Nutrizione
05 Giugno 2026Un sondaggio dell'ISS condotto su oltre 4 mila persone mostra una buona capacità di riconoscere molte false credenze nutrizionali, ma evidenzia ancora lacune su alcuni temi, in particolare glutine e zucchero di canna. Pubblicate dieci regole per orientarsi tra informazioni scorrette, diete miracolose e contenuti virali sui social.

Gli italiani dimostrano una discreta capacità di distinguere le fake news alimentari dalle informazioni corrette, ma continuano a mostrare incertezze su alcuni temi molto diffusi, come il glutine e le proprietà nutrizionali di alcuni alimenti. È quanto emerge dal sondaggio "Bufale nel piatto: riconoscere le fake news sull'alimentazione", promosso dall'Istituto Superiore di Sanità e presentato in occasione della Giornata mondiale della sicurezza alimentare.
L'indagine, condotta attraverso i canali social dell'Istituto e alla quale hanno partecipato oltre 4 mila persone, ha valutato la capacità dei cittadini di riconoscere alcune delle più comuni false credenze in materia di nutrizione.
"Viviamo in un contesto in cui le informazioni circolano con una velocità senza precedenti - ha sottolineato Rocco Bellantone. - Nel campo dell'alimentazione questo fenomeno è particolarmente evidente: fake news, miti nutrizionali e promesse di diete miracolose possono generare confusione, influenzare le scelte alimentari e compromettere l'adesione alle raccomandazioni basate sulle evidenze scientifiche".
I risultati mostrano che alcune convinzioni errate appaiono ormai ampiamente superate. Il 93% dei partecipanti ha infatti riconosciuto come falsa l'affermazione secondo cui eliminare i carboidrati rappresenterebbe un modo efficace e salutare per dimagrire.
Anche l'idea che i prodotti light o senza zucchero facciano automaticamente perdere peso è stata correttamente identificata come falsa dal 90% dei rispondenti.
Buono anche il livello di conoscenza sul consumo di frutta dopo i pasti: il 77% ha riconosciuto che non esistono evidenze scientifiche che ne sconsiglino l'assunzione.
Le maggiori aree di incertezza emergono invece su altri temi frequentemente oggetto di comunicazione commerciale o di contenuti diffusi online.
Solo il 74% dei partecipanti ha risposto correttamente alla domanda sullo zucchero di canna, riconoscendo che dal punto di vista nutrizionale è sostanzialmente equivalente allo zucchero bianco. Un partecipante su quattro continua quindi ad attribuirgli caratteristiche nutrizionali differenti o superiori.
Ancora più evidente il margine di miglioramento sul tema del glutine. Sebbene il 67% degli intervistati abbia correttamente indicato che il glutine è dannoso esclusivamente per le persone affette da celiachia, circa un terzo del campione ha mostrato incertezza o ha fornito una risposta errata, confermando la persistenza di convinzioni non supportate dalle evidenze scientifiche.
Per aiutare i cittadini a orientarsi tra informazioni scorrette, promesse di diete miracolose e contenuti virali sui social, l'ISS ha pubblicato dieci raccomandazioni pratiche:
"L'obiettivo", ha concluso Laura Rossi, direttrice del Reparto Alimentazione, nutrizione e salute dell'ISS, "è che questo decalogo possa diventare uno strumento utile per cittadini, professionisti della salute e operatori della comunicazione".
Fonte:
https://www.iss.it/-/sicurezzaalimentare2026
ph.cr. magnific
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