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Politica e Sanità

03 Dicembre 2025

Visite ed esami: l’accesso alla salute passa da Ssn, farmacie e Mmg

Outlook Salute Italia di Deloitte conferma che il SSN resta il canale più utilizzato dai cittadini. Le farmacie rafforzano il loro ruolo di prossimità, con il 37% degli italiani che vi accede per prestazioni sanitarie e un livello di soddisfazione molto elevato. Cresce l’uso del digitale, con più prenotazioni online e un FSE conosciuto e utilizzato

di Redazione Farmacista33


Visite ed esami: l’accesso alla salute passa da Ssn, farmacie e Mmg

Il servizio sanitario pubblico continua a essere il principale punto di riferimento di salute dei cittadini, per le emergenze ma anche per prevenzione, chirurgia e visite specialistiche. I presidi di prossimità vengono percepiti come i pilastri solidi: le farmacie riscontrano un livello alto di soddisfazione per le prestazioni che offrono, il medico di medicina generale si conferma fondamentale per la popolazione anziana. Accelera l’uso del Fascicolo sanitario elettronico, ben conosciuto e usato da un cittadino su due cresce di quale punto percentuale il numero di chi prenota online delle visite. Si conferma però la rinuncia alle cure, di un cittadino su tre nella grande maggioranza dei casi per motivi economici, ma anche per le lunghe attese. A delineare il quadro è il sondaggio annuale Outlook Salute Italia di Deloitte, su 3.800 cittadini in età adulta residenti in Italia.

Esami, visite specialistiche e consulti tra Ssn, Mmg e farmacie

Nel 2024, i servizi maggiormente utilizzati dai cittadini tramite il Ssn sono stati gli esami di laboratorio (66%, in aumento del 3%), seguiti dalle visite specialistiche (65%) e dai consulti presso il medico di medicina generale (49%). Si registra però un calo significativo delle attività di prevenzione (-8% rispetto allo scorso anno), che riguarda vaccinazioni, pacchetti di check-up completi e campagne di screening oncologico.

La quota di cittadini che nell’ultimo anno ha usufruito di prestazioni sanitarie in farmacia si attesta al 37%. Tra i servizi più richiesti rientrano le analisi del sangue (30%), i servizi di supporto alle prestazioni del Ssn (27%) e i test Covid-19 (27%). La soddisfazione complessiva rimane elevata: l’84% degli utenti si dichiara soddisfatto (28% “molto soddisfatto” e 56% “abbastanza soddisfatto”).

Il medico di medicina generale continua a rappresentare un punto di riferimento, soprattutto per la popolazione anziana: la maggior parte degli over 65 ha infatti consultato il proprio medico nel corso dell’ultimo anno. La prenotazione telefonica resta la modalità di accesso più diffusa per quasi la metà degli italiani (49%), mentre si registra una progressiva crescita dell’utilizzo dei canali digitali, con il 31% che usa l’e-mail e il 14% che si affida ad app o piattaforme dedicate.

Il pubblico prima scelta per le principali prestazioni

Le strutture pubbliche si confermano la prima scelta dei cittadini per le attività di prevenzione (49%), gli interventi di chirurgia maggiore (42%), gli esami di laboratorio (37%), gli interventi di chirurgia minore (33%) e le visite specialistiche (29%). Rispetto allo scorso anno emerge un lieve rafforzamento della propensione a rivolgersi al pubblico per visite specialistiche, assistenza domiciliare ed esami di laboratorio. Per la diagnostica strumentale e per gli esami di laboratorio, le strutture private convenzionate con il SSN continuano invece a rivestire un ruolo centrale (35% in entrambi i casi). Si osserva inoltre un aumento del ricorso alle strutture pubbliche in regime di libera professione (intramoenia) per gli interventi chirurgici minori ambulatoriali e per i ricoveri in strutture protette.

Nel 2024, il 30% degli intervistati ha dichiarato di aver dovuto rinunciare alle cure negli ultimi 12 mesi, con un impatto particolarmente marcato tra chi dispone di minori risorse economiche: la quota di persone con reddito basso che ha rinunciato (43%) è infatti più del doppio rispetto a chi dichiara un reddito alto (20%). Il divario più evidente riguarda la prevenzione, dove il 55% dei fruitori appartiene alle fasce a reddito elevato, contro il 35% tra chi ha redditi bassi. Il principale motivo di rinuncia resta quello economico (74%), in aumento del +5% rispetto alla precedente rilevazione e del +13% rispetto al 2022. Le liste d’attesa rappresentano il secondo ostacolo più significativo, indicate dal 34% degli intervistati.

Trasformazione digitale: prenotazioni e referti online

Prosegue la crescita dell’utilizzo del digitale in sanità: dal report emerge un aumento di cittadini che hanno prenotato una prestazione online (58%, +4%), condiviso referti in formato digitale (48%, +3%), ricevuto un referto tramite canali digitali (59%, +1%) o utilizzato strumenti online per informarsi o scegliere professionisti e strutture sanitarie (39%, +1%). Parallelamente, cresce anche la familiarità con l’Intelligenza Artificiale in ambito sanitario (+3% rispetto alla precedente rilevazione): il 56% degli intervistati dichiara di aver sentito parlare di applicazioni dell’AI a supporto di diagnosi, terapia, prognosi e monitoraggio clinico.

Il livello di conoscenza complessiva del Fascicolo sanitario elettronico (Fse) aumenta del +9% rispetto alla precedente rilevazione e del +24% rispetto al periodo pre-pandemia, con picchi che nel Nord Italia raggiungono il 90%. L’utilizzo cresce del +5%, con il 49% degli intervistati che lo ha impiegato nell’ultimo anno, soprattutto per consultare referti e ricette (87%), prenotare visite o prestazioni (44%) e accedere a servizi amministrativi come il cambio del medico di medicina generale (28%). La soddisfazione degli utenti rimane molto alta (91%), pur con differenze territoriali, dal momento che al Sud non supera il 79%. Si conferma inoltre il ruolo decisivo del medico di medicina generale nella diffusione del Fse: in oltre un terzo dei casi ne ha incoraggiato l’utilizzo, e nel 56% vi ha fatto ricorso direttamente nella gestione dei pazienti.

“Il report evidenzia un sistema sanitario valutato nel suo complesso positivamente dai cittadini, ma che necessita di attenzione su fenomeni come le liste di attesa, che richiedono interventi prioritari sulla programmazione e riorganizzazione dell’offerta territoriale, oltre a politiche efficaci di governo della domanda”. afferma Davide Lipodio, Partner Deloitte Italia e Health Care Leader per il Life Sciences and Health Care.

TAG: ESAMI, VISITA MEDICA, FARMACIE, MEDICI DI MEDICINA GENERALE

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