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17 Dicembre 2024

Distribuzione diretta, Regione Toscana: ampliarla per contenere la spesa. Il dissenso delle farmacie

In Toscana la proposta di legge bilancio regionale prevede una misura mirata a utilizzare la distribuzione diretta dei farmaci come strumento per contenere la spesa farmaceutica regionale. Le farmacie private e comunali sono contrarie

di Redazione Farmacista33


Distribuzione diretta, Regione Toscana: ampliarla per contenere la spesa. Il dissenso delle farmacie

La proposta di legge di bilancio toscana mirante a contenere la spesa farmaceutica regionale attraverso un aumento della distribuzione diretta dei farmaci e prodotti non compresi nel PHT è anacronistica e peggiorerà la qualità della vita di cittadini che hanno seri problemi di salute. È la reazione dei vertici delle Farmacie comunali: in una nota il presidente di Assofarm Luca Pieri e il segretario generale Francesco Schito esprimono dissenso e preoccupazione, ampliando le voci del settore contrarie alla misura già espresse dalle farmacie private e comunali toscane.

Che cosa prevede la legge di bilancio della Toscana

In un atto collegato alla proposta di legge regionale di stabilità della Toscana, l’art. 34 prevede una misura mirata a utilizzare la distribuzione diretta dei farmaci come strumento per contenere la spesa farmaceutica regionale. In particolare, la proposta si concentra sull’individuazione di un elenco di farmaci, costituito da medicinali di classe A, non inclusi nel Prontuario della distribuzione diretta (PHT), che soddisfino due requisiti: un differenziale di costo tra distribuzione diretta e convenzionata superiore al 30% e l’essere soggetti a prescrizione specialistica limitativa o a piano terapeutico specialistico. Questi farmaci verrebbero erogati esclusivamente attraverso gli sportelli delle ASL o le farmacie ospedaliere, escludendoli dal circuito delle farmacie di comunità. Inizialmente, il provvedimento riguarda un numero limitato di farmaci, stimato in 4-5 molecole, ma non si esclude che l’elenco possa ampliarsi in futuro.

Le farmacie: impatto negativo sul sistema farmaceutico territoriale

La Cispel Toscana, che rappresenta anche le farmacie comunali della regione, e la stessa Federfarma Toscana hanno già espresso il proprio dissenso alla Regione Toscana per sottolineare il potenziale impatto negativo della misura sul sistema farmaceutico territoriale. 
"Qualora queste misure venissero attuate — sostiene il presidente Cispel, Nicola Perini — la sostenibilità economica delle farmacie sarebbe messa a forte rischio, vanificando anni di impegno comune per realizzare quel concetto di farmacia dei servizi che ha l’obiettivo di dare ai cittadini un presidio medico di prossimità. Il sistema delle farmacie pubbliche toscane auspica che la Regione riveda questa volontà, rendendosi disponibile a un confronto".

Anche il presidente di Federfarma Toscana Andrea Giacomelli ha inviato una lettera al presidente di Regione Giani parlando di "misure che, se messe in atto, scardinano l’essenza del servizio farmaceutico territoriale. Se tale disposto non verrà modificato pur avendo rilasciato parere favorevole a un nuovo accordo relativo alla distribuzione di dispositivi medici ed altri prodotti farmaceutici, questo non verrà sottoscritto e le farmacie cesseranno tale attività al 31 dicembre 2024, valutando anche la cessazione di ogni altro servizio non inerente alla dispensazione dei farmaci".

In serata Assofarm è intervenuta a sostegno di queste posizioni

“Siamo di fronte a un provvedimento che peggiorerà la qualità della vita di cittadini con seri problemi di salute - ha detto il presidente di Assofarm Luca Pieri. - Se e quando la legge di bilancio della Regione Toscana verrà approvata, i malati cronici che fino ad oggi potevano reperire certi medicinali nella farmacia di comunità, ora dovranno recarsi nelle strutture ospedaliere. Più tempo per gli spostamenti, più costi per i trasporti, più disagi per i familiari. Di fronte ad uno scenario simile, ogni altra ragione economica o politica dovrebbe arretrare”.

Secondo le Farmacie Comunali italiane, la proposta di legge di bilancio toscana mirante a contenere la spesa farmaceutica regionale attraverso un aumento della distribuzione diretta ha un ché di anacronistico. “La tendenza e le policy degli ultimi governi, quali che fossero i loro colori politici, sono sempre state sostanzialmente molto distanti da quello che si sta discutendo oggi a Firenze”, continua il segretario generale di Assofarm Francesco Schito

“Lo stesso sta però avvenendo a livello regionale - continua il presidente Pieri - non a caso la Convenzione che ci apprestiamo finalmente a rinnovare dopo oltre 26 anni, valorizza la prossimità delle farmacie alla vita quotidiana delle fasce di popolazione più fragili e in esso individua il valore aggiunto distintivo dei nostri presidi. La legge di bilancio della Regione Toscana metterebbe in discussione questo impianto strategico, e sottrarrebbe alle farmacie risorse importanti per migliorare la distribuzione farmaceutica. La nostra speranza è che il dibattito che si sta aprendo in questi giorni aiuti tutti a convincersi sempre più che le farmacie territoriali sono un’occasione di efficientamento del sistema, non certo il contrario”.

La Regione Toscana sembra intenzionata a approvare la legge di bilancio entro Natale, rendendo urgente il confronto tra le parti per valutare l'impatto della misura e le possibili soluzioni.

TAG: ASSOFARM, FARMACIE COMUNALI, DISTRIBUZIONE PER CONTO, DISTRIBUZIONE DIRETTA, FARMACI PHT

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