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Manovra 2026

04 Novembre 2025

Payback, aziende farmaci e dispositivi medici in audizione: superare meccanismo per garantire investimenti

Farmindustria e Confindustria Dispositivi Medici in audizione in Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato sulla parte sanitaria della Manovra di bilancio 2026 hanno messo in evidenza un punto condiviso da entrambe le filiere industriali, farmaceutica e dei dispositivi medici

di Redazione Farmacista33


Payback, aziende farmaci e dispositivi medici in audizione: superare meccanismo per garantire investimenti

Le audizioni in Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato sulla parte sanitaria della Manovra di bilancio 2026 hanno messo in evidenza un punto condiviso da entrambe le filiere industriali, farmaceutica e dei dispositivi medici: il superamento del payback è considerato ormai indispensabile per mantenere sostenibilità, competitività e capacità di attrarre investimenti nel sistema salute italiano. Nelle sedute del 3 novembre, Farmindustria e Confindustria Dispositivi Medici hanno chiesto interventi più strutturali rispetto alle misure previste nel testo, ritenute positive ma ancora insufficienti.

Il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, ha riconosciuto come segnali incoraggianti l’abolizione del payback sull’1,83% della spesa convenzionata e il lieve incremento dei tetti di spesa farmaceutica, oltre allo stanziamento di risorse aggiuntive sulla prevenzione. Tuttavia, ha sottolineato “il risultato complessivo non è ancora sufficiente per mantenere l’Italia attrattiva per investimenti e innovazione. È urgente adottare misure per aumentare competitività e attrattività, eliminando o riducendo fortemente le barriere non tariffarie come il payback, evitando riduzioni dei prezzi e migliorando le condizioni di accesso al mercato”.

Per Cattani è “fondamentale” il superamento del payback ospedaliero a carico delle aziende, proponendo di alzare il tetto di spesa per gli acquisti diretti di almeno lo 0,5%, o dell’1% come richiesto dalle imprese “per adeguare le risorse all’innovazione terapeutica”. Tra le proposte avanzate l’esclusione dei plasmaderivati dai tetti di spesa, trattandosi di medicinali salvavita strategici per la sicurezza nazionale; l’introduzione un sistema di tipo value-based per sostituire progressivamente il meccanismo del payback; la riduzione dei tempi di accesso ai nuovi farmaci, anche attraverso modelli di early access e percorsi regolatori semplificati.

Sulla stessa linea, ma con focus sui dispositivi, si è espresso Fabio Faltoni, presidente di Confindustria Dispositivi Medici, che ha definito “necessario, ma non sufficiente” l’aumento del tetto di spesa dal 4,4% al 4,6% previsto per il 2026. Un adeguamento che rappresenta, ha spiegato, “un segnale atteso dal settore”, ma che non modifica la distanza tra fabbisogno reale e risorse disponibili, poiché il livello attuale del tetto resta ben al di sotto delle esigenze dell’assistenza. Faltoni ha indicato come prioritario l’avvio immediato di un sistema di monitoraggio capace di aggiornare in tempo reale il fabbisogno nazionale e la chiusura del ciclo 2015-2018, con la conseguente eliminazione del meccanismo di payback, giudicato “folle perché si autoalimenta di anno in anno”. È stata inoltre proposta la stabilizzazione del tavolo tecnico avviato al Ministero dell’Economia lo scorso marzo.

TAG: MANOVRA FINANZIARIA, DISPOSITIVI MEDICI, FARMINDUSTRIA, PAYBACK

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