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20 Dicembre 2024

Osservasalute 2024, la salute diventa bene comune. I dati del Rapporto

Presentato a Roma il il Rapporto Osservasalute 2024. L'evento ha segnato anche la trasformazione dell'Osservatorio Nazionale per la Salute nelle regioni italiane in “Osservatorio Nazionale per la Salute come bene comune”. 

di Redazione Farmacista33


Osservasalute 2024, la salute diventa bene comune. I dati del Rapporto

Il Rapporto Osservasalute 2024, presentato a Roma il 19 dicembre presso il Centro Studi Americani, fornisce un quadro dettagliato sullo stato di salute degli italiani e sulla qualità dell'assistenza sanitaria nelle regioni italiane. L'evento ha segnato anche la trasformazione dell'Osservatorio Nazionale per la Salute nelle regioni italiane in “Osservatorio Nazionale per la Salute come bene comune”. Alla presentazione, moderata da Fabio Mazzeo, sono intervenuti autorevoli rappresentanti del settore, il Presidente di Osservasalute Monsignor Vincenzo Paglia, il Dott. Gianni Letta, il Direttore scientifico dell’Osservatorio Nazionale Alessandro Solipaca, il Professor Walter Ricciardi, Direttore Generale dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, il Dott. Federico Serra, Segretario Generale Osservasalute e il Dott. Ludovico Baldessin, Amministratore delegato Edra S.p.a., società partner dell’iniziativa, Americo Cicchetti, Direttore Generale della Direzione Generale della Programmazione Sanitaria del Ministero della Salute, Claudio Cricelli, Presidente emerito SIMG, Salvatore Geraci, Area Sanitaria Caritas Roma e già Presidente della Società italiana di Medicina delle Migrazioni e Graziano Onder, Re-search Director European Geriatric Medicine Society..

La salute come bene comune

“Penso che sia il momento perché tutti prendiamo consapevolezza che la salute è un bene comune di tutti. Il COVID ci ha mostrato che siamo tutti interconnessi,” ha dichiarato Monsignor Paglia, Presidente di Osservasalute. Paglia ha sottolineato l'urgenza di un movimento culturale e sanitario che consideri la salute un diritto e un dovere collettivo. La fragilità umana richiede una dimensione di cura reciproca, un patrimonio comune indispensabile per il benessere sociale.

Ricciardi ha evidenziato come il crescente divario nell’accesso alle cure e le disuguaglianze socioeconomiche stiano mettendo a dura prova la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). “Definire la salute come un bene comune significa riconoscerla come parte integrante della dignità umana, un pilastro della giustizia sociale e un investimento nel futuro delle nostre comunità”, ha affermato Ricciardi. E ha sottolineato che “dopo 22 anni di lavoro, l'Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane si trasforma in Osservatorio Nazionale per la Salute come bene comune, per-ché definire la salute come un bene comune significa riconoscere che essa è parte integrante della dignità umana, un pilastro della giustizia sociale e un investimento nel futuro delle nostre comunità”.

Disuguaglianze e spesa sanitaria

Un dato chiave del rapporto riguarda l’incremento della spesa sanitaria pubblica nel 2022 (+2,6%) rispetto al 2021, inferiore però alla crescita del PIL (+6,8%). Questo squilibrio solleva interrogativi sulla sostenibilità del sistema sanitario. “Il finanziamento del SSN è cresciuto meno del PIL, segnalando possibili riduzioni nella tutela sanitaria e rischi per la garanzia dei livelli essenziali di assistenza (LEA),” ha spiegato Alessandro Solipaca, Direttore scientifico di Osservasalute.

Parallelamente, la spesa sanitaria privata pro-capite è cresciuta da 606 euro nel 2020 a 691 euro nel 2021. Le regioni del Nord presentano valori sopra la media nazionale, ma il divario con il Sud si sta riducendo. Solipaca ha aggiunto: “L’aumento della spesa privata è un elemento preoccupante che riflette l'arretramento del sistema sanitario pubblico.”

Ricciardi ha sottolineato come "l'acceso alle cure è il problema vero del nostro Paese. Ci stiamo avviando a una sanità a due velocità e chi può permetterselo ricorre sempre più alla sanità privata. Non c'è nessun Paese al mondo - neanche gli Usa - in cui si assiste a una crescita della spesa privata pura come in Italia: cresce a livello del 20% rispetto all'anno precedente. Mentre i cittadini che non possono permettersi di pagare, restano in lista d'attesa o rinunciano sempre di più ai servizi".

Analisi regionale: differenze e progressi

Il rapporto evidenzia significative differenze regionali. Le regioni del Nord si distinguono per una maggiore efficienza nella gestione delle risorse, mentre molte regioni del Sud, soggette a piani di rientro, hanno ridotto investimenti e servizi. Letta ha spiegato l'importanza dell’Osservatorio per monitorare queste differenze: "L'Osservatorio Nazionale per la Salute come bene comune si propone di raccogliere i dati da tutte le regioni, di interpretarli, di sottoporli all'analisi di specialisti e avere, in questo modo, una radiografia puntuale e aggiornata sulle condizioni di vita del Paese e delle sue strutture sanitarie. Utile per poter intervenire e assumere decisioni corrette".

Indicatori di salute: progressi e criticità

Claudio Cricelli, Presidente emerito SIMG, ha elogiato il Rapporto Osservasalute per la sua capacità di inquadrare il sistema sanitario in una prospettiva ampia e strategica. “Dei tanti rapporti che vengono presentati ogni anno in questo Paese questo di Osservasalute ha sicuramente una sua assoluta originalità perché non è un rapporto soltanto di dati ma è un rapporto di obiettivi che inquadra il sistema sanitario e la salute delle persone più che i dati, i numeri e le statistiche”.

Tra 2015 e 2021 in Italia si sono ridotti i tassi di mortalità per la gran parte delle più diffuse malattie. Quelli dell'apparato circolatorio sono scesi del 10,6% per i maschi e del 10% per le femmine; quelli dei tumori del 9,3% per i maschi e del 3,7% per le femmine; quelli delle malattie respiratorie del 15,8% per i maschi e del 17,4% per le femmine. In controtendenza, invece, la mortalità per malattie endocrine o del metabolismo, che è aumenta del 9,1% nei maschi e del 7,8% nelle femmine. Emerge ancora dal Rapporto Osservasalute. In generale la salute degli italiani migliora. La speranza di vita alla nascita è costantemente aumentata negli ultimi 20 anni e nel 2023 è pari a 81,1 anni per gli uomini e 85,2 anni per le donne. Altrettanto importante l'aumento della speranza di vita in buona salute, che è passata da 56,4 anni del 2009 a 59,2 del 2023. Tra i trend evidenziati dal rapporto, un lieve aumento della presenza di malattie croniche nella fascia 20-34 anni.

Qui l’ultimo Rapporto Osservasalute:

https://osservatoriosullasalute.it/osservasalute/rapporto-osservasalute-2023

TAG: EDRA, OSSERVATORIO SULLA SALUTE

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