Telemedicina
26 Maggio 2025La Uap interviene sull'accordo Sumai-Federfarma per le prestazioni di telecardiologia nelle farmacie: va chiarito ai cittadini che hanno il solo scopo di prevenire nei soggetti sani eventuali malattie, quindi si parla di prevenzione primaria

La Uap, Unione nazionale ambulatori e poliambulatori ha espresso preoccupazione sull’accordo tra SUMAI e Federfarma, non tanto per il contenuto dell’intesa, quanto per quella che definisce una “disinformazione alla popolazione” in quanto va chiarito che la telecardiologia eseguita in farmacia “ha il solo scopo di prevenire nei soggetti sani eventuali malattie, quindi si parla di prevenzione primaria. Questo è il compito della farmacia dei servizi voluto dalla legge 153. La prevenzione secondaria, cioè, curare un paziente con patologie, è di esclusivo compito medico/specialistico”.
La scorsa settimana le due sigle, medici di ambulatori e farmacie, hanno siglato un accordo di collaborazione che prevede che le prestazioni di telecardiologia eseguite in farmacia (ECG, holter pressorio, holter cardiaco) siano refertate dagli specialisti ambulatoriali del SUMAI. L’accordo è finalizzato anche a favorire le attività di televisita e di telemonitoraggio in farmacia. L’obiettivo, hanno specificato le sigle intende l’accesso alle prestazioni, già previste dai rispettivi Accordi collettivi nazionali, anche a chi risiede nelle aree interne, nelle zone montane, rurali e insulari, solitamente lontane dalle strutture sanitarie.
Telemedicina in farmacia, Accordo Federfarma-Sumai per refertazione telecardiologia
Ma secondo la Uap, le prestazioni di telecardiologia in farmacia – come ECG e holter – devono essere intese esclusivamente come strumenti di prevenzione primaria, ovvero rivolti a soggetti sani per individuare precocemente eventuali problemi. Al contrario, la prevenzione secondaria (diagnosi e gestione di pazienti con patologie note) è compito esclusivo dei medici e specialisti, in quanto richiede valutazioni cliniche complesse, conoscenza della storia del paziente, delle terapie in corso e dei precedenti ricoveri.
Per la Uap “non si può curare un cardiopatico eseguendo un semplice elettrocardiogramma se prima non si conosce tutta la sua storia, si valutano i precedenti esami e ricoveri e la terapia che sta praticando. Non si può sovvertire la scienza medica cominciando ad eseguire dapprima un esame strumentale. Il Presidente della Uap – Mariastella Giorlandino – insieme a tutte le più importanti associazioni di categorie rappresentative di 27.000 strutture sanitarie e 350.000 dipendenti ribadisce inoltre che sia per la prevenzione primaria che per quella secondaria la Farmacia deve avere tutti i 420 requisiti autorizzativi previsti dal D.Lgs. n. 502/1992, a cui gli ambulatori, poliambulatori e ospedali pubblici e privati accreditati sono tenuti ad adeguarsi per ottenere l’autorizzazione regionale all’esercizio di attività sanitarie, come previsto dal sistema sanitario nazionale, nonché assumere la responsabilità civile e penale dell’atto compiuto".
La Uap infine torna sul tema dei requisiti e dei finanziamenti dei servizi offerti nelle farmacie: “Non si possono erogare prestazioni sanitarie senza il rispetto dei requisiti e delle procedure previste normativamente a tutela della salute dei cittadini. Non si possono tutelare solo gli aspetti economici a danno della salute dei cittadini”. La Uap quindi chiede "perché vengono stanziati fondi solo alle farmacie e non anche alle strutture sanitarie accreditate, che sostengono ingenti spese per ottenere e mantenere tutti i requisiti autorizzativi citati per fornire servizi “a norma” e assolvere al fabbisogno della popolazione”.
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