obesità
29 Aprile 2025L’Italia guarda al modello inglese per la rimborsabilità dei farmaci antiobesità: Nisticò (Aifa) annuncia valutazioni ispirate al sistema UK, che prevede accesso con criteri rigorosi e gestione multidisciplinare della patologia

Le nuove terapie per curare l’obesità potrebbero diventare rimborsabili anche in Italia, l’Aifa, “attraverso la Commissione scientifica ed economica valuterà l'eventuale rimborsabilità dei nuovi farmaci prendendo spunto dai modelli già esistenti” come quello anglosassone. Lo ha dichiarato il presidente dell’Aifa Robert Nisticò in un’intervista al Sole24Ore riferendosi alla recente missione a Londra dove si sono incontrati i vertici delle rispettive agenzie regolatorie nazionali e dell’Associazione dell’industria farmaceutica UK.
Nisticò ha precisato che la valutazione è subordinata all’inclusione della cura dell'obesità tra i livelli essenziali di assistenza, con una apposita legge attualmente in fase di Disegno di legge che andrà alla Camera il prossimo 6 maggio, come riporta il quotidiano economico. Il modello di gestione anglosassone ha sollevato l’interesse dell’Aifa in quanto l’Inghilterra nel post Brexit hanno avviato “esperimenti sociali come quello per l’obesità che sono interessanti e all’avanguardia”. Per il presidente dell’Aifa, il Paese è “più avanti rispetto all’Italia” nella gestione della patologia complessa affrontata “con team multidisciplinari che prevedono lo specialista dell’obesità e poi endocrinologi, internisti, psichiatri, psicologi, fisioterapisti”. Inoltre, il National Health Service riconosce l’obesità “come una patologia prevedendo la rimborsabilità dei farmaci anche se con diversi paletti: in particolare si deve trattare di pazienti obesi abbastanza gravi”.
Si tratta di una sperimentazione randomizzata “real life” su migliaia di pazienti in corso a Manchester che Nisticò vorrebbe replicare in Italia, non solo per l’obesità ma anche per “tutti i farmaci che presentano gradi di incertezza magari sugli effetti a lungo termine” come quelli per l’Alzheimer.
Nel caso dell’obesità, in particolare, la perdita di peso che determinano non è irreversibile, quindi osserva Nisticò, il paziente potrebbe aver bisogno di più cicli di terapia; quindi, c’è un tema di sicurezza ma anche di costi, non tanto per il prezzo del farmaco ma per il fatto che interesserebbe milioni di persone. Servono quindi “criteri stringenti” per erogare la cura “a chi ne ha davvero bisogno”
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