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06 Novembre 2025

Farmacia dei servizi, Corte dei Conti: positivo renderla strutturale

La Corte dei Conti in audizione sul Ddl Manovra di fronte alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato ha espresso le valutazioni sulle misure previste in particolare per la sanità e per la Farmacia dei servizi

di Redazione Farmacista33


Farmacia dei servizi, Corte dei Conti: positivo renderla strutturale

Per la Corte dei Conti l’integrazione strutturale della farmacia dei servizi nel Servizio sanitario nazionale è una scelta positiva accompagnata da un finanziamento dedicato che consolida la farmacia come presidio di prossimità, non più limitato alla dispensazione del farmaco ma coinvolto nell’erogazione di servizi sanitari e sociosanitari quali telemedicina, screening e vaccinazioni. È quanto sostenuto dalla Corte dei conti durante la sua audizione sulla Ddl Manovra di fronte alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato.

Positive le misure per integrazione delle Farmacie dei servizi 

La Corte considera “positive”, le misure per potenziale le politiche di prevenzione sanitaria e le disposizioni dirette, nel contesto della fase sperimentale avviata nel 2018, alla integrazione delle Farmacie dei servizi come presidi territoriali di erogazione di prestazioni sanitarie e sociosanitarie.

La Corte sottolinea che i servizi maggiormente performanti, vaccinazione, screening e di telemedicina, confermano la “forte domanda territoriale di esami, normalmente disponibili solo in ambito specialistico o ospedaliero”.

Nello specifico la Corte ripercorre quanto previsto dall’art.68 per le “farmacie dei servizi” che le integra in via strutturale nel SSN come presidi territoriali di erogazione di prestazioni sanitarie e sociosanitarie. “Si consolida così – commenta la Corte - il ruolo delle farmacie come presidi territoriali di prossimità, con funzioni non più limitate alla dispensazione di farmaci, ma estese all’erogazione di servizi assistenziali (ad esempio, attività di telemedicina, screening, vaccinazioni e monitoraggio di terapie croniche). La determinazione dei requisiti per l’erogazione dei servizi viene demandata a linee guida, con particolare riferimento ai requisiti delle farmacie che operano in contesti decentrati, disagiati e rurali. Allo scopo, è destinata una quota del fabbisogno sanitario standard pari a 50 milioni annui, a decorrere dal 2026”.

Spesa sanitaria e valorizzazione del personale sanitario 

La Corte ha espresso le sue valutazioni sul capitolo Spesa sanitaria ripercorrendo le varie misure previste. 
In particolare, l’aumento del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard che nel 2026 arriva a 142,9 miliardi che “consente di rispondere solo parzialmente agli interventi necessari per affrontare le criticità del settore nel cui ambito appaiono in crescita i costi per i contratti del personale, per i farmaci, per gli acquisti di prestazioni sanitarie da privati e per i dispositivi medici ed, in generale, per corrispondere alle esigenze di una popolazione sempre più anziana e con cronicità multiple che richiede risposte sempre più complesse e costose”.

Per la Corte sono inoltre rilevanti le disposizioni volte a valorizzare il personale del servizio sanitario sotto il profilo retributivo, incrementando il valore di alcune indennità e il numero delle prestazioni aggiuntive, e le norme finalizzate ad autorizzare nuove assunzioni di personale a tempo indeterminato (di cui tuttavia non viene stimato né il numero né la suddivisione tra le diverse qualifiche professionali). Si tratta, peraltro, di misure che solo in parte hanno fino ad ora consentito di far fronte alla carenza di personale, attesa la minore attrattività della sanità pubblica soprattutto nell’ambito delle professioni infermieristiche e di alcune specializzazioni mediche, con maggiori sbocchi lavorativi nel settore privato e nella libera professione”. 

Sul fronte farmaceutico, la manovra rialza i tetti di spesa: quello per gli acquisti diretti viene fissato all’8,7%, mentre quello per la convenzionata sale al 6,85%, per un totale del 15,55%. Una modifica che afferma la Corte, “pur ampliando i margini di spesa per Regioni e SSN, può tradursi in sforamenti più ampi dei tetti e quindi in un incremento del contributo a carico delle aziende farmaceutiche tramite il meccanismo del payback” un effetto che la Corte invita a monitorare.

Fonte

https://www.corteconti.it/Download?id=c448135e-8a3c-4fc4-9803-5f08959498c4 

https://www.corteconti.it/HOME/Documenti/DettaglioDocumenti?Id=ec5f1335-f06f-4b42-a23c-fb202af315b8 

TAG: FARMACIA DEI SERVIZI, MANOVRA FINANZIARIA, CORTE DEI CONTI

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