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12 Maggio 2025

Ticket farmaci in Emilia-Romagna: più burocrazia per i farmacisti. In Romagna tavolo per ampliare Dpc

In Emilia-Romagna la riforma dei ticket sui farmaci, con un contributo fino a 4 euro a ricetta ha generato confusione sulle esenzioni e un aggravio di lavoro per i farmacisti, chiamati a gestire anche le lamentele dei cittadini senza compensi. In Romagna si apre un tavolo con i farmacisti per estendere la Distribuzione per Conto

di Simona Zazzetta


farmacista mora sacchetto

È in vigore dal 2 maggio la riforma dei ticket sui farmaci in Emilia-Romagna, iniziata con proteste, incomprensioni segnalate anche dai farmacisti che si trovano a gestire l’insoddisfazione dei cittadini e con un aggravio burocratico non retribuito, e dai medici che riscontrano confusione sugli aspetti della esenzione. Per la Romagna apre però una possibile via d'uscita, almeno parziale: estendere la Distribuzione per Conto (Dpc) per ridurre il peso economico sui pazienti e consentire risparmi concreti al servizio sanitario regionale. Su questa possibilità che si concentra ora un tavolo con Regione, Ausl Romagna e l’Ordine dei farmacisti.

Costo dei farmaci più basso del ticket

In Emilia-Romagna dal 2 maggio, per ogni confezione di farmaco di fascia A prescritto con ricetta, è previsto un contributo di 2,20 euro, fino a un massimo di 4 euro per ricetta. Una scelta difesa dalla giunta regionale come necessaria per sostenere un servizio sanitario regionale sotto pressione, ma che però sul territorio sta generando code presso le Asl per richiedere l’esenzione dal pagamento dei farmaci. Ma anche le esenzioni stanno creando “una grande confusione”, come riporta su Il Resto del Carlino Pietro Pesaresi, presidente dello Snami, il sindacato dei medici:

“Molti pazienti che in passato non avevano aggiornato la propria posizione reddituale perché tanto non si pagava nulla, ora si trovano a dover affrontare un ticket inatteso. E così assistiamo a un vero e proprio assalto agli sportelli Cup per richiedere o aggiornare le esenzioni”. Secondo il medico in alcuni casi si crea anche il paradosso con farmaci che costano meno del ticket stesso, rendendo più conveniente l’acquisto diretto senza ricetta: "Per alcuni farmaci comuni ci troviamo davanti a un paradosso, con il costo del farmaco inferiore a quello del ticket". Alcuni pazienti quindi se "oggi vanno in farmacia invece che pagare zero vengono chiamati a versare il ticket, che rappresenta una cifra superiore al prezzo della stessa medicina. In questi casi ci si affida al farmacista per valutare cosa per caso, cosa è più conveniente per il paziente". 

In farmacia aggravio di lavoro e gestione lamentele

Non va meglio nelle farmacie, in Romagna i farmacisti incassano “solo le lamentele” come sottolinea Giulio Mignani, presidente dell'Ordine dei farmacisti della provincia di Rimini.

“C'è chi si lamenta con noi, ma i farmacisti non possono che applicare la misura richiesta. Ci sono casi in cui i pazienti si presentano e si trovano a pagare il farmaco anche se pensavano di essere esenti. Ma su questo non siamo certo noi il soggetto che deve pensare all'ottenimento dell'esenzione da parte dei pazienti. Ci devono pensare i medici”. Inoltre, per i farmacisti c’è “un ulteriore aggravio di lavoro, non solo senza alcuna retribuzione, semmai ci rimettiamo. Noi farmacisti – chiarisce Mignani - anche se incassiamo il ticket, di quella cifra non ci rimane proprio nulla, zero. Al contrario anche noi paghiamo l'introduzione di questa nuova misura. Tanti cittadini pagano con la carta di credito o il bancomat, ciò comporta che le farmacie verseranno la commissione per la transazione, senza avere ottenuto nulla del ticket che viene girato alla Regione”.

Romagna apre tavolo con farmacisti per ampliamento Dpc

“Provvedimento sicuramente impopolare - commenta Domenico Dal Re, presidente dell'Ordine dei Farmacisti della provincia di Ravenna – ma, a nostro avviso, una scelta purtroppo necessaria per risanare i conti del servizio sanitario regionale” Dal Re ricorda che “restano in ogni caso esentate dal pagamento del ticket le persone più fragili per reddito, patologie croniche, infortuni sul lavoro, oltre che invalidi e pensionati”. Per la Romagna è stato avviato in Regione un tavolo con Ausl Romagna e Ordine dei Farmacisti per allargare la lista dei farmaci acquistati in modo centralizzato dall'azienda sanitaria e distribuiti nelle farmacie convenzionate.

“L'allargamento della Distribuzione per Conto (Dpc), ovvero la fornitura dei farmaci da parte dell'Ausl attraverso le farmacie convenzionate, consentirebbe un risparmio stimato tra i 3 e i 5 milioni annui per il servizio sanitario regionale. Inoltre, su questi farmaci il ticket non si applica: si tratterebbe quindi anche di un importante alleggerimento delle spese per i cittadini”, spiega Dal Re. In Romagna, afferma ancora Dal Re.

“Grazie alla sensibilità delle amministrazioni, sia di destra che di sinistra, è maturata la consapevolezza che la farmacia può avere un futuro solo se integrata nel Servizio Sanitario Nazionale. Per circa dieci anni la Distribuzione per Conto ha garantito nella nostra provincia un risparmio medio anno di circa un milione e mezzo, senza penalizzare il servizio al cittadino e preservando la capillarità e la prossimità”. Tra i nuovi farmaci che potrebbero presto essere acquistati dall'Ausl, ci sono quelli per le patologie respiratorie e cardiache. “Più farmaci sono acquistati dall'azienda sanitaria – ribadisce Dal Re – meno ticket deve pagare il cittadino. Inoltre, l'acquisto centralizzato, pur aumentando la burocrazia per noi farmacisti, consentirebbe un risparmio notevole. Noi ci siamo messi a disposizione e lo ribadiamo. Al contrario, i nostri colleghi emiliani al momento non hanno manifestato questa apertura”.

TAG: DISTRIBUZIONE PER CONTO, TICKET FARMACI, REGIONE EMILIA ROMAGNA

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