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29 Maggio 2026

Obesità, non basta misurare calorie e Bmi: nuovi criteri nutrizionali e farmacologici

L'obesità va valutata oltre il Bmi e affrontata con un approccio multidisciplinare che integri nutrizione, attività fisica, supporto comportamentale e, quando indicato, terapia farmacologica. Gli esperti fanno il punto sul cambio di paradigma e sul ruolo dei nuovi farmaci anti-obesità.

di Redazione Farmacista33


Obesità, non basta misurare calorie e Bmi: nuovi criteri nutrizionali e farmacologici

L'obesità non può più essere gestita come un semplice squilibrio tra calorie introdotte e consumate. Le evidenze scientifiche degli ultimi anni hanno progressivamente superato una visione riduzionistica centrata esclusivamente sul bilancio energetico, portando a considerare l'obesità una malattia cronica, complessa, recidivante e multifattoriale. È il messaggio emerso dal 46° Congresso nazionale della Società Italiana di Nutrizione Umana (Sinu): secondo gli esperti, l'accumulo di peso è il risultato dell'interazione di fattori biologici, metabolici, neuroendocrini, ambientali, psicologici e sociali. Per questo motivo, la gestione dell'obesità non può essere ridotta al semplice conteggio delle calorie o alla prescrizione di una dieta ipocalorica standardizzata. La nutrizione viene oggi considerata una componente terapeutica centrale, finalizzata non soltanto alla perdita di peso, ma anche al miglioramento della salute metabolica, della composizione corporea, della qualità della vita e dell'aderenza al percorso di cura nel lungo periodo.

Non solo Bmi: conta il rischio clinico complessivo

Dalle più recenti linee guida nazionali e internazionali emerge infatti la necessità di integrare l'intervento nutrizionale con attività fisica, supporto comportamentale e, quando necessario, terapia farmacologica o chirurgica, all'interno di percorsi personalizzati e continuativi. In questa prospettiva, l'obesità non viene più considerata esclusivamente un problema legato allo stile di vita, ma una condizione che richiede una presa in carico multidisciplinare.
Tra i principali cambiamenti richiamati dalla Sinuvi è il progressivo superamento di una valutazione fondata esclusivamente sull'indice di massa corporea. Le più recenti linee guida nazionali e internazionali raccomandano infatti di considerare anche la presenza di complicanze, comorbidità e il profilo metabolico della persona.

L'obiettivo è passare da una classificazione basata prevalentemente sul peso a una valutazione più completa del rischio clinico e dei bisogni assistenziali individuali. Un approccio che si inserisce anche nel più ampio percorso di riconoscimento dell'obesità come malattia cronica, con possibili ricadute sull'accesso alle cure e sulla riduzione dello stigma che ancora accompagna questa condizione.

In questo scenario si inserisce anche il dibattito sul riconoscimento normativo dell'obesità come patologia e sulla revisione dei criteri con cui viene inquadrata dal punto di vista clinico e assistenziale. Secondo gli esperti, considerare esclusivamente il Bmi rischia infatti di non cogliere la reale complessità della malattia e il diverso impatto che può avere sullo stato di salute delle persone.

I nuovi farmaci cambiano il comportamento alimentare

Nel dibattito sulla gestione dell'obesità un ruolo crescente è svolto dai nuovi farmaci anti-obesità, considerati una delle innovazioni più rilevanti degli ultimi anni.

“Questi trattamenti non devono essere interpretati come una soluzione isolata o alternativa alla terapia nutrizionale. Al contrario, la loro efficacia risulta massima quando inseriti all'interno di un programma strutturato e multidisciplinare, che includa educazione alimentare, monitoraggio clinico, attività fisica e supporto comportamentale» ha affermato Simona Bo, componente del Consiglio direttivo SINU. «I farmaci agiscono sui meccanismi biologici della fame e della sazietà, migliorando al tempo stesso comorbidità metaboliche, cardiovascolari e qualità di vita, ma richiedono un accompagnamento nutrizionale adeguato al fine di garantire appropriatezza, sostenibilità e mantenimento dei risultati nel tempo e anche per contrastare alcuni effetti collaterali”.

Secondo la specialista, l'efficacia delle nuove terapie è strettamente legata alla capacità di inserirle all'interno di percorsi assistenziali strutturati che accompagnino il paziente nel cambiamento delle abitudini alimentari e dello stile di vita.

Dalla perdita di peso alla qualità della nutrizione

Gli esperti evidenziano inoltre che i nuovi trattamenti non influenzano soltanto il peso corporeo, ma modificano in modo significativo le abitudini alimentari. La riduzione dell'appetito e l'aumento del senso di sazietà comportano infatti una diminuzione dell'introito energetico, ma possono esporre al rischio di un'assunzione insufficiente di proteine o micronutrienti se la dieta non viene adeguatamente monitorata.

In questo scenario, il ruolo della nutrizione cambia ulteriormente. L'obiettivo non è soltanto ridurre l'apporto calorico, ma garantire l'adeguatezza nutrizionale dell'alimentazione, preservare la massa magra, prevenire eventuali carenze e sostenere nel tempo i risultati ottenuti. Secondo la SINU, l'intervento dietetico deve quindi accompagnare tutte le fasi del percorso terapeutico, contribuendo sia alla gestione della perdita di peso sia al miglioramento delle condizioni metaboliche e delle comorbidità associate all'obesità.

Per questo, sottolinea la società scientifica, la corretta alimentazione mantiene un ruolo centrale anche nell'era dei farmaci innovativi. "È necessario superare una visione quantitativa e semplificata della dieta, per adottare un approccio più moderno, "oltre le calorie", centrato sulla qualità della nutrizione, sulla fisiopatologia dell'obesità e sulla presa in carico globale della persona" ha dichiarato Anna Tagliabue, presidente della Sinu.

Il messaggio condiviso dagli esperti è che terapia farmacologica e intervento nutrizionale non rappresentano strategie alternative, ma strumenti complementari all'interno di un percorso terapeutico personalizzato e continuativo. Anche nell'era dei farmaci che agiscono sui meccanismi della fame e della sazietà, la qualità della nutrizione resta infatti un elemento determinante per il successo clinico e il mantenimento dei benefici nel lungo termine.

TAG: FARMACI CONTRO L'OBESITà, GLP-1, NUTRIZIONE

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