Stato di emergenza, anche la Camera approva la proroga al 15 ottobre. Ora la palla è al Cdm
di Danilo Alessio Di Stefano
La Camera approva la proroga dello stato di emergenza al 15 ottobre. Conte: "non significa un nuovo lockdown, strumento necessario per affrontare con tempestività le situazioni emergenziali"
Dopo l'ok di ieri al Senato, il premier Giuseppe Conte è tornato questa mattina a riferire alla Camera, ottenendo anche da questo ramo del Parlamento il disco verde alla proroga dello stato di emergenza, in scadenza il 31, che comunque dovrà essere deliberata dal Consiglio dei ministri con una deadline fissata nel 15 ottobre. Una misura, ha detto Conte, che non significa un nuovo lockdown ma che «rappresenta il presupposto per l'attivazione di una serie di poteri e di facoltà necessari per affrontare con efficacia e tempestività le situazioni emergenziali in atto e, in particolare, per fare intervenire il sistema della Protezione civile». Tra questi la possibilità di fare ordinanze, «emanando norme in deroga alle disposizioni vigenti, nei limiti e con le modalità indicati nella deliberazione dello stato di emergenza».
Contestazioni attorno ai poteri speciali
Senza proroga, «cesserebbero di avere effetto le Ordinanze (ne sono state adottate 38, di cui quattro ancora attualmente al vaglio della Ragioneria generale dello Stato), i conseguenti provvedimenti attuativi», ma anche molti «provvedimenti normativi di rango primario e secondario che vedono come riferimento temporale della loro efficacia la cessazione dello stato di emergenza». Mentre, per continuare con l'emanazione di Dpcm, occorrerà «un ulteriore intervento normativo, ovvero un nuovo decreto-legge, che sarà sottoposto all'esame parlamentare nella sua conversione in legge». Con «successivi Dpcm, poi, sempre in base ai principi di precauzione, adeguatezza e proporzionalità, saranno tendenzialmente confermate quelle misure precauzionali minime, che stiamo applicando in questo periodo». Ma è proprio attorno ai poteri speciali, non solo attribuiti al premier, ma alla Protezione Civile e al Commissario straordinario (non da ultimo quelli relativi a bandi e gare) c'è stata opposizione e contestazione da diversi parlamentari, oltre al fatto che in molti hanno lamentato un ruolo secondario del Parlamento durante tutta l'emergenza.
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A cura di Redazione Farmacista33
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