Politica sanitaria
28 Maggio 2025Con il progetto VALUE4CARE, presentato e discusso da esperti nazionali e autorità, prende avvio una nuova fase per l’accesso equo e sostenibile alle terapie modificanti il decorso clinico della malattia di Alzheimer

Le nuove terapie che si sono affacciate nel campo della gestione della malattia di Alzheimer capaci di modificare il decorso della malattia nelle sue fasi iniziali (“disease modifying”) richiedono con urgenza un nuovo modello di governance per ripensare la presa in carico del paziente per garantirne un accesso precoce, equo e appropriato. Il tema è stato al centro l’evento “VALUE4CARE: Linee di indirizzo per la valorizzazione delle terapie innovative nella malattia di Alzheimer”, realizzato da Edra con il contributo non condizionante di Eisai, alla presenza di clinici, associazioni di pazienti e rappresentanti delle istituzioni che si è svolto ieri presso l’Auditorium “Cosimo Piccinno” del Ministero della Salute.
Attualmente, in Italia, meno del 10% dei pazienti riceve una diagnosi di tipo biologico, e il tempo medio dalla comparsa dei sintomi alla diagnosi supera i due anni – un ritardo che rischia di precludere l’accesso alle nuove terapie efficaci solo nelle fasi iniziali della malattia.
Durante l’incontro, sono stati presentati i risultati del lavoro realizzato attraverso un ampio confronto multidisciplinare, che ha prodotto un documento strategico con proposte operative per garantire ai pazienti un accesso tempestivo, equo e appropriato alle nuove opportunità terapeutiche. È stata definita una roadmap per evolvere la governance dell’Alzheimer, con misure concrete su diversi fronti: rafforzamento dei Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD), uso dei biomarcatori per garantire una presa in carico precoce, standardizzazione dei percorsi diagnostico-terapeutici, e adozione delle tecnologie digitali come intelligenza artificiale e telemedicina.
Particolare attenzione è stata dedicata alla presa in carico tramite team multidisciplinari , alla necessità di investimento per il potenziamento delle infrastrutture diagnostiche , nonché alla riduzione delle disuguaglianze territoriali e alla necessità di standardizzare i processi lungo l’intero percorso di cura.
Nel corso dell’evento è stato sottolineato che, con l’arrivo delle nuove terapie, il sistema salute è chiamato a un cambio di passo: il futuro della cura dell’Alzheimer si gioca sulla capacità di diagnosi precoce, personalizzazione del percorso e integrazione dei servizi”, è stato sottolineato nel corso dell’evento.
Tra le proposte discusse: l’adozione di criteri omogenei nazionali per la definizione dei CDCD e l’identificazione dei centri prescrittori dei nuovi farmaci, incentivare lo sviluppo e l’uso di biomarcatori ematici per una valutazione clinica più rapida e costo-efficace, la creazione di un registro nazionale per la stima dei fabbisogni di servizio, e la necessità di garantire un accesso equo ai nuovi trattamenti. Particolare attenzione è stata poi dedicata alla necessità di superare le disuguaglianze territoriali e di sostenere caregiver e famiglie, che oggi sostengono oltre l’80% dei costi legati alla malattia.
Il progetto si propone come piattaforma di confronto e proposta, con l’obiettivo di tradurre la ricerca scientifica in politiche sanitarie sostenibili e orientate al valore. Il progetto proseguirà ora con una fase di ascolto e validazione delle proposte da parte delle istituzioni e delle società scientifiche, con l’obiettivo di tradurre il documento in azioni concrete per il Sistema Sanitario Nazionale.
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