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Longevità

29 Agosto 2025

Longevità, la vitamina D contro l’invecchiamento cellulare.

Un nuovo studio dimostra che l’integrazione con vitamina D3 può rallentare l’invecchiamento cellulare, contribuendo a preservare la lunghezza dei telomeri 

di Paolo Levantino - Farmacista clinico


vitamina D

I telomeri sono porzioni terminali del Dna che proteggono i cromosomi durante la divisione cellulare; con il tempo, tendono ad accorciarsi, favorendo l’invecchiamento biologico e aumentando il rischio di diverse malattie croniche. Lo studio VITAL Telomeri, parte del più ampio trial clinico VITAL, ha valutato se l’integrazione con vitamina D3 possa rallentare questo processo. Lo studio ha coinvolto 1.054 adulti seguiti presso l’Harvard Clinical and Translational Science Center. 

Pcr quantitativa per la valutazione dell’accorciamento telomerico

Per ogni partecipante la lunghezza dei telomeri nei globuli bianchi è stata valutata in tre fasi: all’inizio dello studio (baseline), dopo due anni e infine a quattro anni dall’avvio del trattamento. L’attenzione si è concentrata sui leucociti, cellule caratterizzate da un’elevata capacità proliferativa e da una marcata sensibilità a stress ambientali, metabolici e infiammatori. Proprio per queste caratteristiche, le modificazioni nella loro struttura telomerica sono considerate rappresentative di processi biologici più ampi e costituiscono un valido indicatore dell’invecchiamento cellulare a livello sistemico. 

Le analisi sono state condotte utilizzando la Pcr quantitativa, una tecnica avanzata che permette di determinare con grande precisione, sensibilità e riproducibilità la lunghezza media dei telomeri, espressa in kilobasi (kb). Questa metodica, ampiamente impiegata nella ricerca clinica, è particolarmente efficace anche su campioni di Dna di piccole dimensioni, consentendo una stima affidabile dell’accorciamento telomerico nel tempo.

I risultati

I risultati hanno mostrato che, dopo quattro anni di assunzione quotidiana di 2.000 UI di vitamina D3, si osserva una riduzione dell’accorciamento dei telomeri di circa 140 paia di basi rispetto al gruppo placebo (p = 0,039). Si tratta di una differenza biologicamente significativa, equivalente a circa tre anni in meno di invecchiamento cellulare. L’effetto si è mantenuto stabile nel tempo, con una conservazione media di 35 paia di basi all’anno (0,035 kilobasi/anno), segno di una protezione cellulare costante.

Al contrario, i supplementi di omega-3, anch’essi oggetto di valutazione nello studio, non hanno mostrato effetti rilevanti sulla lunghezza dei telomeri.

Potenziale impatto preventivo e biologico

Lo studio suggerisce che la vitamina D3 possa agire come modulatore dell’invecchiamento biologico, offrendo benefici non solo a livello osseo e immunitario ma anche nella salvaguardia della salute cellulare. I ricercatori sottolineano che saranno necessarie nuove ricerche per confermare se tali effetti sui telomeri si traducono anche in un minor rischio di malattie croniche e una maggiore aspettativa di vita in buona salute.

Fonte

Haidong Zhu, JoAnn E Manson, Nancy R Cook, Bayu B Bekele, Li Chen, Kevin J Kane, Ying Huang, Wenjun Li, William Christen, I-Min Lee, Yanbin Dong, “Vitamin D3 and marine ω-3 fatty acids supplementation and leukocyte telomere length: 4-year findings from the VITamin D and OmegA-3 TriaL (VITAL) randomized controlled trial”, The American Journal of Clinical Nutrition, 2025, ISSN 0002-9165, https://doi.org/10.1016/j.ajcnut.2025.05.003

TAG: VITAMINA D, CARENZE NUTRIZIONALI, INTEGRATORI

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