Politica sanitaria
27 Giugno 2025Il ministro della Salute Orazio Schillaci dichiara che occorre mettere un freno alla medicina difensiva. I primi dati della Piattaforma nazionale sulle liste di attesa voluta dal governo

"Oggi abbiamo un problema di inappropriatezza che non abbiamo affrontato subito per non dare ai cittadini l’impressione di voler tagliare le prestazioni, ma questo fenomeno riguarda almeno il 20% delle prescrizioni. I cittadini a volte pretendono di ricever cure di cui non c’è bisogno, da medico dico che se si ha mal di schiena prima di fare le risonanze magnetica può bastare una visita dall’ortopedico».
Queste le dichiarazioni del ministro della Salute al Sole 24 Ore di oggi. Orazio Schillaci fa intendere che occorre porre un freno alla cosiddetta “medicina difensiva”, che induce i medici di medicina generale a una “overprescrizione” per venire incontro ai desiderata dei pazienti e, al tempo stesso, per cautelarsi in vista di possibili cause giudiziarie. A questo proposito Schillaci annuncia che a breve verrà varato uno scudo penale per i camici bianchi.
Al momento, ricorda l’articolo del quotidiano economico, sono oltre 23 milioni le prestazioni sanitarie rilevate nei primi cinque mesi dell’anno dalla nuova Piattaforma nazionale sulle liste d’attesa voluta dal governo Meloni
Contemporaneamente alla presa di posizione di Schillaci dalla Corte dei conti arriva una dura reprimenda sulla annosa questione delle liste d’attesa in sanità. Il Procuratore generale presso la Corte dei Conti Pio Silvestri afferma infatti – nella sua requisitoria al Giudizio di Parificazione del Rendiconto generale dello Stato per l’esercizio finanziario 2024 - che «è necessario rimettere al centro del ”villaggio salute” il professionista sanitario (il medico e l’infermiere) in modo che, adeguatamente remunerato, possa essere determinante nei processi decisionali e di gestione delle strutture deputate alla cura. La rivalutazione del capitale umano risulterebbe anche funzionale all’abbattimento del vergognoso, per un Paese civile, fenomeno delle liste di attesa, garantendo al contempo la migliore uniformità delle prestazioni su tutto il territorio nazionale".
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