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23 Febbraio 2026

Farmacie di comunità, Pgeu chiede riclassificazione: tra le attività sanitarie, fuori dal retail trade

Il Rapporto annuale 2025 del Pgeu evidenzia il ruolo strategico della rete delle farmacie per accesso alle cure e prevenzione, ma richiama criticità su carenza di farmacisti. Pgeu chiede la riclassificazione delle farmacie tra le attività sanitarie

di Redazione Farmacista33


Farmacie di comunità, Pgeu chiede riclassificazione: tra attività sanitarie, fuori dal retail trade

La rete europea delle farmacie si conferma un asset strategico per la coesione territoriale, la resilienza dei sistemi sanitari e l’equità di accesso alle cure. In questo quadro, i servizi di farmacia non sono più “attività extra”, ma soluzioni strutturali per migliorare accessibilità, prevenzione e continuità assistenziale. Resta tuttavia centrale il nodo della forza lavoro: servono politiche efficaci di reclutamento, retention e resilienza per contrastare la carenza di farmacisti. A fare il punto è il Rapporto annuale 2025 del Pgeu, che analizza ruolo, evoluzione e priorità della farmacia di comunità nei sistemi sanitari europei e chiede che le farmacie di comunità non siano più classificate sotto il settore “retail trade” (commercio al dettaglio), ma vengano riclassificate tra le “Human Health Activities” (attività sanitarie).

Ruolo strategico della rete delle farmacie

Il rapporto evidenzia come la capillarità della rete delle farmacie rappresenti un fattore chiave per garantire prossimità assistenziale, continuità terapeutica e accesso equo ai servizi sanitari, soprattutto per popolazioni fragili, anziani e pazienti cronici. Nella sola Unione europea operano più di 160.000 farmacie con oltre 400.000 farmacisti, che servono quotidianamente circa 46 milioni di cittadini. Estendendo lo sguardo all’intera regione rappresentata dal Pgeu (33 Paesi tra Stati membri dell’UE, Efta, Regno Unito e Paesi candidati) si contano circa 200.000 farmacie e 500.000 farmacisti di comunità.

Questa presenza diffusa sul territorio consente ai farmacisti di operare ogni giorno a diretto contatto con milioni di persone, svolgendo un ruolo che va oltre la dispensazione del farmaco e si estende al counselling, al follow-up terapeutico e al supporto nella gestione delle patologie. Il documento insiste sul passaggio da un modello centrato prevalentemente sulla dispensazione a uno in cui la farmacia è riconosciuta come presidio di cure primarie e hub sanitario di prossimità, capace di contribuire alla resilienza dei sistemi sanitari e di ridurre la pressione su altri livelli di assistenza.

Servizi sono soluzioni concrete, non attività extra

Il rapporto sottolinea che i servizi di farmacia non rappresentano “attività extra”, ma soluzioni concrete per migliorare accessibilità, prevenzione e continuità assistenziale, contribuendo a portare le cure più vicino ai cittadini attraverso la rete capillare delle farmacie. Nel 2025 il PGEU ha pubblicato una mappatura dei servizi erogati in Europa che ha identificato 47 servizi distinti in 33 Paesi, con una media di 26 servizi implementati per Paese. Secondo il report, i servizi di farmacia “non sono attività aggiuntive, ma risposte pratiche per accessibilità, prevenzione e continuità delle cure” e rappresentano un’evoluzione naturale del ruolo professionale del farmacista all’interno delle cure primarie.

Oltre alla dispensazione e alla gestione del farmaco, l’offerta comprende revisione dell’uso dei medicinali, programmi di ottimizzazione terapeutica e supporto all’aderenza, gestione dei disturbi minori, screening e test precoci, vaccinazioni, gestione delle patologie croniche e servizi di sanità digitale. Il documento evidenzia che la crescente domanda di questi interventi è legata all’invecchiamento della popolazione, all’aumento delle cronicità e alla necessità di modelli assistenziali più centrati sul paziente e sostenibili dal punto di vista economico.

Il report richiama inoltre il contributo dei servizi farmaceutici al cosiddetto “triple aim”, ossia migliore qualità delle cure, migliori esiti di salute e riduzione dei costi complessivi per il sistema sanitario, sottolineando come l’accesso diretto, gli orari estesi e la prossimità territoriale consentano interventi precoci, migliorino l’aderenza terapeutica e riducano la pressione su pronto soccorso e ospedali.

Vaccinarsi in farmacia: strategia efficace di prevenzione

Tra i servizi offerti in modo sempre più stabile e strutturale la vaccinazione in farmacia è uno degli esempi più concreti di prevenzione accessibile e di sanità di prossimità. Il Pgeu sottolinea che “la vaccinazione in farmacia è uno degli esempi più chiari di come le farmacie portino le cure più vicino alle persone”. Dove implementata, la somministrazione in farmacia migliora l’accesso grazie al modello walk-in e agli orari estesi, contribuisce ad aumentare le coperture vaccinali e rafforza la preparedness dei sistemi sanitari. 

