antibiotici
02 Luglio 2024Un team di economisti inglesi hanno simulato la tassazione sul consumo di antibiotici per limitarne l'uso e contrastare il fenomeno dell'antibiotico-resistenza: si potrebbero tassare i medici della primary care che “potrebbero essere in alcuni casi sovraprescrittori”, scrivono gli autori

Per limitare l’uso eccessivo di antibiotici e contrastare così l'emergenza dei superbatteri, multiresistenti si potrebbero tassare i medici di base che “potrebbero essere in alcuni casi sovraprescrittori”. La proposta è tutta anglosassone e arriva da un’analisi del mercato degli antibiotici di prima e seconda linea condotta in Regno Unito da economisti dell'University of East Anglia (Uea), della Loughborough University e di E.CA Economics, e pubblicata dall'International Journal of Industrial Organization. Gli autori suggeriscono anche, tra le altre cose, che “quando non ci sono indizi chiari sul tipo specifico di patogeno batterico, un test diagnostico rapido ed economico potrebbe risolvere completamente il problema”.
Costi degli antibiotici ad ampio spettro
La resistenza antimicrobica, ricordano gli autori dello studio, causa circa 700mila morti all'anno e, se non controllata, entro il 2050 potrebbe mettere in pericolo 10 milioni di vite l'anno con una perdita di produzione economica pari a 100 trilioni di dollari. L'idea, scrivono, è scoraggiare l'impiego dei farmaci antibatterici ad ampio spettro, più a rischio di alimentare lo sviluppo di superbatteri, promuovendo invece l'uso di antibiotici a spettro ristretto, mirati al patogeno responsabile dell'infezione previo test per individuarlo.
L’analisi si è basata su 10 anni (2003-2013) di dati relativi alle vendite mensili di antibiotici dispensati nelle farmacie Uk in cui gli economisti hanno notato che “i costi marginali degli antibiotici a spettro ampio sono inferiori a quelli degli antibiotici a spettro ristretto” e che “un aumento dell'1% del prezzo di un farmaco a spettro ampio sposta la domanda verso i farmaci a spettro ristretto dello 0,08%”. Inoltre, dicono, “gli aumenti di prezzo di un farmaco portano a una significativa sostituzione verso altri farmaci più economici, ma la maggior parte della sostituzione avviene all'interno dei gruppi per spettro. Questo implica che il passaggio da farmaci a spettro ampio a farmaci a spettro ristretto è possibile tramite cambiamenti nei prezzi, e avrà significative implicazioni per il surplus dei consumatori”.
Simulazione di due tipi di tassazione
Quindi hanno simulato due tipi di tassazione, precisando che “il peso finanziario della tassa non ricade sui pazienti ma piuttosto sulle pratiche dei medici di base che potrebbero essere in alcuni casi sovraprescrittori”.
Una tassa del 20% su tutti gli antibiotici, applicata indistintamente rispetto all’ampiezza dello spettro, ne ridurrebbe l'uso totale del 12,7%, diminuendo del 29,4% soltanto l'impiego degli antibiotici ad ampio spettro; si tradurrebbe inoltre in una perdita di benessere per il consumatore pari, nel Regno Unito, a circa 19,9 milioni di sterline all'anno.
Se invece la stessa tassa del 20% venisse applicata solo agli antibiotici ad ampio spettro, il loro utilizzo diminuirebbe del 37,7%, l'uso complessivo di antibatterici scenderebbe del 2,38% appena e la perdita di benessere per il consumatore verrebbe contenuta a 4,8 milioni di sterline l'anno.
"Sebbene i regimi fiscali alternativi che consideriamo differiscano nell'entità dello spostamento della domanda di antibiotici – scrivono gli economisti - le nostre stime suggeriscono che queste politiche possono essere molto efficaci nel gestire tale domanda".
Test diagnostici e campagne di informazione
Attualmente, le principali iniziative sono campagne educative per aumentare la consapevolezza sulla resistenza agli antibiotici. Tuttavia, potrebbero non essere sufficienti. Gli autori spendono infatti, anche un passaggio sui test diagnostici, sottolineando che eventuali test di suscettibilità richiedono tempo, “ma un test diagnostico rapido ed economico potrebbe risolvere completamente il problema”.
E infatti concludono dicendo che “se l'incertezza sul tipo di batterio o il livello di suscettibilità potesse essere ridotta tramite l'uso diffuso di diagnosi accurate, il consumo inappropriato di antibiotici verrebbe calibrato. Ciò, combinato con interventi dal lato dei costi che evidenziamo sopra, implicherebbe il passaggio agli antibiotici a spettro ristretto con molte meno distorsioni e una minore perdita di benessere dei consumatori”.
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0167718724000377
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
09/06/2026
Dal 15 giugno il sistema sanitario francese rimborserà semaglutide e tirzepatide per i pazienti con obesità grave e specifici criteri clinici. La Società italiana dell'obesità chiede di valutare...
A cura di Redazione Farmacista33
09/06/2026
Dal convegno Sunifar sulle aree rurali emerge la richiesta di integrare stabilmente le farmacie nella rete dell'assistenza territoriale. Dopo gli investimenti in strutture, tecnologie e formazione,...
A cura di Redazione Farmacista33
08/06/2026
A otto mesi dall'introduzione del ticket farmaceutico, la Regione registra una riduzione di quasi 20 milioni di euro della spesa convenzionata e un calo dell'11% dei consumi di antibiotici e...
A cura di Redazione Farmacista33
05/06/2026
Il Comune di Genova rilancia dopo oltre trent'anni i soggiorni estivi per anziani autosufficienti. L'iniziativa sarà sostenuta economicamente dagli utili di Farmacie Genovesi, destinati al progetto...
A cura di Redazione Farmacista33

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)