farmacia dei servizi
01 Agosto 2024Onesti (DG Aisi): Farmacie dei servizi, apprezziamo la volontà del Ministro Schillaci di avviare una regolamentazione, nel rispetto dei più complessi standard che gli ambulatori hanno sempre assicurato e continuano oggi ad assicurare

Una regolamentazione per garantire che le farmacie che erogano servizi rispettino gli stessi standard complessi degli ambulatori, ripristina “l’equilibrio fin qui mancato”: se l'obiettivo è ridurre le liste di attesa vanno create le condizioni adeguate senza sminuire l'impegno delle imprese sanitarie private. Aisi, Associazione Imprese Sanitarie Indipendenti, esprime apprezzamento per le recenti dichiarazioni del Ministro della Salute, in merito all’intenzione di avviare una regolamentazione che, sottolinea il Giovanni Onesti, Direttore Generale “conferma la concreta intenzione di sbrogliare l’intricata matassa legata alla questione delle Farmacie di Servizio”.
La regolamentazione, secondo l'Aisi, andrebbe a “ripristinare l’equilibrio che fin qui è mancato e ricomporre così i pezzi del mosaico”. Da parte di Schillaci, aggiunge, “c’è la ferma intenzione di garantire che le farmacie osservino i medesimi complessi standard che gli ambulatori hanno sempre assicurato, se davvero vogliono aderire ad un progetto che rappresenti un vantaggio per la collettività, senza in alcun modo inficiare il lavoro quotidiano e i sacrifici delle tante imprese sanitarie che nel nostro Paese rispettano da sempre le regole per garantire la sicurezza delle prestazioni offerte ai cittadini”.
“Se davvero l’obiettivo delle farmacie dei servizi è quello di contribuire a snellire le liste di attesa, si creino le condizioni per arrivare a questo, senza svilire l’impegno e la storia delle imprese sanitarie private, sia di quelle accreditate, che di quelle pure. Non accetteremo che le farmacie possano diventare ambulatori sanitari, così come non è immaginabile che i farmacisti possano svolgere le medesime funzioni di medici e infermieri. L’equilibrio e il rispetto dei ruoli e delle competenze devono trionfare, proprio in nome della qualità della tutela della salute, che va elevata e rilanciata, e non certo minata e messa a repentaglio, con il solo scopo di velocizzare esami e visite specialistiche».
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