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Salute benessere

01 Marzo 2024

Obesità, la forma più comune di malnutrizione. Spesso manca consapevolezza nei pazienti

Secondo un'analisi pubblicata su The Lancet l'obesità la forma più comune di malnutrizione nella maggior parte dei paesi. Spesso nei pazienti manca consapevolezza della patologia

di Redazione Farmacista33


Obesità, la forma più comune di malnutrizione. Spesso manca consapevolezza nei pazienti

Ha superato il miliardo il numero totale di bambini, adolescenti e adulti obesi nel mondo, mentre è in calo la prevalenza di persone sottopeso dal 1990: l'obesità la forma più comune di malnutrizione nella maggior parte dei paesi. È la conclusione dell’analisi dei dati globali pubblicata online su “The Lancet” in occasione dell’Obesity day che ricorre il 4 marzo, per sensibilizzare sulle criticità che comporta. Per l’Oms, gli obiettivi per frenare l'obesità richiedono il lavoro di governi e comunità, e gli specialisti sottolineano che spesso nei pazienti manca la consapevolezza di essere obesi.

Obesità in aumento, sottopeso in calo
L'obesità e il sottopeso sono entrambe forme di malnutrizione e sono dannose per la salute delle persone in molti modi ma mentre dal 2009 al 2022 il tasso di obesità negli adulti è più che raddoppiato nelle donne e quasi triplicato negli uomini, la percentuale di bambini e adolescenti sottopeso è diminuita di circa un quinto nelle ragazze e di oltre un terzo nei ragazzi. Nello periodo, la percentuale di adulti sottopeso si è più che dimezzata. Lo studio fornisce un quadro molto dettagliato delle tendenze globali di entrambe le forme di malnutrizione negli ultimi 33 anni.

“È molto preoccupante – commenta Majid Ezzati, dell'Imperial College di Londra, autore dello studio - che l'epidemia di obesità che era evidente tra gli adulti in gran parte del mondo nel 1990 si rifletta ora nei bambini e negli adolescenti in età scolare. Allo stesso tempo, centinaia di milioni di persone sono ancora colpite dalla denutrizione, in particolare in alcune delle zone più povere del mondo. Per affrontare con successo entrambe le forme di malnutrizione è fondamentale migliorare significativamente la disponibilità e l'accessibilità economica di alimenti sani e nutrienti”. 

Per Guha Pradeepa, della Madras Diabetes Research Foundation e coautore dello studio, i principali problemi globali dal cambiamento climatico, pandemie e guerre, rischiano di peggiorare entrambe le forme di malnutrizione. «L'impatto di questioni globali rischiano di peggiorare sia i tassi di obesità che di sottopeso, aumentando la povertà e il costo degli alimenti ricchi di nutrienti. Gli effetti a cascata sono l'insufficiente disponibilità di cibo in alcuni Paesi e famiglie e il passaggio a cibi meno salutari in altri. Per creare un mondo più sano, abbiamo bisogno di politiche globali per affrontare queste sfide”.

«Ci sono sfide significative nell'attuazione di politiche volte a garantire un accesso a prezzi abbordabili a diete sane per tutti e creare ambienti che promuovano l'attività fisica e stili di vita complessivamente sani per tutti» ha dichiarato Francesco Branca, direttore del Dipartimento di nutrizione e sicurezza alimentare dell'Oms e uno dei coautori dello studio.

Per frenare obesità servono politiche basate su evidenza e accesso a cure
“Il raggiungimento degli obiettivi globali per frenare l'obesità - ha affermato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell'Oms - richiederà il lavoro dei governi e delle comunità, supportato da politiche basate sull'evidenza da parte dell'Oms e delle agenzie nazionali di salute pubblica. È importante sottolineare che è necessaria la cooperazione del settore privato, che deve essere responsabile degli impatti sulla salute dei loro prodotti”.

In Italia in questa direzione è stata presentata alcuni mesi fa alla Camera una proposta di legge, e in conferenza stampa alla vigilia dell’Obesity day è stato sottolineato che procede spedita, “bipartisan” e in attesa dei rilievi del governo. Inoltre, Lunedì 4 marzo in Senato saranno presentati un Manifesto sottoscritto da 20 organizzazioni sulle politiche anti-obesità e una mozione che ne incorpora le istanze. Oltre all’inserimento delle prestazioni per l’obesità nei Lea, la proposta di legge chiede che l’obesità entri nel piano cronicità e nei piani di cura, e chiede risorse per investimenti mirati.

“Bisogna investire in educazione nutrizionale, sugli stili di vita e sulla ricerca e deve riconoscere l’obesità come patologia assicurando l’accesso uniforme su tutto il territorio a terapie e prestazioni sanitarie e psicologiche” ha detto presidente della 12ma Commissione Affari Sociali alla Camera Ugo Cappellacci.


Pazienti poco consapevoli di essere affetti da obesità
Non tutti i pazienti però sanno di essere affetti da obesità, e la consapevolezza, d’altro canto, potrebbe aprire altre criticità: complessi sull’aspetto, paura di subire discriminazioni, affrontare problemi con cui prima si è sempre cercato di convivere. Per Giuseppe Fatati, presidente dell’Italian Obesity Network, l’obesità non va considerata “una responsabilità del singolo” e in quanto cronicità, richiede una gestione di lungo termine. Questo approccio “potrebbe contribuire in modo decisivo a ridurre la disapprovazione sociale e gli episodi di discriminazione verso chi ne è affetto, oltre a incidere positivamente sulle cure e sui trattamenti”.

L’obesità dice Luca Busetto, Vice President for the Southern Region of European Association for the Study of Obesity, l’obesità “non è solo frutto di comportamenti sbagliati, ha basi genetiche ed è influenzata dall’ambiente. Se la consideriamo malattia cronica cambia la nostra vision come prevenzione (non solo educazione individuale ma promozione di iniziative pro-ambiente) e come trattamento”.

Lorenzo Maria Donini del Direttivo della Società̀ Italiana dell’Obesità̀ ribadisce l’importanza della “presa in carico da parte di una rete assistenziale con servizi efficienti. Operatori sanitari, responsabili politici, cittadini devono lavorare insieme per sensibilizzare i servizi sanitari, e questi ultimi dovranno adottare nuovi modelli di erogazione che riservino all’obesità lo stesso livello di urgenza delle altre malattie non trasmissibili”.




TAG: SANITà , ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITà - OMS, OBESITà, MALNUTRIZIONE

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