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30 Luglio 2024Il presidente di Assofarm Luca Pieri, propone una riflessione sulle azioni dei vari stkeholder in contrapposizione alle farmacia dei servizi e al nuovo modello di remunerazione. “Ci aspetterà un autunno ricco di impegno politico"

Tra ricorsi al Tar e dure prese di posizione, sono diversi i portatori di interesse che intendono mettere in discussione quanto previsto dalle nuove norme per la farmacia dei servizi e il nuovo modello di remunerazione. Con loro va aperto “un maggior dialogo”, ma va anche data per “assodata la realizzazione” della farmacia dei servizi e della nuova remunerazione come “colonne portanti di una farmacia integrata nella nuova Sanità territoriale”. A portare l’attenzione sulle vicende delle ultime settimane è il presidente di Assofarm Luca Pieri, che intitola il suo editoriale sul notiziario dell’associazione “La Farmacia dei Servizi sotto attacco” e suggerisce le direttrici “obbligate” per un “autunno ricco di impegno politico”.
Pieri fa riferimento al ricorso della Regione Toscana che ha impugnato davanti al Tar del Lazio la determina del 3 maggio di Aifa che riclassifica dalla fascia A-Pht alla fascia A alcuni medicinali molto diffusi. A Federbiologi Sicilia e a un’azione congiunta di CIMEST Coordinamento Intersindacale Medicina Specialistica del Territorio, Riability Group e Consorti che hanno attivato due distinti ricorsi al Tar della Sicilia contro le norme regionali sulla Farmacia dei Servizi. E poi ci sono le dichiarazioni “decisamente bellicose dell’Unione nazionale ambulatori, poliambulatori enti e ospedalità privata (Uap) secondo la quale le farmacie sarebbero prive di ben 420 requisiti necessari alla dispensazione dei servizi sanitari.
Il presidente di Assofarm sottolinea che gli esiti dei Tar “potrebbero essere molto diversi tra loro. Nel caso della Regione Toscana potrebbero volerci anni prima vedere una sentenza. Negli altri, invece, se venisse accolta la sospensiva proposta dai richiedenti, tutto l’impianto della Farmacia dei Servizi potrebbe subire un repentino blocco già nei prossimi mesi”.
E aggiunge che nonostante le “ottime intenzioni degli ultimi governi che si sono succeduti, sinceramente attenti alle istanze che abbiamo portato avanti in maniera documentata e responsabile, riesce difficile immaginare come una pressione congiunta di tante sigle di rappresentanza di categorie socio-sanitarie non possa sortire qualche effetto, per noi decisamente indesiderato”.
“Ci aspetterà un autunno ricco di impegno politico - conclude. - Lo condurremo secondo due direttrici che crediamo obbligate. La prima è certamente quella della ferma convinzione che Farmacia dei Servizi e Nuova Remunerazione devono rimanere colonne portanti di una farmacia integrata nella nuova Sanità territoriale. Si possono discutere i dettagli di ogni dossier, ma certamente deve darsi per assodata la loro realizzazione. La seconda direttrice riguarda invece un maggior dialogo con i vari portatori di interesse. È certamente giunto il momento per chiarire definitivamente il fatto che la Farmacia dei Servizi non è alternativa a quanto già oggi fanno altri professionisti della salute. È invece una prospettiva, una pre-condizione inclusiva e collaborativa con essi. Ridurremo la complessità e la conflittualità del settore solo se sapremo dialogare insieme, guidati dalla prospettiva pragmatica di trovare nuove vie di efficientamento del SSN , a caduta, dei Servizi Sanitari Regionali e, aspetto più significativo di miglioramento dei servizi al cittadino”.
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