Alimentazione
15 Settembre 2025La campagna europea Safe2Eat, promossa da EFSA e Ministero della Salute, informa i cittadini sugli additivi, spiegandone funzioni, origine e rigorosi controlli di sicurezza. Ecco le indicazioni

Gli additivi alimentari sono sostanze aggiunte intenzionalmente agli alimenti durante il processo di produzione che servono per migliorarne la conservazione, il gusto, il colore o la stabilità, sono indicate in etichetta con sigle, E seguita da un numero (per esempio E 300, E 440, E 120) e prima di essere approvate, sono sottoposte a una rigorosa valutazione di sicurezza. Per supportare i consumatori, aumentare la fiducia e fornire strumenti utili per scelte più consapevoli a settembre prende il via la campagna europea di informazione Safe2Eat, promossa dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) in collaborazione con il Ministero della Salute.
Camilla Smeraldi, tossicologa presso l’EFSA spiega che “tutti gli additivi alimentari sono sottoposti a valutazione per accertare che possano essere consumati in sicurezza. I consumatori possono essere certi che queste sostanze soddisfano rigorose norme di sicurezza”.
In base a un’indagine Ipsos sull’impatto della campagna Safe2Eat 2024, per i consumatori il sapore è al primo posto con il 56 %, seguito dal costo con il 50 % e, successivamente, la durata di conservazione con il 37%. Tuttavia, le scelte alimentari si stanno evolvendo: il 40 % delle persone coinvolte nella campagna ora tiene attivamente conto della sicurezza alimentare quando fa acquisti, rispetto al 35 % del grande pubblico.
Un aspetto costante è la sicurezza alimentare. Indipendentemente dai fattori che ne influenzano le scelte, gli europei possono fidarsi del fatto che il cibo sulla loro tavola soddisfa alcuni degli standard di sicurezza più elevati al mondo. Grazie al rigoroso sistema di sicurezza alimentare dell’UE, i cittadini sanno da dove proviene il cibo, com’è prodotto e cosa contiene, garantendo così la trasparenza e la sicurezza a ogni pasto.
Gli additivi alimentari, spiega l'Efsa, sono sostanze aggiunte agli alimenti con uno scopo tecnologico preciso: migliorare la conservazione, il gusto, l’aspetto o la stabilità del prodotto. Prima di essere autorizzati all’uso, sono sottoposti a una rigorosa valutazione di sicurezza da parte dell’EFSA e successivamente approvati dalla Commissione Europea. Solo dopo queste verifiche entrano a far parte di una lista ufficiale, chiamata "lista positiva", che ne consente l’impiego. Ogni additivo alimentare utilizzato deve essere di grado alimentare con una propria “carta d’identità”, che ne definisce specifiche caratteristiche e requisiti di purezza previsti dai regolamenti europei.
Identificato da una sigla composta dalla lettera “E” seguita da un numero, deve essere sempre indicato in etichetta. Alcuni additivi sono sostanze naturali, come la vitamina C (E 300) e la pectina (E 440), presenti nella frutta, la lecitina contenuta nel tuorlo d’uovo (E 322) o il licopene nei pomodori (E 160d), mentre altri additivi possono derivare da fonti animali, come l’acido carminico (E 120), estratto dagli esemplari di sesso femminile della cocciniglia, o essere sintetizzati chimicamente (ad es. E 123/amaranto, E 160d(i)/licopene sintetico).
Gli additivi si distinguono per funzione. I coloranti (E 100–E 199), i conservanti (E 200–E 299) prolungano la durata degli alimenti, impedendo o rallentando il deterioramento; gli antiossidanti e i correttori di acidità (E 300–E 399) inibiscono, i primi, possibili variazioni da parte dei prodotti alimentari, come ad esempio come l’irrancidimento o le variazioni di colore, i secondi agiscono stabilizzando il grado di acidità e basicità di un prodotto sia ai fini del gusto che della conservazione e aiutano a mantenere il corretto equilibrio acido-base. Esistono additivi, identificati da altre sigle, utilizzati per altre necessità tecnologiche, legate al processo produttivo.
L’uso degli additivi è regolamentato a livello europeo: le norme stabiliscono quali additivi possono essere utilizzati, in quali alimenti e in quali quantità. In Italia, il rispetto di queste norme viene verificato dal Ministero della Salute attraverso il Piano Nazionale Additivi Alimentari (2020-2024), che prevede controlli ufficiali su circa 1840 campioni l’anno, con una percentuale media di non conformità pari all’1,16%. Questi dati confermano che l’uso degli additivi alimentari è sottoposto a controllo e ne assicura l’uso corretto nel rispetto delle norme per garantire la qualità e la conservazione dei prodotti alimentari. Gli additivi sono sempre inclusi negli elenchi degli ingredienti degli alimenti in cui sono utilizzati.
Fonte
https://www.efsa.europa.eu/it/topics/topic/food-additives#nuovi-additivi-alimentari-o-nuovi-impieghi
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