Farmacisti
24 Gennaio 2024 Fofi e Fnofi, federazioni degli Ordini dei farmacisti e dei fisioterapisti, siglano un accordo per promuovere sinergie nell’ottica di una migliore assistenza territoriale ai cittadini

La Federazione degli ordini dei farmacisti italiani e la Federazione nazionale degli ordini della professione sanitaria di fisioterapista hanno siglato a Roma un accordo di collaborazione. A firmare l’accordo Andrea Mandelli, presidente Fofi, e Piero Ferrante, presidente Fnofi. Obiettivo, si legge in una nota ufficiale, «favorire un interscambio di professionalità connesse alla gestione informativa, alla digitalizzazione, all’interoperabilità tra i sistemi informativi e all’affiancamento nella gestione di procedure amministrative. Il tutto con l’obiettivo di rendere più efficiente la gestione delle attività interne e di favorire una costante interconnessione tra due professioni sanitarie che sono tra le più attive, capillari e dinamiche sul territorio al fianco dei cittadini in termini di sanità di prossimità».
Mandelli e Ferrante: necessario fare squadra
«Mai come in questi ultimi anni, abbiamo avuto la consapevolezza di quanto sia importante fare squadra per costruire un Servizio sanitario più efficiente e vicino ai bisogni delle persone», commenta Mandelli, «che sia parte fondante di un Sistema Paese “attrezzato” per rispondere alla sfida demografica con la visione di uno sviluppo equo e sostenibile. È con questo spirito che la Fofi guarda alla sinergia con le altre professioni sanitarie, che può rappresentare un valore aggiunto per una più ampia e capillare erogazione di prestazioni sanitarie a beneficio dei cittadini e per una efficace presa in carico dei pazienti cronici sul territorio».
«Per la Fnofi la collaborazione siglata oggi assume un’importanza particolare», sottolinea Ferrante. «La nostra Federazione è nata poco più di un anno fa e da subito ha iniziato un dialogo istituzionale con le altre realtà ordinistiche da cui dipende oggi la capacità di superare “steccati” professionali, per realizzare quel cambio di paradigma che l’intero Ssn oggi si attende. La sanità italiana si trova ad affrontare un passaggio epocale perché le sfide dell’invecchiamento, della cronicità, della sanità di prossimità sono ineludibili e non più rimandabili: anche grazie ad una stretta collaborazione operativa ed amministrativa tra le professioni, sarà possibile creare le fondamenta di un Servizio sanitario che sappia fare rete tra le professioni, con l’obiettivo di essere sempre vicino ai cittadini, tempestivo nell'accesso alle terapie e competente nella capacità di fornire risposte di salute».
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