Politica e Sanità
01 Agosto 2023 Più risorse per i medici e payback dispositivi medici al centro dell’imminente confronto tra i ministri Schillaci e Giorgetti
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Il mese di dicembre è lontano ma già si comincia a porre le basi per la manovra economica 2024, nella quale un tema cruciale sarà quello delle risorse dedicate alla sanità. Il Sole 24 Ore scrive che è previsto per oggi un incontro preliminare tra il ministro della Salute Orazio Schillaci e quello dell’Economia e finanza Giancarlo Giorgetti. Sul tavolo le risorse aggiuntive per il personale sanitario del settore pubblico e l’annosa questione del payback sui dispositivi medici cui devono fare fronte le aziende del comparto.
Evitare l’esodo dal pubblico
È stato lo stesso Schillaci, in una recente intervista, a parlare della necessità di 3-4 miliardi in più per il Fondo sanitario nazionale, da destinare, tra le altre cose, al personale sanitario, medici e infermieri, come incentivo a non abbandonare le strutture pubbliche. L'esodo dal pubblico, anche dovuto a remunerazioni non considerate all'altezza rispetto alla gravosità dei carichi di lavoro, è ritenuto infatti uno dei rischi maggiori per la tenuta del nostro Ssn.
Si discute quindi di una misura simile a quella già prevista nella scorsa legge di Bilancio per il personale dei Pronto Soccorso, per il quale sono stati stanziati 200 milioni. Il Sole ipotizza che per estendere il provvedimento a tutto il personale occorreranno 400-500 milioni, senza contare la richiesta probabile di risorse aggiuntive per incentivare le prestazioni sanitarie extra-orario. Non sarà facile per il titolare della Salute strappare promesse di fondi ingenti a Giorgetti, il quale fin dal primo giorno del suo ingresso al Mef ha dichiarato di voler perseguire una politica finanziaria assai prudente ed equilibrata, nel solco di quella portata avanti dal governo Draghi, di cui pure faceva parte.
Altra questione molto spinosa quella sul miliardo di euro di payback che in teoria le imprese produttrici di dispositivi medici devono alle casse pubbliche. A più riprese le associazioni di categoria hanno dichiarato che, qualora l’entità dei rimborsi dovesse essere confermata, molte delle imprese del settore sarebbero a rischio chiusura. Il governo, da parte sua, ha prorogato più volte la scadenza dei pagamenti ma la partita non è ancora chiusa e la ricerca di una “soluzione strutturale” è tutt’altro che semplice. A lavorare a un accordo con la controparte industriale la sottosegretaria al Mef Lucia Albano.
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