vitamina D
16 Giugno 2026Uno studio su donne con obesità rileva carenza o insufficienza di vitamina D in oltre otto casi su dieci. Nelle donne in post-menopausa, livelli più bassi della vitamina sono associati a maggiore adiposità e a concentrazioni più elevate di paratormone (PTH).

La carenza di vitamina D interessa più dell'80% delle donne con obesità e, nelle donne in post-menopausa, si associa a un peso corporeo più elevato, a una maggiore massa grassa e a livelli più alti di paratormone (PTH). Il dato emerge da uno studio pubblicato su Endocrine che ha confrontato i livelli di vitamina D, PTH e i parametri di composizione corporea in 400 donne con obesità in pre e post-menopausa, suggerendo, anche se con cautela, l'opportunità di valutare strategie di integrazione per correggere il deficit vitaminico.
Sovrappeso e obesità colpiscono circa un terzo della popolazione mondiale e sono associati a un aumentato rischio di malattie croniche. In questo contesto, la carenza di vitamina D rappresenta una condizione particolarmente frequente: nello studio, l'83,75% delle 400 donne con obesità valutate presentava livelli insufficienti o carenti della vitamina. Per classificare sovrappeso e obesità è ampiamente utilizzato l'indice di massa corporea (BMI), che definisce il sovrappeso quando è compreso tra 25 e 29,9 kg/m² e l'obesità quando il valore è superiore a 30 kg/m².
L'obesità è caratterizzata da infiammazione cronica di basso grado e disturbi metabolici. Le donne in post-menopausa presentano generalmente un aumento dell'adiposità rispetto alle donne più giovani e la carenza di vitamina D è stata associata all'obesità. In particolare, le concentrazioni sieriche di vitamina D risultano inversamente correlate alla percentuale di grasso corporeo e al rapporto vita-altezza, soprattutto nelle donne. Inoltre, è stato dimostrato che le diete ricche di grassi riducono l'espressione dell'mRNA dell'enzima epatico 25-idrossilasi (CYP2R1), associato a livelli circolanti inferiori di vitamina D, mentre è stato ipotizzato che il sequestro della vitamina D nel tessuto adiposo ne riduca la biodisponibilità.
La vitamina D viene principalmente sintetizzata nella pelle in seguito all'esposizione ai raggi ultravioletti e convertita nel fegato a 25-idrossivitamina D [25(OH)D3]. Da questa deriva a livello renale il metabolita attivo 1,25-diidrossivitamina D [1,25(OH)₂D], la cui sintesi è regolata dal paratormone (PTH). A sua volta, la 1,25(OH)₂D esercita un feedback negativo sulla trascrizione del gene del PTH e contribuisce al mantenimento dell'equilibrio calcio-fosfato.
Sebbene la carenza di vitamina D sia stata collegata all'obesità e ad alterazioni della regolazione del PTH, non è chiaro se queste associazioni differiscano in base alla fase della menopausa, caratterizzata da importanti cambiamenti ormonali e metabolici. Obiettivo dello studio era confrontare i livelli sierici di vitamina D e PTH e i parametri di composizione corporea tra donne con obesità in pre e post-menopausa.
Nello studio retrospettivo sono state incluse 200 donne con obesità in premenopausa e 200 in post-menopausa. Dall'analisi è emerso che i livelli sierici medi di vitamina D erano significativamente inferiori nelle donne in premenopausa rispetto a quelle in post-menopausa (16,91±13,17 vs 22,59±16,49 ng/mL; p<0,05). Nelle donne in premenopausa, i livelli di 25(OH)D₃ risultavano inversamente correlati ai livelli di PTH e al contenuto minerale (p<0,05). Nelle donne in post-menopausa, invece, i ricercatori hanno osservato una relazione inversa tra i livelli sierici di 25(OH)D₃ e BMI, peso corporeo, massa grassa e livelli di PTH (p<0,05), confermando che concentrazioni più basse della vitamina si associano a un profilo corporeo e metabolico meno favorevole.
Fonte:
Endocrine (2026); doi: 10.1007/s12020-026-04652-1
ph.cr.magnific
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