici. Al contrario, una concentrazione elevata di colesterolo ad alta densità, o HDL, può avere effetti protettivi contro le malattie cardiovascolari.

Oltre ai fattori ambientali, anche quelli genetici e l’interazione gene-ambiente avrebbero un ruolo essenziale nella dislipidemia. In particolare, si stima che gli effetti genetici siano alla base di oltre il 50% della varianza fenotipica nelle concentrazioni di lipidi nel sangue. Diversi studi, invece, hanno osservato che l’integrazione di olio di pesce, prevalentemente acido eicosapentaenoico (EPA) e acido docosaesaenoico (DHA), ha effetti cardioprotettivi riducendo la concentrazione di trigliceridi. 

Gli effetti dell’integrazione di omega-3

Gli autori hanno valutato se l’integrazione di olio di pesce modifica l’associazione tra concentrazioni geneticamente previste e osservate di colesterolo totale, LDL, HDL e trigliceridi. Utilizzando i dati raccolti dalla UK Biobank, il team ha valutato dati genetici e fenotipici di 441.985 persone tra i 37 e i 73 anni. I partecipanti hanno fornito campioni di sangue, nonché informazioni sociodemografiche, sullo stile di vita e sulle cartelle cliniche tramite questionari. 

Dall’analisi è emerso che il 31,8% dei partecipanti ha assunto abitualmente integratori a base di olio di pesce, di cui il 56% erano donne con un’età media di 59 anni. I partecipanti che hanno consumato olio di pesce avevano maggiori probabilità di essere anziani, utilizzatori di statine e con concentrazioni più elevate di colesterolo totale, LDL e HDL. 

L’integrazione con olio di pesce ha ridotto l’associazione tra le concentrazioni circolanti geneticamente previste e quelle osservate di colesterolo totale, LDL e trigliceridi, rafforzando, viceversa, l’associazione corrispondente per il colesterolo HDL. Questo risultato, secondo gli autori, suggerisce la capacità dell’olio di pesce di ridurre specifici livelli di lipidi, contenendo la loro influenza sul rischio genetico, nonché di migliorare la capacità del corpo di mantenere livelli più elevati di colesterolo HDL, protettivo per il sistema cardiovascolare.

Fonte:

Am J Clin Nutr (2024); doi: 10.1016/j.ajcnut.2024.07.009

TAG: INTEGRATORI ALIMENTARI, COLESTEROLO, ACIDI GRASSI OMEGA 3

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