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Integratori alimentari

24 Luglio 2026

Vitamina D, il punto sulle raccomandazioni. Ecco le indicazioni internazionali e italiane

Una review pubblicata su Nutrients analizza punti di forza e criticità della linea guida 2024 della Endocrine Society. Il confronto con le raccomandazioni della Siommms e con la Nota 96 dell'Aifa inquadra l'approccio adottato in Italia alla supplementazione della vitamina D.

di Redazione Farmacista33


vitamina D capsule 2

La pubblicazione della linea guida 2024 della Endocrine Society ha segnato un cambio di prospettiva nella prevenzione e nella supplementazione della vitamina D, proponendo un approccio più selettivo, basato sull'evidenza clinica e rivolto a specifici gruppi di popolazione. A due anni di distanza, una review critica pubblicata su Nutrients ne analizza i contenuti, evidenziandone i punti di forza ma anche alcuni aspetti che, secondo gli autori, meritano ulteriori approfondimenti. Nel contesto italiano, il riferimento resta rappresentato dalle raccomandazioni della Società Italiana dell'Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro (SIOMMMS), affiancate dalla Nota 96 dell'Aifa, che disciplina la prescrizione a carico del Servizio sanitario nazionale.

Linea guida rigorosa con alcuni aspetti ancora aperti

La review prende in esame la linea guida pubblicata dalla Endocrine Society nel 2024, che raccomanda la supplementazione empirica della vitamina D in quattro categorie di popolazione – bambini e adolescenti, persone di età pari o superiore a 75 anni, donne in gravidanza e soggetti con prediabete ad alto rischio – scoraggiando invece il dosaggio routinario della 25-idrossivitamina D nella popolazione generale. (Per un approfondimento dei contenuti della linea guida si rimanda all'articolo pubblicato da Farmacista33).

Gli autori riconoscono che la linea guida rappresenta “un passo importante verso raccomandazioni basate sulle migliori evidenze disponibili”, sottolineando come l'impiego della metodologia GRADE e la priorità attribuita agli studi clinici randomizzati abbiano permesso di formulare indicazioni fondate sugli esiti clinici piuttosto che sui soli valori sierici della vitamina D.

Accanto a questi aspetti positivi, la review individua però alcune criticità. La prima riguarda la limitata traduziona delle raccomandazioni in pratica clinica. "La linea guida non fornisce una raccomandazione pratica sulla dose di vitamina D da utilizzare", osservano gli autori, in quanto “vengono riportati i dosaggi impiegati negli studi ma non uno schema terapeutico da applicare nella pratica quotidiana”. Restano quindi aperti interrogativi sulla dose da prescrivere, sulla durata della supplementazione e sull'eventuale monitoraggio della risposta.
Gli autori delle review precisano che, sulla base delle evidenze disponibili, una dose di circa 2.000 UI al giorno rappresenta, a loro giudizio, un'opzione efficace e sicura nella maggior parte degli adulti, pur sottolineando che questa indicazione non fa parte delle raccomandazioni ufficiali della Endocrine Society.

Un secondo aspetto riguarda la platea di pazienti: come evidenzia la review, “molti pazienti con malattie croniche o condizioni che alterano il metabolismo della vitamina D rimangono privi di una guida specifica”. Il documento del 2024 non affronta infatti la gestione di persone con malassorbimento, insufficienza renale cronica, osteoporosi o altre condizioni cliniche particolari. Gli autori osservano che, dopo il superamento della precedente linea guida Endocrine Society del 2011, queste categorie non dispongono più di un riferimento internazionale altrettanto completo.
Gli autori richiamano inoltre l'attenzione sulle difficoltà di implementazione delle raccomandazioni. Le categorie per le quali viene suggerita la supplementazione comprendono una quota molto ampia della popolazione e, secondo la review, “tradurre queste raccomandazioni nella pratica clinica richiederà programmi di salute pubblica, iniziative educative e strategie di implementazione”, affinché le indicazioni possano essere applicate in modo efficace.

