Covid-19 è il nome ufficiale del nuovo coronavirus cinese. Gli ultimi aggiornamenti dall’Oms
Covid-19 è il nome con cui è stato battezzato il nuovo coronavirus identificato lo scorso dicembre nella provincia cinese di Wuhan. Gli ultimi aggiornamenti dall'Organizzazione mondiale della sanità
Covid-19 è il nome con cui è stato battezzato il nuovo coronavirus identificato lo scorso dicembre nella provincia cinese di Wuhan, che, stando all'ultimo bilancio ufficiale diffuso dal Ministero della Salute di Pechino, ha causato 1.113 i morti e 44.653 i casi di contagio confermati. La denominazione ufficiale è stata annunciata dal direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus, e rispetta le linee guida elaborate nel 2015. In passato, infatti, diversi virus avevano preso il nome dal luogo in cui si erano originati o dalla regione in cui erano stati identificati, causando "un contraccolpo contro membri di particolari comunità religiose o etniche, creando barriere ingiustificate ai viaggi, al commercio e innescando inutili macellazioni di animali alimentari", come aveva specificato l'Agenzia sanitaria delle Nazioni Unite. Per queste ragioni l'Oms ha precisato nelle linee guida, che "il nome da utilizzare per riferirsi a una nuova malattia deve consistere in termini descrittivi generici, in base ai sintomi, a coloro che colpisce, alla sua gravità o stagionalità. Mentre vanno evitati nomi che includono aree geografiche (per esempio influenza spagnola, febbre della Rift Valley), nomi di persone (come Malattia di Creutzfeldt-Jakob, malattia di Chagas), specie di animali o alimenti (influenza suina, influenza aviaria), riferimenti culturali, di popolazione, industriali o professionali legionari) e termini che incitano alla paura indebita (quali sconosciuta, misteriosa, fatale, epidemia)".
Gli aggiornamenti sui contagi e la situazione in Italia
Sugli ultimi aggiornamenti relativi all'infezione, l'Oms fa sapere che il numero di nuovi casi registrati in Cina in 24 ore è diminuito, 2484 casi al giorno contro i 3.073 registrati tra il 9 e il 10 febbraio; e avverte che "il tempismo è essenziale, ora ci sono una finestra di opportunità e una possibilità realistica per fermare l'epidemia". Adhanom Ghebreyesus precisa in proposito: «Un virus può creare più sconvolgimenti politici economici e sociali di qualsiasi attacco terroristico. Il mondo si deve svegliare e considerare questo virus come il nemico numero uno». In Italia, infine, sono 64 i pazienti sottoposti al test per il Covid-19 all'Istituto Spallanzani di Roma. Di questi, 46 sono risultati negativi al test e sono stati dimessi, mentre 18 sono tutt'ora ricoverati: 3 sono casi confermati, 14 sono pazienti sottoposti al test e in attesa di risultato, mentre un solo paziente rimane comunque ricoverato per altri motivi clinici.
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A cura di Redazione Farmacista33
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