Tamponi a prezzi calmierati. Remunerazione, costi e sicurezza: ecco cosa è previsto per le farmacie
Da quando è stata introdotta la Certificazione verde sono aumentate di almeno il 50% le richieste di tamponi in farmacia. Le indicazioni su prezzi, costi e sicurezza
Nella lotta al Covid-19 resta centrale la capacità di screening soprattutto in vista della ripresa delle scuole e se, da un lato, nel Piano di monitoraggio degli studenti di primarie e medie viene richiamata la possibilità per le Regioni di coinvolgere le farmacie, dall'altro, si fa sempre più strada l'ipotesi di ulteriori estensioni dell'obbligo del Green Pass. Intanto, secondo quanto ha riferito oggi Marco Cossolo, presidente di Federfarma, sull'house organ sindacale, da quando è stata introdotta la Certificazione verde, sono aumentate di almeno il 50% le richieste di tamponi in farmacia, e, sul tema, viene ricordato anche il recente Accordo tra le sigle delle farmacie, ministero della Salute e Commissario straordinario relativo al prezzo calmierato. Ma che cosa è previsto nel dettaglio? Vale la pena fare un punto.
Prezzi calmierati e meccanismi di contribuzione e remunerazione
L'Intesa, stipulata da Federfarma, Assofarm, FarmacieUnite con Ministero della salute e Commissario straordinario, la cui durata fissata al 30 settembre potrebbe slittare, secondo un emendamento al decreto sul Green pass approvato ieri dalla Commissione Affari costituzionali della Camera, al 30 novembre, prevede la somministrazione dei test antigenici rapidi a costi calmierati, per venire incontro alle necessità della popolazione, e fissa specifici criteri di contribuzione alla spesa sulla base di priorità per fasce d'età. In particolare, la "remunerazione complessiva per le farmacie è di 15 euro (Iva esente) per ogni test eseguito" ma quando "la somministrazione del test è a favore di minori di età compresa tra i 12 e i 18 anni", il costo a "carico degli utenti" dovrà essere entro "un massimo di 8 euro" - in questo caso ci sarà una copertura da parte pubblica di 7 euro -, mentre per la "popolazione di età maggiore o uguale a 18 anni" i costi per il cittadino saranno "nella misura di 15 euro". La "quota per le farmacie, a ogni modo, comprende i costi di approvvigionamento del test e del materiale di consumo (guanti, camici, Dpi), gli oneri di logistica, il rilascio delle certificazioni verdi e ogni altro onere accessorio, nonché l'atto professionale" e, per quanto riguarda il rimborso da parte pubblica, verrà erogato "a consuntivo". Centrale è l'utilizzo del Sistema tessera sanitaria: il "farmacista si impegna all'invio telematico al Sistema tessera sanitaria, anche per il tramite dei sistemi informativi regionali, dei dati dei test antigenici rapidi effettuati (specificando in particolare il codice della farmacia e il codice del test effettuato)". La "mancata trasmissione dei dati determinerà l'impossibilitaÌ di ricevere il contributo dello Stato previsto dal Protocollo di Intesa". Infatti, "le Amministrazioni territoriali provvedono alla liquidazione della spesa a favore delle farmacie sulla base delle rilevazioni riepilogative dei test somministrati fino al 30 settembre risultanti dal sistema tessera sanitaria e in coerenza con la procedura da concordare dalla Struttura commissariale, di concerto con il Ministero della Salute e le regioni". Al "fine di contribuire al contenimento dei costi la spesa autorizzata al Commissario straordinario è di 45 milioni di euro per l'anno 2021".
Gestione agende e priorità e misure di sicurezza
Pur lasciando autonomia alle farmacie nella gestione di prenotazioni e agende, l'indicazione è di dare "priorità alla fascia 12-18", proprio in vista della ripresa della scuola. La esecuzione del test "avverrà direttamente da parte dei farmacisti o di personale sanitario abilitato (infermiere, biologo) individuato dal titolare o direttore". La partecipazione della farmacia a ogni modo è su base volontaria, può essere fatta in qualsiasi momento ma non ammette "possibilità di recedere fino al 30 settembre". Richiesta la compilazione del modulo reperibile sul sistema tessera sanitaria. Per quanto riguarda i test, l'accordo chiarisce che il loro "approvvigionamento non sarà a cura e spese della Struttura commissariale". La tipologia deve rientrare tra quelle "riconosciute come valide dall'Health Security Committee dell'Unione europea, anche ai fini dell'emissione dei certificati digitali europei COVID (già Digital Green Certificate) e della alimentazione della piattaforma nazionale-DGC attraverso l'interconnessione con il Sistema tessera sanitaria, il cui elenco viene aggiornato dal Ministero della salute". Ma, va detto, sul punto si è in attesa di alcuni chiarimenti, in merito in particolare ai test salivari. Andranno in ogni caso "garantite le misure igienico sanitarie" e la "tutela della riservatezza" dei cittadini. "Non eÌ necessaria una sanificazione straordinaria dell'ambiente" e va "privilegiata l'esecuzione del test in un ambiente dedicato o separato dal locale vendita", o anche "a farmacia chiusa". Va poi "assicurato lo smaltimento dei dispositivi di protezione individuale (Dpi) e dei materiali di consumo in un contenitore per rifiuti appropriato.
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A cura di Redazione Farmacista33
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