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05 Settembre 2025

Riforma delle professioni sanitarie, Ddl punta a potenziamento del Ssn

Il Consiglio dei ministri approva Ddl delega per la riforma della disciplina degli ordinamenti professionali: obiettivo è avviare una revisione e un riordino organici delle normative vigenti, garantendo una maggiore coerenza e modernizzazione del sistema delle professioni, in linea con gli standard europei

di Redazione Farmacista33


Riforma delle professioni sanitarie, Ddl punta a potenziamento del Ssn

Con il disegno di legge approvato nel Consiglio dei ministri del 4 settembre, il Governo ha dato il via libera a una delega per la riforma complessiva della disciplina degli ordinamenti professionali. Il provvedimento mira a modernizzare l’assetto delle professioni, in coerenza con gli standard europei, ed è parte integrante del Ddl sul potenziamento del Servizio sanitario nazionale.

Obiettivi: formazione continua, tirocini, percorsi di carriera

Una nota di Palazzo Chigi evidenzia come la delega, che dovrà essere attuata entro 24 mesi, punti a una revisione organica delle normative, intervenendo in particolare sulla formazione continua e sul tirocinio, da rendere più funzionali alle esigenze del mercato del lavoro, sulla disciplina delle società tra professionisti, semplificandone le procedure di iscrizione agli albi e al registro delle imprese, e sulla promozione del ricambio generazionale, della rappresentanza di genere e della meritocrazia negli organi professionali.

Il Ddl affida inoltre al Governo, entro il 31 dicembre 2026, il compito di adottare misure per incrementare il personale sanitario, potenziare i percorsi formativi e valorizzare le competenze. Sono previste norme per contrastare le carenze di organico, anche attraverso l’impiego degli specializzandi nel Ssn, percorsi di carriera per chi lavora in aree disagiate, la semplificazione amministrativa e l’istituzione di un Sistema nazionale di certificazione delle competenze.

Novità riguardano anche la trasformazione del corso regionale di medicina generale in una scuola di specializzazione e la creazione di percorsi formativi ad hoc per le professioni sanitarie non mediche.

“Si tratta di una riforma attesa da anni – ha dichiarato il ministro della Salute Orazio Schillaci – che punta a contrastare le carenze di organico, a sburocratizzare il sistema e a valorizzare le competenze delle professioni sanitarie. Sono previste misure di sostegno allo sviluppo della carriera e la revisione di percorsi formativi come l’istituzione della Scuola di specializzazione per la medicina generale. Con questa riforma diamo un ulteriore contributo al potenziamento del servizio sanitario nazionale valorizzando le professioni sanitarie per rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni di salute dei cittadini”.

Il provvedimento tocca anche il nodo della responsabilità professionale, prevedendo che la punibilità dei professionisti sanitari sia limitata ai soli casi di colpa grave, con l’obiettivo di ridurre il contenzioso e contrastare i fenomeni di medicina difensiva.

Le professioni: riconoscimento e aspettative

Le prime reazioni dal mondo delle professioni confermano l’attenzione e le aspettative sul percorso avviato. La Fnopi definisce il Ddl “un passo nella giusta direzione”, chiedendo che l’iter parlamentare sia rapido e con il pieno coinvolgimento delle professioni. I Tsrm e Pstrp richiamano l’importanza di non lasciare indietro nessuno e di prevedere incentivi per lo sviluppo delle carriere, mentre la Fism parla di “risposta concreta e attesa da tempo dai medici italiani”, anche in relazione al capitolo sulla responsabilità professionale. Favorevole anche la Fnofi, che considera il riordino “una scelta strategica per il futuro del sistema salute del Paese”.

Il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, sottolinea come l’intervento sulla responsabilità professionale restituisca “la giusta serenità ai medici” e rafforzi la sicurezza delle cure, riducendo al tempo stesso il peso economico e sociale della medicina difensiva. Dalla Commissione Albo Odontoiatri arriva un plauso specifico all’ipotesi di una scuola di specializzazione in odontologia forense, ritenuta al passo con le esigenze del settore. “Occorre ora – ha concluso Anelli – che il Parlamento proceda speditamente, affiancando a questa riforma un piano strutturale di investimenti sul capitale umano, capace di rendere davvero attrattivo e competitivo il nostro Servizio sanitario nazionale”.

Fonte

https://www.governo.it/it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-140/29646 

TAG: PROFESSIONI SANITARIE, FEDERAZIONE NAZIONALE DEGLI ORDINI DEI MEDICI CHIRURGHI E DEGLI ODONTOIATRI (FNOMCEO), FNOPI, ORDINI

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