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14 Aprile 2026

Vitamina D e malattie infiammatorie intestinali: segnali di beneficio su infiammazione e qualità di vita

La supplementazione di vitamina D può migliorare il decorso clinico e contribuire a riequilibrare l’interazione tra sistema immunitario e microbiota nei pazienti affetti da malattia infiammatoria intestinale (IBD).

di Paolo Levantino - Farmacista clinico


Vitamina D e malattie infiammatorie intestinali: segnali di beneficio su infiammazione e qualità di vita

Un nuovo studio, pubblicato su Cell Reports Medicine, ha valutato gli effetti di 12 settimane di integrazione in 48 pazienti con IBD e bassi livelli di vitamina D. Attraverso un approccio multi-omico, i ricercatori hanno analizzato microbiota, risposta immunitaria e repertorio cellulare, dimostrando come un intervento nutrizionale possa influenzare in profondità i meccanismi alla base della malattia.

Riduzione dell’infiammazione e miglioramento clinico

Al termine del trattamento, è stato osservato un aumento significativo dei livelli sierici di vitamina D, associato a una marcata riduzione dell’infiammazione intestinale. In particolare, la calprotectina fecale è diminuita di oltre 700 μg/g. Parallelamente, si è registrato un netto miglioramento del quadro clinico, sia nei pazienti con colite ulcerosa sia in quelli con malattia di Crohn, con un impatto positivo anche sulla qualità di vita.

La vitamina D ha mostrato un impatto diretto sull’interazione tra sistema immunitario e microbiota. In particolare, si è osservato un aumento del 17,9% dei batteri intestinali rivestiti da IgA, associati a una risposta protettiva, e una riduzione del 9,3% dei batteri legati alle IgG, generalmente coinvolti nei processi infiammatori

Effetti sulla risposta immunitaria

A livello cellulare, la supplementazione ha determinato, da un lato, un aumento delle cellule regolatorie B e T con tropismo intestinale, fondamentali per il mantenimento della tolleranza immunitaria, dall’altro, un potenziamento della segnalazione BAFF tra cellule dendritiche e linfociti B, un meccanismo chiave nella produzione di IgA. Tutto ciò contribuisce a una risposta immunitaria più equilibrata e meno orientata verso l’infiammazione cronica.

Lo studio presenta alcune limitazioni, tra cui il numero relativamente ridotto di pazienti, l’assenza di un gruppo placebo e una durata limitata a 12 settimane. Saranno, pertanto, necessari studi randomizzati e controllati su campioni più ampi per confermare questi risultati e valutarne la persistenza nel tempo. Nonostante ciò, i dati suggeriscono che la vitamina D possa rappresentare una strategia semplice e promettente per modulare l’immunità intestinale e migliorare la gestione clinica dell’IBD.

Fonte: 

Gubatan J. et al. Multi-omics reveal vitamin D regulation of immune-gut microbiome interactions and tolerogenic pathways in inflammatory bowel disease. Cell Reports Medicine, 2026.

TAG: CARENZA DI VITAMINA D, MALATTIE INFIAMMATORIE DELL'INTESTINO

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