Influenza
08 Aprile 2024 In un contesto globale dove l'influenza aviaria (H5N1) continua a rappresentare una minaccia sia per la fauna selvatica che per il bestiame, emergono preoccupazioni crescenti riguardo alla possibilità che questo virus possa trasmettersi all'uomo, portando a potenziali pandemie

In un contesto globale dove l'influenza aviaria (H5N1) continua a rappresentare una minaccia sia per la fauna selvatica che per il bestiame, emergono preoccupazioni crescenti riguardo alla possibilità che questo virus possa trasmettersi all'uomo, portando a potenziali pandemie. Recentemente, negli Stati Uniti, sono stati rilevati casi di influenza aviaria H5N1 in più di 200 mammiferi, compresi capre e bovini, segnalando il primo focolaio tra i bovini da latte il 25 marzo 2024. Questi sviluppi hanno sollevato timori su una possibile trasmissione da mammifero a uomo, con un caso confermato di infezione umana in Texas, causa contatto con bovini da latte infetti.
Parallelamente, il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC) e l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) hanno rilasciato un rapporto congiunto che evidenzia i driver che contribuiscono alla capacità dei virus dell'influenza H5N1 di diffondersi efficacemente tra gli esseri umani, aumentando il loro potenziale pandemico. Il rapporto sottolinea l'importanza di comprendere sia i fattori intrinseci, legati alle caratteristiche del virus e alla suscettibilità dell'ospite, sia quelli estrinseci, come l'ecologia delle specie ospiti e le attività umane, che possono aumentare l'esposizione di mammiferi e umani ai virus dell'influenza aviaria. La trasmissione da uccelli infetti a esseri umani è attualmente considerata un evento raro nell'UE/SEE, senza infezioni umane confermate. Tuttavia, la potenzialità di adattamento del virus agli umani e la conseguente minaccia pandemica richiedono una costante vigilanza e sforzi di preparazione. Tra le misure proposte per ridurre il rischio, si includono il potenziamento della sorveglianza su umani e animali, l'accesso a diagnostiche rapide, la promozione della collaborazione tra i professionisti dei settori animale e umano e l'implementazione di misure preventive come la vaccinazione del pollame. Il rapporto congiunto ECDC-EFSA mette in luce la necessità di una comunicazione efficace verso le diverse popolazioni coinvolte, il potenziamento dell'infrastruttura veterinaria, l'applicazione di misure di biosicurezza negli allevamenti e la riduzione dei contatti tra fauna selvatica, umani e animali domestici. La considerazione di una distanza adeguata tra gli allevamenti di pollame e animali da pelliccia, specialmente nelle aree ad alta densità di anatidi, emerge come una strategia chiave per la riduzione efficace del rischio.
In sintesi, la comparsa di casi di influenza aviaria H5N1 in mammiferi negli Stati Uniti, unita alla crescente preoccupazione per il potenziale pandemico di questi virus evidenziato nel rapporto ECDC-EFSA, sottolinea l'importanza di una vigilanza continua e di misure di mitigazione proattive per proteggere la salute umana da queste minacce emergenti.
https://www.cdc.gov/flu/avianflu/mammals.htm
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