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Politica sanitaria

24 Giugno 2025

Nasce l’assistente infermiere: un nuovo operatore sanitario. Mansioni e obblighi del decreto in Gazzetta

È stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che istituisce il nuovo profilo professionale dell’assistente infermiere e definisce aree di attività e iter formativo. Preoccupazione dai sindacati di settore: si introduce personale di supporto poco qualificato a cui si attribuiscono attività cliniche

di Redazione Farmacista33


infermiere

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 febbraio e del 25 marzo 2025, viene istituita la figura dell’assistente infermiere, una nuova professionalità che si inserisce nell’ambito sanitario tra l’operatore socio-sanitario (Oss) e l’infermiere.
La riforma, che comprende anche la revisione del profilo dell’Oss dopo oltre vent’anni, punta a rispondere a una doppia esigenza: da un lato far fronte alla cronica carenza di personale, dall’altro omogeneizzare e rafforzare i percorsi formativi per le figure di supporto all’assistenza.

Nuovo operatore sanitario: chi è e cosa fa

L’assistente infermiere è un operatore sanitario a tutti gli effetti, con un profilo giuridico e funzionale definito dalla legge 43 del 2006. Secondo quanto stabilito dal decreto, svolge attività definite a basso livello di discrezionalità decisionale e sempre su indicazione dell’infermiere e in stretta collaborazione con il resto dell’équipe assistenziale.

Le sue competenze si rivolgono in particolare a persone adulte con problemi di salute cronici, condizioni acute stabilizzate, disabilità, disturbi di salute mentale, dipendenze patologiche, fino alla fase terminale della vita. Il suo intervento è previsto sia in ambito ospedaliero che territoriale: potrà operare in reparti, residenze sanitarie assistite, strutture per la disabilità, servizi domiciliari e ambulatoriali.

Tra le attività previste rientrano la rilevazione dei parametri vitali, la somministrazione dell’ossigeno su prescrizione, il supporto nella somministrazione di farmaci non iniettivi e nella gestione del dolore, la partecipazione all’educazione sanitaria di pazienti e familiari, oltre alla preparazione e sanificazione dei dispositivi utilizzati per l’assistenza.

Il decreto precisa che le sue funzioni non si sovrappongono a quelle dell’infermiere, né si configurano come una sua semplificazione o come un’evoluzione dell’Oss: si tratta di un ruolo intermedio con compiti tecnici specifici e delimitati.

Il percorso di formazione e i titoli per accedere

L’accesso al nuovo profilo è riservato a chi è già in possesso della qualifica di operatore socio-sanitario e del diploma di scuola secondaria superiore. Per diventare assistente infermiere è necessario frequentare un percorso formativo della durata minima di 500 ore, suddivise in attività teoriche, esercitazioni pratiche e tirocinio in ambito clinico. Il corso deve essere completato in un periodo compreso tra sei e dodici mesi, al termine del quale è previsto un esame teorico-pratico. Solo con il superamento della prova si ottiene l’attestato di qualifica, valido a livello nazionale. È inoltre previsto, per questa figura, l’obbligo di aggiornamento professionale permanente, a garanzia della qualità delle prestazioni erogate e della sicurezza dei pazienti.

I sindacati degli infermieri: una figura ibrida e surrogata

Nonostante l’intento dichiarato di rafforzare i servizi territoriali e rispondere ai bisogni crescenti della popolazione fragile, l’annuncio ha subito suscitato forti critiche da parte del sindacato Nursing Up, che si dice pronto a opporsi “in ogni sede” all’introduzione di quella che definisce “una figura ibrida e surrogata”. 

“Il sistema sanitario nazionale è già al collasso – ha dichiarato Antonio De Palma, presidente del sindacato – e invece di investire sulla valorizzazione dei professionisti e sull’assunzione di nuovi infermieri, si sceglie di ricorrere a scorciatoie che rischiano di compromettere la qualità dell’assistenza”.

De Palma sottolinea come l’inserimento dell’assistente infermiere rischi di creare ulteriori fratture nel sistema, già segnato da una forte carenza di personale. “Se da una parte abbiamo nuovi infermieri con laurea magistrale a indirizzo clinico, dall’altra si introduce personale di supporto poco qualificato a cui si attribuiscono attività cliniche, cosa per noi inaccettabile”, afferma. Secondo Nursing Up, l’iniziativa non nasce da un reale progetto di riforma, ma dall’urgenza di tamponare la cronica carenza di infermieri: “Se mancano all’appello 175mila infermieri, è evidente che questa figura viene introdotta unicamente per tappare i buchi, non certo per migliorare l’assistenza”, conclude De Palma.

TAG: INFERMIERE, OPERATORI SANITARI

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