Il documento evidenzia che la vaccinazione è “una parte fondamentale di percorsi di prevenzione più ampi”, in particolare per anziani e pazienti con patologie croniche, e che la rete delle farmacie, per capillarità e fiducia, rappresenta un canale privilegiato per diffondere informazioni sanitarie affidabili e contrastare esitazione vaccinale e disinformazione.

Infine, sottolinea che i servizi vaccinali in farmacia migliorano la comodità e la portata degli interventi, riducono la pressione su altri livelli di assistenza e rafforzano la preparazione del sistema sanitario durante campagne e emergenze, inserendosi nel più ampio contributo della farmacia agli obiettivi di prevenzione e salute pubblica.

Carenze di medicinali: gestione e sicurezza dell’approvvigionamento

Le carenze di farmaci restano diffuse e persistenti in Europa e continuano ad assorbire una quota significativa del tempo dei farmacisti, sottraendolo all’assistenza diretta al paziente. Nel 2025 il tema è diventato centrale nel dibattito europeo con la proposta, nel marzo 2025, del Critical Medicines Act da parte della Commissione europea. Il Pgeu sostiene la necessità di passare da una gestione reattiva delle crisi a un modello strutturale di resilienza fondato su maggiore trasparenza, obblighi di fornitura vincolanti, diversificazione delle fonti, coordinamento delle scorte e sistemi di procurement che valorizzino la sicurezza dell’approvvigionamento e non solo il prezzo più basso. Il report collega esplicitamente la sicurezza della supply chain alla possibilità stessa di espandere in modo sostenibile i servizi di farmacia. 

Carenza di farmacisti e riconoscimento sanitario della farmacia

Il rapporto tocca anche il tema della sostenibilità della forza lavoro, sottolineando che la carenza di professionisti rappresenta una criticità crescente in Europa. Nel corso del 2025 il Pgeu, insieme ad altre organizzazioni sanitarie europee, ha sollecitato interventi urgenti su reclutamento, retention e resilienza, chiedendo migliori condizioni di lavoro, retribuzioni adeguate, tutela del benessere professionale e investimenti nella formazione, senza abbassare gli standard educativi e di qualificazione. Il documento evidenzia come una forza lavoro adeguata sia essenziale per garantire sicurezza dei pazienti, continuità dei servizi e sostenibilità dei sistemi sanitari.

Il documento lega in modo diretto il futuro della rete delle farmacie alla disponibilità di una workforce adeguata, riconosciuta e sostenuta, avvertendo che senza un rafforzamento della forza lavoro e senza un pieno riconoscimento istituzionale del ruolo sanitario della farmacia, la capacità del sistema di garantire continuità dei servizi, espansione delle attività cliniche e risposta ai bisogni di salute della popolazione rischia di essere compromessa. La sostenibilità del modello di farmacia di comunità, conclude il report, dipende quindi da una forza lavoro preparata, valorizzata e stabilmente integrata nelle cure primarie.

Infine, sottolinea la necessità di un pieno riconoscimento del ruolo sanitario della farmacia di comunità: pur essendo sempre più integrata nei percorsi di cura, la farmacia è ancora classificata nelle statistiche europee nella categoria “retail trade”. Il Pgeu chiede esplicitamente che venga riclassificata tra le “Human Health Activities”, per riflettere “la realtà dell’assistenza sanitaria erogata nelle comunità” e il contributo dei farmacisti come professionisti sanitari e non come operatori commerciali.

Innovazione, intelligenza artificiale e prospettive future

Guardando alle prospettive future, il rapporto richiama anche il ruolo crescente dell’innovazione e della sanità digitale nella trasformazione della farmacia di comunità. In particolare, il Pgeu evidenzia il potenziale dell’intelligenza artificiale come strumento di supporto alla pratica professionale e al miglioramento dell’assistenza al paziente, sottolineando tuttavia che deve «integrare e non sostituire il giudizio professionale del farmacista e la relazione farmacista-paziente». Il documento richiama la necessità di un quadro regolatorio chiaro, di un utilizzo etico delle tecnologie e di investimenti nelle competenze digitali, per garantire un’adozione sicura e responsabile.

In prospettiva, il Pgeu ribadisce che l’evoluzione della farmacia verso un ruolo sempre più centrale nelle cure primarie, nella prevenzione e nella gestione delle cronicità richiede servizi sostenibili, piena integrazione nei sistemi sanitari e un modello professionale riconosciuto e supportato. L’obiettivo, conclude il report, è rafforzare una rete sanitaria di prossimità capace di garantire più prevenzione, maggiore accesso alle cure e sistemi sanitari più resilienti per i cittadini europei.

Fonte:

https://www.pgeu.eu/wp-content/uploads/2026/02/Annual-Report-2025_.pdf

TAG: PHARMACEUTICAL GROUP OF THE EUROPEAN UNION (PGEU), FARMACIE, EUROPA

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