Integratori alimentari
26 Maggio 2025Uno studio dimostra che l’integrazione quotidiana con omega-3 tramite integratori è più efficace del consumo di pesce grasso nel ridurre i potenziali biomarker delle malattie cardiovascolari. Entrambi gli interventi aumentano i livelli di EPA e DHA, ma solo gli integratori influenzano significativamente le EV, senza modificarne la dimensione

L’aggiunta di 1 g al giorno di acido eicosapentaenoico (EPA) attraverso gli integratori alimentari è in grado di ridurre il numero e la capacità trombogenica delle vescicole extracellulari (EV) marcatori biologici delle malattie cardiovascolari; effetto che invece, il consumo di pesce grasso a un livello simile tramite la dieta non riuscirebbe a raggiungere. A mostrarlo è una ricerca coordinata da Amal Sharman, dell’Università di Reading, nel Regno Unito. I risultati dello studio sono stati pubblicati sul British Journal of Medicine.
Le vescicole extracellulari sono naturalmente presenti nei fluidi corporei, sia in condizioni fisiologiche che patologiche. Le proprietà e le funzioni delle EV sono diverse e sono principalmente determinate dalla loro origine cellulare, dallo stimolo che ne innesca il rilascio e da ciò che trasportano, che include acidi nucleici, proteine e lipidi. Le EV contribuiscono alla regolazione dei normali processi fisiologici, come la coagulazione del sangue, la comunicazione intercellulare e la riparazione dei tessuti, e possono fungere da potenziali biomarker per le malattie cardiovascolari (CVD). In particolare, sembra vi sia un’associazione tra il numero di EV e la disfunzione endoteliale, l’attivazione piastrinica, l’infiammazione vascolare e gli aspetti dei percorsi di coagulazione del sangue.
Gli acidi grassi polinsaturi n-3 (PUFA n-3), che sono abbondanti nei pesci grassi e negli oli di pesce, sono stati a lungo associati alla protezione cardiovascolare. In particolare, le più recenti meta-analisi e review supportano ampiamente l’ipotesi che l’integrazione di PUFA n-3 riduca il rischio di morte correlata alle malattie cardiovascolari o di mortalità per tutte le cause o di entrambe. Inoltre, una recente analisi di 17 studi prospettici ha dimostrato che il rischio di morte per tutte le cause e di morte per malattie cardiovascolari era significativamente inferiore in presenza di più alti livelli di PUFA n-3 circolanti. Nonostante siano state avanzate varie ipotesi per spiegare questo meccanismo protettivo, ad oggi pochissimi studi hanno esplorato gli effetti degli n-3 PUFA sui numeri e/o sulla funzione delle EV.
Obiettivo della ricerca era capire se gli acidi grassi PUFA n-3 assunti sotto forma di pesce grasso fossero in grado di modificare il profilo e il comportamento procoagulante delle EV in circolazione allo stesso modo degli integratori di olio di pesce, consumati in una dose sufficiente a ridurre il numero di EV. Per lo studio, il team ha preso in considerazione 42 soggetti dai 55 anni in su, divisi in due gruppi tra chi assumeva un’integrazione di PUFA e chi consumava pesce grasso.
Dall’analisi è emerso che sia gli integratori di olio di pesce che il consumo di pesce grasso aumentano i livelli di EPA e di acido decosaesaenoico (DHA) nei globuli rossi e nelle EV, con un aumento considerevole dei PUFA n-3 totali. I PUFA n-6 totali, invece, sono diminuiti nei globuli rossi con assunzione di pesce grasso e integratori di olio di pesce. Tuttavia, gli integratori di olio di pesce hanno ridotto in modo significativo il numero di EV circolanti, mentre il consumo di pesce grasso non ha avuto alcun effetto in questo senso. Infine, sia gli integratori che il consumo di pesce grasso non hanno avuto alcun impatto sulla dimensione media delle EV.
Fonte:
British Journal of Nutrition (2025); doi: 10.1017/S0007114525000625
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