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14 Gennaio 2026Uefs propone un modello di farmacia sostenibile che integra responsabilità ambientale, tutela della salute e ruolo sociale del farmacista. Dal Green Deal europeo all’approccio One Health, il position paper indica le leve strategiche sostenibile per il futuro dei sistemi sanitari

La sostenibilità non è un elemento accessorio dell’attività farmaceutica, ma una dimensione strutturale del suo ruolo sociale. È questo il messaggio centrale del position paper dell’Unione europea delle farmacie sociali (Uefs), che propone un approccio integrato alla farmacia sostenibile fondato sulla responsabilità ambientale, sulla tutela della salute pubblica e sulla coerenza con gli obiettivi europei di transizione ecologica. Il documento chiarisce fin dall’inizio che la sostenibilità deve diventare un criterio stabile delle scelte professionali, accanto a efficacia, sicurezza ed economicità, superando logiche meramente comunicative e pratiche di greenwashing.
Il paper colloca il ruolo della farmacia all’interno del più ampio quadro della responsabilità sociale d’impresa, definita come "la responsabilità delle aziende per l’impatto che esse producono sulla società". L’UEFS sottolinea come le farmacie sociali abbiano sviluppato una sostenibilità “ante-litteram”, legata non solo all’ambiente ma anche alla tutela dei lavoratori, delle comunità e dei cittadini. In questo contesto, lo sviluppo sostenibile viene richiamato nella sua definizione classica, come "uno sviluppo rispondente alle necessità del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di far fronte ai propri bisogni", evidenziando il legame inscindibile tra tutela ambientale e benessere sociale
Allo stesso tempo, il documento mette in guardia dal rischio di pratiche di facciata, ricordando che il greenwashing rappresenta una minaccia concreta alla credibilità delle politiche ambientali e alla fiducia dei cittadini.
La strategia della farmacia sostenibile viene collocata esplicitamente all’interno del Green Deal europeo, definito come il perno della transizione verso "il primo continente climaticamente neutro entro il 2050". Il position paper richiama gli obiettivi vincolanti di riduzione delle emissioni di gas serra del 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990 e sottolinea come il settore sanitario non possa restare estraneo a questo percorso.
Nel comparto farmaceutico, il Green Deal si traduce nella revisione della legislazione europea sui medicinali, con una crescente attenzione alla riduzione dell’impatto ambientale dei farmaci e alla prevenzione della resistenza antimicrobica. La sostenibilità, in questo quadro, diventa un elemento di politica sanitaria e industriale, non solo ambientale.
Il documento fornisce una definizione chiara di farmacia sostenibile, intesa come "il ricorso a prassi sostenibili per l’ambiente, la produzione, la prescrizione e il ritiro di un medicinale al fine di ottimizzare l’efficacia terapeutica, diminuire i costi per il sistema delle cure sanitarie e ridurre al minimo l’impatto ambientale". In questa prospettiva, il farmacista assume una responsabilità professionale diretta nella riduzione dell’impatto ecologico legato all’uso dei medicinali.
La UEFS sottolinea che la sostenibilità passa anche dalla formazione, affermando che è necessario "integrare il programma di formazione continua dei farmacisti con corsi in tema di impatto ambientale dei farmaci", affinché le buone pratiche ecologiche diventino parte integrante della quotidianità professionale.
Una parte centrale del position paper è dedicata al cambiamento climatico, descritto come "una minaccia sostanziale per la salute umana". Vengono richiamati gli effetti diretti e indiretti degli eventi climatici estremi sulla salute fisica e mentale, sulle patologie croniche e sulla diffusione delle malattie infettive.
Il documento evidenzia come il sistema delle cure sanitarie contribuisca in modo significativo alle emissioni complessive, rappresentando circa il 4% delle emissioni nazionali di gas serra, di cui circa il 20% attribuibile ai medicinali. Da qui l’indicazione che "a partire dalla fase di ricerca fino alla distribuzione e alla somministrazione dei medicinali" esistono margini concreti di miglioramento lungo tutta la filiera.
Il tema dell’inquinamento viene affrontato attraverso la gestione dei rifiuti e il ruolo della farmacia nella raccolta dei medicinali inutilizzati o scaduti. Il position paper sottolinea che "i farmacisti possono svolgere un ruolo fondamentale per sensibilizzare la collettività locale" e orientare comportamenti corretti di smaltimento, riducendo la dispersione di sostanze attive nell’ambiente.
La raccolta selettiva dei farmaci viene indicata come uno strumento essenziale per “limitare l’impatto sull’ambiente attraverso una efficace raccolta ed eliminazione degli scarti farmaceutici”, rafforzando la funzione della farmacia come presidio ambientale oltre che sanitario
Un passaggio chiave del documento riguarda l’impatto dei principi attivi farmaceutici sugli ecosistemi. La UEFS richiama dati allarmanti sulla presenza diffusa di sostanze farmaceutiche nell’ambiente e ricorda che, sebbene l’Oms consideri improbabile un rischio diretto per la salute umana alle concentrazioni rilevate nell’acqua potabile, "diversi studi hanno dimostrato gli effetti nocivi degli API nell’ambiente".
Da qui il richiamo all’approccio “Una sola salute”, fondato sull’interconnessione tra salute umana, animale e ambientale. La resistenza antimicrobica viene indicata come l’esempio più evidente di questa interdipendenza, definita “una pandemia silenziosa che richiede un approccio One Health”.
Nel capitolo dedicato all’economia circolare, il position paper introduce un messaggio culturale forte, sintetizzato nell’espressione “Not a pill for every ill”. La UEFS invita a superare una visione eccessivamente farmacocentrica della cura, ricordando che "prima di prescrivere un trattamento farmaceutico per una patologia cronica, converrebbe aver prima esaurito tutte le altre possibilità offerte da uno stile di vita sano".
In questo quadro, il farmacista è chiamato a promuovere l’aderenza terapeutica, l’alfabetizzazione sanitaria e un consumo responsabile dei medicinali, contribuendo alla riduzione degli sprechi e al miglioramento della sostenibilità complessiva del sistema.
Il documento dedica ampio spazio alla necessità di integrare l’impatto ambientale nella valutazione dei medicinali. Pur ribadendo che l’efficacia e la sicurezza restano criteri imprescindibili, la UEFS afferma che "includere l’aspetto ambientale nella ponderazione dei benefici e dei rischi non significa che i farmaci non possano essere autorizzati", ma che devono essere previste misure adeguate di gestione del rischio.
In questa prospettiva, vengono richiamati strumenti come la valutazione del rischio ambientale e le analisi del ciclo di vita, fino all’ipotesi di una “green scorecard” capace di informare il paziente sulla sostenibilità dei prodotti
Il position paper si chiude con una presa di posizione netta: "la farmacia sostenibile è molto più di una moda o una tendenza". La UEFS invita il settore a considerare la sostenibilità come parte integrante delle politiche sanitarie e professionali, in un percorso di lungo periodo che richiede il coinvolgimento di tutti gli attori.
Farmaci e prodotti per la salute dovranno essere scelti integrando un nuovo criterio, quello della sostenibilità, “che verrà aggiunto agli altri criteri, come l’efficacia, la sicurezza e l’efficacia in termini di costi”. Una transizione che, nel solco dell’approccio One Health, lega in modo indissolubile salute umana, animale e ambientale.
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