Infine, la review evidenzia come la linea guida affronti solo in parte la gestione dei valori di vitamina D già disponibili, cioè "le indicazioni su come utilizzare i risultati del dosaggio della 25(OH)D quando questi sono già presenti sono limitate”. Pur scoraggiando lo screening sistematico, nella pratica clinica molti pazienti arrivano infatti con un dosaggio già eseguito; secondo la review, sarebbero utili indicazioni più precise su come interpretare questi risultati e su quando modificare la supplementazione o ripetere il controllo.

Le raccomandazioni della Siommms: l'approccio adottato in Italia

In Italia il documento di riferimento per la gestione dell'ipovitaminosi D è rappresentato dalle raccomandazioni della Siommms, aggiornate nel 2022. Pur condividendo con la linea guida americana alcuni principi, come la necessità di evitare lo screening indiscriminato della popolazione generale, il documento italiano mantiene un'impostazione prevalentemente orientata alla salute delle ossa e alla gestione dei soggetti a rischio.
Le raccomandazioni Siommms ribadiscono infatti che “la determinazione della 25(OH)D non è raccomandata nella popolazione generale” e che la valutazione laboratoristica deve essere riservata alle situazioni in cui il risultato possa modificare la gestione clinica. Nei soggetti sani vengono considerati adeguati valori di 25-idrossivitamina D compresi tra 20 e 50 ng/mL, mentre nei pazienti a rischio (anziani, persone con osteoporosi, malassorbimento, obesità o altre condizioni predisponenti) viene indicato come obiettivo un intervallo compreso tra 30 e 50 ng/mL.

Anche la Siommms sconsiglia il dosaggio sistematico della vitamina D nella popolazione generale. La determinazione della 25-idrossivitamina D viene raccomandata solo quando il risultato può modificare la gestione clinica, mentre in molte categorie a rischio la supplementazione può essere avviata senza la necessità di una misurazione preliminare.
Il documento individua numerose condizioni associate a un aumentato rischio di ipovitaminosi D e ricorda che “l'obiettivo della supplementazione è raggiungere e mantenere concentrazioni sieriche adeguate di vitamina D”. Nella maggior parte dei casi viene raccomandata una supplementazione di mantenimento compresa tra 800 e 2.000 UI al giorno, mentre le dosi di carico sono riservate alle situazioni di grave carenza o quando sia necessario ottenere una più rapida normalizzazione dei livelli. Le raccomandazioni sottolineano inoltre l'opportunità di evitare la somministrazione di boli molto elevati a intervalli prolungati, in assenza di specifiche indicazioni cliniche.

Nota 96: quando la vitamina D è a carico del Servizio sanitario nazionale

Accanto alle raccomandazioni scientifiche, in Italia la prescrizione della vitamina D è regolata dalla Nota 96 dell'Aifa, che ha l'obiettivo di garantire l'appropriatezza prescrittiva dei medicinali a base di colecalciferolo, calcifediolo e delle associazioni con calcio ai fini della rimborsabilità da parte del Servizio sanitario nazionale.

La Nota individua gli scenari nei quali il trattamento può essere prescritto a carico del Servizio sanitario nazionale, distinguendo i casi in cui la supplementazione è appropriata anche senza una preventiva determinazione della 25-idrossivitamina D - come alcune condizioni di elevato rischio - da quelli in cui il dosaggio dei livelli sierici costituisce un requisito per l'accesso alla rimborsabilità. L'obiettivo è favorire un impiego appropriato della vitamina D, limitando il ricorso a prescrizioni e accertamenti non giustificati dalle evidenze cliniche.

Fonte:

Nutrients 2026, 18(9), 1472; https://doi.org/10.3390/nu18091472

Nutrients 2022, 14(19), 4148; https://doi.org/10.3390/nu14194148

https://www.siommms.it/wp-content/uploads/2023/03/Sintesi-nuove-raccomandazioni-SIOMMMS-2022-carenza-vitamina-D.pdf

https://www.aifa.gov.it/documents/20142/1728113/nota-96.pdf

https://www.farmacista33.it/nutrizione-e-integrazione/29532/vitamina-d-integrazione-empirica-le-linea-guida-dell-endocrine-society.html

ph.cr.magnific

TAG: VITAMINA D, INTEGRATORI ALIMENTARI, VITAMINE, LINEE GUIDA, NOTA 96

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