Politica sanitaria
02 Luglio 2025Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto-legge 30 giugno 2025, n. 94, il Governo interviene su più fronti economici e sanitari, introducendo misure che toccano il finanziamento del Servizio sanitario nazionale, la governance dei dispositivi medici

È in Gazzetta Ufficiale il decreto-legge 30 giugno 2025, n. 94, con cui il Governo interviene su più fronti economici e sanitari, introducendo misure che toccano il finanziamento del Servizio sanitario nazionale, la governance dei dispositivi medici, la sanità territoriale e la gestione degli eventi straordinari come il Giubileo 2025. Tra le novità di maggiore rilievo, la norma sulla definizione agevolata del payback per i dispositivi medici relativi agli anni 2015-2018 rappresenta un passaggio cruciale in un contenzioso che da anni grava su imprese e Regioni.
L’articolo 6 del decreto stabilisce che le aziende fornitrici possano estinguere definitivamente i debiti verso le Regioni e le Province autonome versando il 25% degli importi richiesti. Il pagamento, stimato in circa 500 milioni di euro complessivi, preclude qualsiasi ulteriore azione giudiziaria sui crediti oggetto della definizione. Una misura che, se da un lato risponde all’esigenza di chiudere il contenzioso pregresso, dall’altro lascia aperto il tema delle tutele per le piccole e medie imprese.
Payback dispositivi medici 2015-2018, via libera dal Governo alla definizione agevolata. Il nuovo decreto
“La conferma della norma sul payback dispositivi medici nel Decreto Economia rappresenta un primo passo per la progressiva risoluzione del payback per il pregresso e per il futuro” sottolineano in una nota congiunta Aforp, Confimi Industria Sanità, Confindustria Dispositivi Medici e il Coordinamento della filiera.
Le associazioni chiedono ora un intervento nella fase di conversione parlamentare del decreto, per introdurre correttivi a favore delle Pmi: “Ora, però, è altrettanto urgente poter continuare a lavorare di concerto con Parlamento e Governo per far sì che nel corso dell’esame di conversione siano inserite misure di tutela e di mitigazione dell’impatto sulle piccole e medie imprese, partendo da misure quali forme di dilazione di pagamento, garanzie per l’accesso al credito ed esenzione sotto una determinata soglia di fatturato”.
La richiesta nasce da elementi, spiegano le associazioni, “già condivisi in sede di confronto con i ministeri dell’Economia e delle Finanze, della Salute e con i rappresentati delle Regioni in occasione delle riunioni del Tavolo Payback, essenziali per garantire la sostenibilità e la continuità operativa del settore”.
Il contributo economico previsto dal decreto, secondo la filiera industriale, rappresenta un segnale di volontà politica: “Il contributo economico previsto dal ministero dell’Economia e delle Finanze e dal ministero della Salute – dichiarano le associazioni – dimostra una volontà politica di affrontare il tema superando l’attuale normativa per creare le basi di un confronto strutturato sulla governance del settore. Tuttavia, dopo questo segnale, è cruciale prevedere strumenti per permettere alle imprese di piccole dimensioni di gestire i pagamenti in maniera sostenibile”.
Oltre al tema del payback, il decreto prevede la regolarizzazione delle forniture effettuate fino al 31 dicembre 2023 senza copertura contrattuale o oltre i tetti di spesa: le Regioni potranno validare le forniture necessarie ai LEA e definire un piano di rientro. Si rafforzano inoltre le piattaforme di tracciabilità e viene introdotto un regolamento nazionale per armonizzare le procedure di valutazione e acquisto.
Tra le altre misure, si segnala il rifinanziamento del Fondo sanitario nazionale e di quello per le politiche sociali, nonché lo stanziamento dedicato alla rete dell’emergenza-urgenza e alla predisposizione di strutture sanitarie temporanee in occasione del Giubileo. Viene inoltre riconosciuto un finanziamento straordinario agli IRCCS a indirizzo dermatologico, per sostenere ricerca e assistenza nei settori ad alta incidenza epidemiologica.
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