Paxlovid prescritto da Mmg. Appropriatezza, piano terapeutico, platea pazienti: le criticità segnalate dai medici
La prescrizione del farmaco antivirale Paxlovid per il trattamento del Covid dal medico di famiglia ha aperto il dibattito tra i medici. Le criticità segnalate
La prescrizione del farmaco antivirale Paxlovid per il trattamento del Covid dal medico di famiglia ha aperto il dibattito tra i medici, specialisti e di famiglia: se da una parte si sostiene che le prescrizioni diminuiranno, anche per la complessità di gestione del piano terapeutico, dall'altra la risposta è che la conoscenza dei pazienti e i gestionali a disposizione saranno un'opportunità per ampliare la platea di pazienti a cui si potrà somministrare per evitare forme gravi e ricoveri.
Medici specialisti: viene meno squadra Mmg-ospedali
A aprire il dibattito è Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova che nei giorni scorsi, intervistato dall'Adnkronos, aveva dichiarato che la scelta dell'Aifa di affidare la prescrizione dell'antivirale al medico di base con ritiro presso le farmacie di comunità era "l'ennesima cosa fatta male in Italia". Secondo il virologo "paradossalmente, ci saranno meno prescrizioni" in quanto prima della Determina dell'Aifa, "si era fatta squadra in alcune sedi tra medici di famiglia e ospedali. Ora evidentemente verrà meno questa squadra. Una delle tante cose fatte male in Italia, purtroppo". Un ostacolo per Bassetti, è Piano terapeutico che l'Aifa chiede ai medici di compilare: "Non siamo preparati a questo modello. Il modulo da compilare abbastanza impegnativo con una serie di informazioni che configura parecchia burocrazia da parte del medico di medicina generale. Il piano terapeutico ha necessità di tantissime notizie che prima compilavamo noi in ospedale e oggi dovrà fare il medico di famiglia. Mi auguro che questi farmaci saranno prescritti con appropriatezza. Ad oggi non sono stati usati molto perché i casi dove usarli sono veramente pochi".
Cricelli: mmg e farmacisti preparati su risposte corrette e dettagliate
Alle obiezioni risponde, in un'intervista a Doctor33 Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale. In primo luogo, in merito alla platea dei destinatari della terapia, cioè i contagiati da coronavirus con alto rischio di progressione a malattia severa: "Si tratta di pazienti che i colleghi dell'ospedale non conoscono, e di cui quindi hanno difficoltà ad inquadrare il reale rischio di progressione non disponendo delle informazioni in possesso del medico curante. Nemmeno il collega dell'Unità speciale di assistenza primaria ha quelle informazioni. Il compito di prendere in mano la situazione è proprio del medico di famiglia". Per quanto riguarda il piano terapeutico, Cricelli ricorda che i medici "nei loro gestionali hanno tutte le informazioni che servono a dettagliare l'eleggibilità del paziente Covid all'antivirale. I piani terapeutici - spiega a Doctor33 - oggi ce li troviamo in pratica "autocompilati" dai nostri gestionali con le informazioni che abbiamo inserito e processato per anni. Prescrivere con nota 100 o 99 per noi è un attimo e così sarà anche per Paxlovid. Posto che questo medicinale va prescritto da chi vede il paziente abitualmente e lo conosce". Cricelli ricorda anche lo schema di assunzione del farmaco: "Il paziente si trova di fronte a due pillole grosse ed una bianca e chiede come assumere la terapia tanto al suo medico quanto al farmacista. Entrambi, quindi devono poter offrire una risposta corretta e dettagliata".
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A cura di Cristoforo Zervos
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