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12 Febbraio 2025I medici del Lazio utilizzeranno 10.000 ricette-promemoria colorate per far conoscere, con una lettera, ai cittadini i motivi della loro protesta contro la gestione regionale e nazionale della sanità

Con 10.000 ricette-promemoria colorate e una lettera ai cittadini, accessibile con un QR code stampato, i medici del Lazio protestano contro la gestione regionale e nazionale della sanità, e tra le varie criticità segnalano l’insostenibilità delle liste d’attesa criticando la scelta di “dirottare le prestazioni (a pagamento!) su privati e farmacie”, in particolare per gli esami di primo livello che si potrebbero fare negli studi medici con fondi già stanziati. I motivi della protesta li ha riassunti la Fimmg Lazio in una nota stampa che annuncia l’avvio della distribuzione dei promemoria colorati.
La lettera-manifesto esordisce così: “Cari cittadini come Voi, anche noi medici di famiglia siamo stanchi e preoccupati. La situazione della sanità pubblica è ormai insostenibile e il diritto alla salute sembra un privilegio riservato a pochi. Le liste d’attesa per una prestazione sanitaria sono diventate insostenibili e troppo spesso siete costretti a pagare di tasca vostra per farmaci o esami che un tempo erano a carico del sistema sanitario. Mentre i costi per i cittadini aumentano, i fondi destinati alla sanità pubblica sono dirottati verso strutture private, e ospedali lasciando i medici di famiglia a fronteggiare in solitaria i problemi dei pazienti”.
La lettera, spiega la nota Fimmg Lazio, continua elencando le proposte fatte dai medici alla Regione e “puntualmente non ascoltate, ovvero, esami di primo livello dal medico di famiglia, maggior lavoro in team con implementazione delle unità di cure primarie, rimozione dei processi burocratici che ostacolano il cittadino nelle cure, maggior offerta vaccinale con migliore organizzazione della stessa”.
La lettera riporta le risposte avute fino ad ora dalla Regione: “Attacchi pubblici alla medicina generale su sprechi nella spesa farmaceutica e specialistica con dati non reali o presunti, diminuzione della validità delle ricette specialistiche a 6 mesi con cittadini costretti ad un andirivieni con i reparti e i Cup per farle rinnovare, Ministero e Regione che cambiano il nomenclatore delle prestazioni sotto Natale inducendo caos negli studi medici e ai malati , vaccini comprati e distribuiti ai medici con il contagocce e male. Non hanno il tempo di fare ma trovano il tempo di attaccare” con riferimento alla polemica sulla spesa farmaceutica e l’appropriatezza prescrittiva.
Conclude la missiva, dichiarando che “Non è il momento di rimanere in silenzio. Vogliamo un sistema sanitario pubblico che metta al centro le persone, non le logiche di bilancio, costruiamolo insieme, possiamo molto, potremmo fare la differenza, salvando insieme il nostro servizio sanitario nazionale”.
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