Terza dose vaccini anti Covid, verso l’obbligo per operatori sanitari
Si amplia la platea per la terza dose per rendere più incisiva la campagna vaccinale anti Covid-19. E diventa sempre più probabile l'obbligo per gli operatori sanitari
Sono sempre più decisivi i segnali verso l'ampliamento della platea per la terza dose e per rendere più incisiva la campagna vaccinale anti Covid-19. Dopo le dichiarazioni di ieri del ministro della Salute, Roberto Speranza, per una estensione al primo dicembre alla fascia 40-60 anni, confermate dalla circolare con le indicazioni per questa fascia di popolazione, «è probabile che già nei prossimi giorni si possa arrivare a sancire l'obbligatorietà della terza dose della vaccinazione anti-Covid per il personale sanitario e delle Rsa» ha detto oggi il sottosegretario Andrea Costa. Un'ipotesi che trova favorevoli Andrea Mandelli, presidente Fofi: «Mettere in sicurezza chi è in prima linea nella lotta al Covid è fondamentale per tutelare la salute di tutti», e Filippo Anelli, presidente Fnomceo (medici): «Tutti i sanitari dovrebbero vaccinarsi, perché devono essere pronti a dare una mano».
Costa: probabile obbligo terza dose a sanitari a breve
«È probabile che l'obbligatorietà della terza dose della vaccinazione anti-Covid per il personale sanitario e delle Rsa possa essere sancita già nei prossimi giorni» ha detto Costa. «Per una questione di buon senso e anche di credibilità, auspico che per quelle categorie per le quali è previsto l'obbligo vaccinale primario, ovvero sanitari e tutti coloro che entrano in contatto con le Rsa, sia previsto ovviamente anche l'obbligo della terza dose. L'auspicio è che si arrivi rapidamente a questa scelta». Chi «tra i medici non dovesse fare la terza dose, in caso di obbligatorietà, si potrebbe dunque esporre a delle conseguenze, come già accade rispetto al ciclo vaccinale di base obbligatorio per questa categoria». D'altra parte, aveva detto ieri il ministro Speranza durante il question time alla Camera, «la terza dose è un tassello essenziale della nostra strategia di contrasto al COVID» in quanto permette «di gestire una coda dell'autunno e un inverno che, come si vede anche analizzando i numeri che arrivano in queste ore da altri Paesi (la Germania segnala, nella giornata di ieri, 40.000 casi in 24 ore) è ancora una sfida aperta non semplice». E in questa direzione la proposta di estendere l'obbligo del vaccino anti-Covid già in vigore per il personale sanitario alla terza dose è stata sostenuta da Speranza anche in cabina di regia. Per il momento, emerge dalle agenzie, è stata avviata la discussione nel Governo, che potrebbe portare all'approvazione di una norma ad hoc, in tempi relativamente brevi.
Dati su vaccinazioni: troppe terze dosi ancora da fare
D'altra parte gli ultimi dati diffusi da Governo e Gimbe in merito alle terze dosi parlano chiaro: «su una platea di 890.460 persone per la dose aggiuntiva e di 5.131.130 persone per la dose booster, al 3 novembre risultano somministrate 2.409.596 terze dosi, di cui 383.769 aggiuntive e 2.025.827 booster, con una media mobile, a 7 giorni, che ha superato quota 100 mila. Il tasso nazionale di copertura vaccinale per le dosi aggiuntive è del 40% con nette differenze regionali: dal 2,3% della Valle D'Aosta al 100% di Umbria e Piemonte. La copertura nazionale con dose booster è del 39,5%, sempre con disomogeneità tra Regioni: dal 18,3% della Calabria al 81,2% del Molise. Della platea relativa alla dose booster, secondo i dati al 2 novembre, rimangono ancora da vaccinare oltre 3,1 milioni di persone, alle quali ogni settimana si aggiungono circa 800mila over 60 che hanno completato il ciclo vaccinale nei mesi di maggio e giugno. Entro fine anno, escludendo i beneficiari compresi nella fascia 40-60 anni annunciati da Speranza, si aggiungeranno a questa platea 7,4 milioni di persone, oltre a circa 750 mila under 60 vaccinati con Janssen entro fine giugno. Complessivamente, si tratta di oltre 11 milioni di dosi booster che impongono alle Regioni un cambio di passo». Va detto, a ogni modo, che la situazione risulta in crescita nella fascia di età 20-60, composta per lo più dal personale sanitario, ma la strada è ancora lunga.
Ordini schierati a favore dell'estensione dell'obbligo oltre dicembre e della terza dose
A schierarsi a favore dell'obbligo per la terza dose, comunque, sono anche le Federazioni degli ordini: Andrea Mandelli, presidente Fofi, in un tweet di ieri ha detto: «Se il governo dovesse estendere l'obbligo anche per la terza dose, ci troverebbe favorevoli. Mettere in sicurezza chi è in prima linea nella lotta al Covid è fondamentale per tutelare la salute di tutti». Anche Filippo Anelli, presidente della Fnomceo, la Federazione degli ordini dei medici, spinge perché venga imposto al più presto: «L'obbligo per i sanitari esteso al richiamo anti-Covid è un problema del Governo e del Parlamento». A fronte di una quarta ondata «crediamo sia giusto che tutti gli operatori siano pronti a farvi fronte. Tutti i sanitari dovrebbero vaccinarsi, per poter dare una mano». In ogni caso «il termine del 31 dicembre fissato per il ciclo primario va prorogato». In generale, «la percentuale di chi non si è vaccinato rimane molto bassa e c'è un'attività per sollecitare i colleghi ad adempiere all'obbligo».
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A cura di Redazione Farmacista33
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